Rock
Il suono 'caratterizzato' ti mette su un piedistallo (la riconoscibilità) e dopo un po' all'angolo (l'ovvietà), se non sei in grado di evolverti. Dopo l'esordio entusiasmante di Come On, Die Young (1997), è dal secondo album che ai Mogwai si dice "Bravi, ma ora cambiate un po'". In realtà se si ascolta con attenzione questo Hardcore Will Never Die, But You Will, ci si rende conto che la molto fisica alternanza fortissimo-pianissimo all'interno dei singoli brani è stata sostituita da un'attenta distribuzione di pesi e misure titolo dopo titolo: una chitarra deragliante, una tastiera prog, una ritmica incalzante e in un paio di punti strategici persino ampio spazio alle voci (il gruppo, come si sa, era nato quasi solo strumentale'). Alla fine si sente anche qualcuno che, in italiano, parla di lupi (ci saranno specifiche varianti per i diversi paesi?). L'insieme è al solito abbastanza suggestivo e, come sempre accade con la musica che comunica immagini (da Vollenweider agli Oneida), ognuno sceglierà il momento che più lo coinvolge. Indiscutibilmente il mondo evocato dai Mogwai (titoli inclusi) resta parecchio fosco, ma va detto che ormai sembra un mondo più ricordato che vissuto qui e ora. Il disco più saggio dei Mogwai. (Antonio Vivaldi)
vedi sotto video
Tornano i White Lies a due anni di distanza dal disco d’esordio e si confermano come una delle band d’oltremanica più apprezzate degli ultimi anni. Piacciono a grandi e piccini; ai primi ricordano tanto “i fantastici anni “80” e i secondi li trovano meravigliosamente “trendy”. Senz’altro i ragazzi di Ealing sono paragonabili a quegli studenti che studiano tanto e capiscono al volo il mandato, i primi della classe in materia di classifiche di vendita. In Ritual si ritrova la formula vincente impostata col precedente album, To Lose My Life, con una freschezza in più, una maggiore persuasione e qualche tentativo ben riuscito di innovazione rispetto alle intuizioni dell’opera prima. Operazione riuscita soprattutto dal punto di vista commerciale che ha portato Ritual al top delle charts inglesi a una settimana dall’uscita. Fin qui tutto bene dunque, aspettiamo la fatidica terza prova per giudicare in modo più esaustivo. (Mauro Carosio)
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