Rock

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THE BOXER REBELLION - The Cold Still

Non perdetevi il nuovo video dei The Boxer Rebellion, ‘Step Out of the Car’, visibile al link sottostante. Mostrato recentemente in anteprima su NME.com, il raffinato clip di ‘Step Out of the Car’ è stato realizzato da Giorgio Testi, il cui lavoro come regista in occasione del documentario sui Blur, ‘No Distance Left To Run’, gli è valso una nomination al recente Grammy® Award. ‘Step Out of the Car’ è disponibile in edizione 7” ed attraverso i canali digitali. ‘Step Out of the Car’ è il primo singolo del quartetto alternative londinese estratto dal terzo album in studio “The Cold Still”. In uscita il prossimo 3 Febbraio 2011 e realizzato con l’aiuto del leggendario produttore Ethan Johns (Kings Of Leon, Ryan Adams e Ray LaMontagne), “The Cold Still” è una prova da maestri in cui una scura e sofisticata capacità di scrittura incarna perfettamente lo spirito di una band indipendente. Il nuovo disco sorprenderà moltissimi appassionati di musica alternative-rock in tutto il mondo. Epico ed intimista in egual misura, l’album è un travolgente viaggio fra passioni intense e ruvide, fra giri di chitarra enormi e ben strutturati e testi coinvolgenti, il tutto arrangiato con quell’innato senso della melodia che da sempre è marchio di fabbrica della band!

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BUFFALO TOM - Skins

I Buffalo Tom tornano con il loro ottavo album in studio, “Skins”, in uscita il prossimo 3 Marzo 2011. Prodotto dalla band nel loro quartier generale di Boston, nel Massachusetts, e mixato dall’amico e  collaboratore Paul Q. Kolderie (che già aveva prodotto il bellissimo terzo disco della band “Let Me Come Over” del 1992) e da Tom Polce, “Skins” è il seguito di “Three Easy Pieces”, album che segnò il rientro della band dopo nove anni di silenzio.  Il nuovo lavoro si avvale della collaborazione della cantante Tanya Donnelly (Belly, Breeders e Throwing Muses), presente nel brano ‘Don’t Forget Me’. Oltre alla normale edizione in CD, il disco sarà disponibile in edizione deluxe limitata contenente versioni demo e b-sides ed in vinile, accompagnato da un coupon con i codici di accesso per scaricare le tracce bonus.  Fra i numerosi fan, i Buffalo Tom possono essere fieri di annoverare il conduttore e comico Jon Stewart che, prima di aver ospitato il Presidente e personaggi famosi nel suo The Daily Show, teneva il notturno (in syndacation) The Jon Stewart Show. Ed in quell’occasione Jon rivelò a tutta l’America la sua passione per i Buffalo Tom. Passione rimasta ovviamente intatta. Stewart è uno dei personaggi più importanti degli Stati Uniti ed uno dei più affidabili. Inoltre, uno dei brani della band, ‘Soda Jerk’ fu scelto per la colonna sonora della serie My So Called Life, nella quale la band fu anche ospite.

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JANELLE MONÁE - The ArchAndroid (Suites II and III)
R&B è ormai diventato sinonimo di lagnosi dischi sovraprodotti, senza idee o melodie memorabili, e con poco a che vedere sia con il ritmo sia con il blues. Fortunatamente ci sono le eccezioni, e The ArchAndroid di Janelle Monáe è quella offerta dall'anno appena concluso. Nel suo caso, R&B è giusto un'etichetta: funk, hip-hop, dance, pop si mescolano come raramente accade di ascoltare. Janelle ha grandi ambizioni e non le nasconde, a partire dall'idea di progettare come un concept il suo disco d'esordio. La sua musica guarda al passato (il Prince dei tempi d'oro, per esempio) ma è assolutamente contemporanea: Faster, Cold War, Tightrope sono i brani di maggiore impatto in un disco che si fa scoprire ascolto dopo ascolto senza mai annoiare. (Marina Montesano)
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 GIANT SAND - Blurry Blue Mountain

L’anno appena trascorso è stato anche, un pochino, l’anno dei Giant Sand. Il gruppo di Howe Gelb, infatti, oltre a ristampare come già discusso su questi schermi i primi capitoli della sua storia (erano gli anni 80), ha anche pubblicato un album nuovo di zecca: Blurry Blue Mountain, seguito del bel proVISIONS del 2008. I GS sono ormai cosa di Howe: supportato dai musicisti danesi coi quali da qualche anno collabora, Mr Gelb riunisce nello spazio dell’album le sue passioni di sempre; rock polveroso, chitarre rugginose, ballate intime, pianoforti da tarda notte, folk desertico, quella voce così affascinante ma così poco musicale. Il sospetto che oramai parli ai convertiti è fondato: i suoi album migliori hanno qualche annetto e la (bella) musica cambia poco. Ma la qualità è alta e la personalità forte. Non è cosa da poco, dopo tutto questo tempo. (Marco Sideri)

vedi sotto video

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BUFFY SAINTE-MARIE - Up Where We Belong

Quella di Buffy Sainte-Marie è una delle voci “storiche”del song-writing d’oltre-oceano degli anni sessanta. Voce accattivante, bellezza “esotica”, buon talento compositivo, la giovane musicista si afferma con alcune ballate che descrivono con lucida intensità i fenomeni sociali di quegli anni. Up Where We Belong (pubblicato per la prima volta nel 1996 e ristampato di recente), offre una panoramica completa ed esaustiva del lavoro di Buffy Sainte-Marie. Un percorso a ritroso che comprende la celebre Universal Soldier, God is Alive/Magic Foot (testo di Leonard Cohen), Until It’s Time For You To Go e altri brani che hanno attirato l’interesse di molti, celebri interpreti. E’ il caso della title track Up where We Belong, inserita nella colonna sonora di Ufficiale e Gentiluomo, portata al successo da Joe Cocker e Jennifer Warnes. (Ida Tiberio)

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BELLOWHEAD - Hedonism

Tra i pochi effettivamente riusciti a svecchiare il folk più tradizionale, gli inglesi Bellowhead arrivano al terzo disco confermando nella sostanza quanto già cantato e suonato (bene) in precedenza. Sono una folk big band. Gonfiano e raccontano le vecchie nenie con un mirabile spiegamento di forze: voci, violini, ottoni, tamburi e batterie, acusticherie e elettricità. La formazione detta anche gli arrangiamenti, e così ballate di scorza antica si trasformano in viaggi cinematografici, al confine con il soul; gighe stagionate mutano in furiosi assalti sonori, sorta di punk elisabettiano; i ritornelli sono quelli immortali della tradizione (basta un incontro per fischiettarli) ma i modi sono moderni (senza tradire un concetto lato di autenticità). Insomma, tra tanti recuperanti seriali, i Bellowhead lo fanno a modo loro. E (finora) non sbagliano un colpo. (Marco Sideri)

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