Rock

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THE LOW ANTHEM - Smart Flesh
La passione per le eccentriche location di registrazione ha portato stavolta i Low Anthem in una fabbrica dismessa di conserve di pomodoro. A giudicare dai risultati, il posto non solo ha un’acustica strepitosa ma anche una straordinaria componente evocativa, visto che Smart Flesh può essere definito ‘magico’ senza che la definizione risulti sopra le righe o motivata dall’assimilazione di sostanze illegali. Il trio del Rhode Island porta qui a compimento un processo che potremmo definire atemporalizzazione del vecchio. Le melodie da chiesa di campagna e i suoni semplici di banjo, organo, scacciapensieri e clarinetto, anziché banale opzione retro-chic appaiono qui il luogo dove è possibile essere se stessi a livello umano e sonoro (l’effetto è un po’ quello dei primi dischi dei Calexico, però con i Monti Appalachi al posto dell’Arizona). Magari è tutto merito della produzione ineccepibile oppure di un mirabile talento mimetico, ma d’altronde anche il miglior cinema è finzione che commuove. (Antonio Vivaldi)
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JAMES BLAKE – James Blake

Pochi esordi appaiono controversi come quello del ventiduenne londinese James Blake. La sua ascesa si avvia nel 2009, quando comincia a sfornare EP che si fanno notare per la maestria con la quale campiona suoni elettronici; il genere di riferimento è il dubstep, spogliato tuttavia dei connotati dance più tradizionali. Poi, verso la fine dello scorso anno, appare il singolo Limit To Your Love, cover irriconoscibile e bellissima di Feist, nella quale il cantato aggiunge una nuova dimensione. L'omonimo LP d'esordio ha già diviso la critica: prodigio o hype? Suoni minimalisti, atmosfera, elettronica applicata in primo luogo alla sua voce attraverso un uso innovativo dell'auto-tune, che raggiunge il vertice in To Care (Like You). Ma al di là di questo, Blake mostra anche capacità melodiche e compositive di tutto rispetto. Se proprio si deve scegliere, vada per il prodigio. (Marina Montesano)

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BEADY EYE - Different Gear Still Speeding

Il debutto della band guidata da Liam Gallagher nata dallo scioglimento degli OASIS, è uno degli album più attesi del 2011. L’album contiene 13 nuove canzoni scritte dalla band e registrate ai RAK Studios con il produttore Steve Lillywhite. La band formata da Liam Gallagher, Gem Archer, Andy Bell e Chris Sharrock suonerà dal vivo all’Alcatraz di Milano il 16 Marzo 2011, unica data italiana, già sold out !, del loro primo tour europeo.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 1 marzo 2011 al prezzo di 13,90 €

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ROBERT MILES  – Th1rt3en

Al secolo Roberto Concina, nato in Svizzera, da immigrati friulani, Robert Miles ha realizzato cinque album in quindici anni. Se, in occasione delle esperienze precedenti, non ha talora disdegnato dance, house e rock alternativo, in questo nuovo lavoro offre un pregevole ambient elettronico, non distante da Brian Eno (epoca 1978-1983), ma capace anche di momenti più ritmati e moderni, un po' sullo stile dei primi Future Sound of London. Tredici composizioni, come preannuncia il titolo, che faranno la gioia di chi ama i sintetizzatori e il prog tastieristico. Tra i brani più convincenti: Moving, Afterglow, Miniature World, Antimony, Archives e in particolare Voices From A Submerged Sea, ma tutta la realizzazione si assesta su un ottimo livello. Valido e consigliato. (Davide Arecco)

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THE LOW ANTHEM - Smart Flesh

Vengono da Rhode Island, sono in tre (Ben Knox Miller, Jeffrey Prystowsky e Jocie Adams), si chiamano The Low Anthem. Dopo un paio di album autoprodotti hanno pubblicato, il bellissimo “Oh My God, Charlie Darwin”, che anche in Italia ha colpito nel segno tanto da avere moltissime recensioni ed anche la prestigiosa copertina di Buscadero. Sono paragonati a band come Wilco, Fleet Foxes, Okkervil River ed ovviamente a classiche reminescenze come Bob Dylan e Tom Waits. Rappresentano il lato più intimo e riflessivo di questa scena folk e si sono conquistati il loro posto al sole senza sgomitare ma con un inarrestabile passaparola. Smart Flesh si conferma come un corposo e ben riuscito secondo album che non deluderà le grandi aspettative.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 22 febbraio 2011 al prezzo di 17,50 €

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DEVOTCHKA - 100 Lovers

Da oltre un decennio i DeVotchka mischiano le loro influenze dell’est Europa e ballad nordiche in un autentico ed originale miscela di musica popolare. Con la pubblicazione del loro quinto album in studio, “100 Lovers” la band torna alle epiche impostazioni del deserto dell’Arizona con il produttore Craig Schumacher (Calexico, Neko Case) per creare una collezione di ossessionanti storie. Da i primissimi anni della loro carriera i DeVotchka hanno promosso importanti connessioni con altri esploratori sonori come i Gogol Bordello e i Calexico, con i quali hanno rispettivamente effettuato tour e registrazioni. Il primo lancio importante della band avvenne quando Nic Harcourt di KCRW li introdusse ai propri ascoltatori nel suo programma radiofonico “Morning Becomes Elettric”. I cineasti Valerie Faris e Jonathan Dayton si trovavano all’ascolto in quel momento e si innamorarono di quel sound, perfetto per il loro film “Little Miss Sunshine”. Il film fu un successo sia al botteghino che per la critica, candidato agli Oscar nella categoria “Best Picture”, e la colonna sonora dei DeVotchka si guadagnò un Grammy.

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