Rock

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DEERHUNTER – Halycon Digest

A dire il vero riuscire a entrare appieno in questo disco e assaporarne bene e piacevolmente tutti i toni e le diverse sfumature non è stato un processo immediato, spontaneo, e nemmeno una rivelazione naturale in seguito a un flash, ad una illuminazione improvvisa. Subito, a un ascolto già di per sé critico dato il vociare che si era fatto, l’impressione di pancia è di qualcosa di già sentito e di metabolizzato andando a pescare a piene mani nell’universo indiefolk e anche un po’ elettronico della scena nordamericana. Una chance in più, il tempo di un viaggio in aereo, invece, mi ha sbattuto in faccia la forza e la bellezza di Halycon Digest. Perché HD riesce in maniera suadente a rapire, a distogliere l’attenzione, a farci godere appieno della musica in sé. E anche se non sarà l’album seminale della new-indiewave del terzo millenio (infarcito come è di riferimenti a quel mondo che spazia dagli Animal Collective agli Arcade Fire), l’ultimo lavoro di Bradford Cox e soci ha la grazia di farci godere della musica staccando la spina. (Giovanni Besio)

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DEPEDRO - Nubes De Papel

Se per loro naturale inclinazione la lingua castigliana e il suono latino tendono verso il sentimentale roboante e iperventilato, il progetto Depedro parrebbe proprio una smentita a tale assioma (o luogo comune?). Secondo frutto della collaborazione fra il madrileno Jairo Zavala e i tucsoniani Calexico, Nubes de papel suggerisce ed evoca anziché puntare al bersaglio grosso passionale e ha il suo punto di forza nel riuscito incontro tra la finezza melodica di Zavala e il fluido savoir-faire ritmico di Burns e Convertino. Questa fusion in punta di corde fra Spagna, Messico e Arizona può sembrare architettata  in modo un po' formale almeno fino a quando non si accendono  - occorrono un paio di ascolti -  i due-tre punti luce (Cuando el dia se acaba,  Nubes de papel, Todos lo saben) che rendono bello e ospitale l'ambiente. Buffa la cover perbene di What Goes On dei Velvet Underground. (Antonio Vivaldi)

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DOUG PAISLEY - Constant Companion

Il vecchio adagio “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” mal si adatta alla musica in generale. Spesso le collaborazioni/ospitate propongono scenari incongrui e si risolvono in un semplice spunto da citare in una recensione. Qualche volta, però, il giochino funziona. Nel secondo album di Doug Paisley si ascoltano, tra l’altro, l’organo di Garth Hudson della Band e la voce di Leslie Feist (già Broken Social Scene). Gli ospiti segnano anche, involontariamente, le coordinate dell’intero disco: certamente tradizionale ed “americano” (anche se l’autore è di Tortonto), ma che sa lambire i lidi dimessi e malinconici di certa musica indipendente. Insomma, un lavoro da cantautore moderno che, come tale, fa della scrittura e della melodia i suoi assi, evitando quel senso di saputo che spesso abita lavori simili. I dischi importanti parlano anche sottovoce. (Marco Sideri)

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PAUL WELLER - Find The Torch, Burn The Plans Live At The Royal Albert Hall

Paul Weller pubblica il prossimo 30 Novembre ‘Find The Torch, Burn The Plans’, un nuovo DVD + CD che celebra il suo incredibile 2010 culminato con 5 trionfali serate alla Royal Albert Hall lo scorso maggio. Il DVD include l’intera performance (26 canzoni) alla Royal Albert Hall: il set è composto da brani tratti dal recente album “Wake Up The Nation” più classici dal periodo con i Jam e con gli Style Council. Kelly Jones degli Stereophonics interviene allo show ed è ospite in due canzoni. Il DVD comprende inoltre ‘Find The Torch, Burn The Plans’, il film‐documentario su Weller realizzato dal regista Julien Temple e il promo video‐clip “7 & 3 Is The Strikers Name” diretto da Lawrence Watson. Il CD include gli highlights degli show alla Royal Albert Hall e un concerto/showcase registrato alla BBC e trasmesso da BBC Radio 2 nel febbraio scorso con ospiti Lauren Pritchard e Richard Hawley. ‘Find The Torch, Burn The Plans’ sarà disponibile anche in un’EDIZIONE LIMITATA con confezione hard back book, bonus intervista a Paul Weller nel DVD con immagini esclusive e un collectors set di cartoline.

CD/DVD in vendita da Disco Club a partire da martedì 30 novembre 2010 al prezzo di 22,90 €
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STEVE WYNN & THE MIRACLE 3 - Northern Aggression

Steve Wynn, oltre 300 canzoni alle spalle, anche in questo terzo disco coi fidi Miracle 3 non delude le aspettative; c'è tutto quel che deve esserci, secondo una ormai consolidata formula: le canzoni "tirate", psichedeliche, alla Dream Syndicate (Resolution, No One Ever Drowns), le ballate lente (Consider The Source, St. Millwood) ed il potenziale singolo (Ribbons and Chains). Tutto bello; forse l'unico rammarico, da vecchio e fedele fan, è che, nell'ascolto, dopo le prime tre, speravo in un percorso nuovo, in un viaggio che non abbandonasse la corsia veloce; invece, alla quarta, mi sono già ritrovato alla piazzola di sosta. In ogni caso, un disco da top ten dell'anno. (Marco Bonini)

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SHANNON WRIGHT - Secret Blood

Shannon Wright torna con il suo nuovo disco “Secret Blood”, sempre fedele ai suoi principi e al suo pubblico, un anno dopo la pubblicazione di “Honeybee Girls”. Nel 2009 “Honeybee Girls” ci fa scoprire una produttrice che affronta i suoi tabù: acustica vs. elettronica. Pianoforte, organo, chitarre e violoncelli sono gonfiati da un soffio inedito, accompagnati da sonorità che danno un’impressione nuova di spazio e freschezza. Incoraggiata dai feedback positivi e dal piacere nel proporre l’album dal vivo, si decide subito a registrare “Secret Blood” con I suoi fedeli collaboratori, Andy Baker (basso, mix) e Brant Rackley (batteria). Il titolo viene da uno dei più bei brani del disco “Merciful secret blood of a noble man”. Non sono solo la maggior sicurezza della sua voce, il suono dell’organo, la discrezione della ritmica, che danno questa sensazione di calore. Tutto il disco è irradiato dalla generosità di Shannon che ci prende la mano e ci accompagna per non perderci in questo mondo di desolazione. “Secret Blood” si apre in modo promettente e evidenzia le rovine delle nostre certezze, per liberarci dei nostri pregiudizi. La libertà è la parola che riassume al meglio la carriera di Shannon Wright. Questo nono disco ne è la prova, alternando brani folk, rumori noise, chitarre radicali e interludi cinematici. La presenza di un disco di Black Flag sulla copertina non è dovuta al caso. Shannon Wright ha sempre rivendicato questa filiazione da un rock esigente e senza compromessi, soprattutto nel sound, molto preciso e a volte ruvido. Così si procede ancora per contrasti: al sound Washington HC di “Fractured” o alle esplosioni chitarristiche di “Commner’s Saint” fanno da contrasto la dolce “Dim Reader”, la sonnambolica “Satellites” o la complessità degli arrangiamenti di “Under The Luminaries”, rappresentativi della maestria e dell’integrità di un’artista ormai completa.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 11 novembre al prezzo di 15,60 €

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