Rock

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PAUL ROLAND - Grimm
Paul Roland, oltre che come musicista, è noto anche come valente scrittore, con decine di titoli alle spalle; i testi dei suoi dischi, del resto, l’hanno sempre confermato. Dopo essersi occupato a lungo del periodo vittoriano e di quello edoardiano (con tanto di vicende occulte, delitti e misticismo), negli ultimi due cd ha preferito ispirarsi ad autori specifici: H.P. Lovecraft in “Re-animator” e Jules Verne in “Nevermore”. In questo nuovo lavoro ha fatto lo stesso ed il riferimento, facilmente intuibile, è ai fratelli Jacob e Wilhelm Grimm; contiene, infatti, nove loro favole - più o meno note, ma nelle versioni originali, non edulcorate – da lui riviste e musicate con il suo stile, intriso, come al solito, e stavolta è proprio il caso di dirlo, di fiabesca atmosfera. A completarlo, oltre ad una intro ed una outro, appaiono, come bonus, due favole in sola lettura. Da sottolineare che Paul Roland suona tutti gli strumenti; il risultato? Molto piacevole, sicuramente il migliore da parecchi anni. Il genere? A chi ancora non lo conoscesse Paul stesso, nel libretto, ne dà un’esaustiva definizione: baroque-psych-pop-gothic-folk music. Mi sembra perfetta. (Marco Bonini)
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FUCKED UP - David Comes To Life

L'opera rock, uno dei concetti più pomposi e irrisi della musica moderna, ha conosciuto negli ultimi anni una sorta di ritorno. Passati i tempi della prosopopea prog, storicizzati i precedenti di maggior rilievo (Tommy, The Wall), autori di estrazioni varie hanno inaspettatamente abbracciato la formula con risultati buoni (Hadestown di Anais Mitchell) e meno buoni (Hazards Of Love dei Decemberists). David Comes To Life va un passo oltre applicando al concetto (narrazione organica, personaggi ricorrenti) il vocabolario hardcore punk dei precedenti dischi del gruppo. L'impatto è sfumato, con ritornelli fischiabili e strumenti di ogni sorta ad addolcire il connubio di voce urlata e ritmo serrato tipici del genere. Ma al fondo rimane l'impalcatura di sempre, a narrare la storia di David. Un esperimento, dunque, capace di affascinare orecchie diverse. (Marco Sideri)

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THE HORRORS - Skying

Il terzo disco di The Horrors rinnova ulteriormente il focus artistico del gruppo: dopo il garage rock del debutto e le esplorazioni psichedeliche di Primary Colours, il nuovo Skying alza lo sguardo verso il cielo di una new wave emozionante e organica, lontana da meccaniche banalità electro e anzi arricchita da arrangiamenti ambiziosi e inaspettati.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 12 luglio 2011 al prezzo di 16,30 €

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WILLIAM ELLIOT WHITMORE - Field Songs

Dalle rive del Mississippi, torna ad incantarci il ragazzo bianco dalla voce nera con il suo folk blues scarno e primordiale, con le sue storie di superstizione, morte e peccato, ma anche di venerazione per la natura. Armato solamente di chitarra acustica e banjo, Whitmore è capace di infiammare qualsiasi platea e il suo attuale tour in compagnia di Chris Cornell attraverso gli Stati Uniti sta riscuotendo grande successo. A due anni dall’ eccelso “Animals In The Dark”, “Field Songs” riconferma William Elliott Whitmore come cantautore trascinante, impegnato e onesto.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 12 luglio 2011 al prezzo di 18,90 €

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GREG BROWN - Freak Flag

Freak Flag, seppur registrato con innovative tecniche digitali, non tradisce la schietta semplicità della musica di Greg Brown. E questo è un bene, perché dietro l'apparente semplicità si cela un universo poetico d’insospettabile profondità. La voce di Greg Brown conserva il timbro ruvido e baritonale di sempre e rafforza l’attitudine a delineare scenari notturni ed intimistici di grande fascino. Il song-writer del mid-west sa come narrare piccole-grandi storie di vita e di sentimenti forti e come “trascriverle” in altrettante, sobrie ballate acustiche dal sapore country-folk e blues. Where are you going When you’re gone, I don’t know Anybody in This Town e Let The Mistery Be confermano il talento e l’indole schiva di Greg Brown. Un particolare che vale la pena segnalare:Freak Flag ha un ospite illustre: Mr. Mark Knopfler! (Ida Tiberio)

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EFRIM MENUCK  - Plays High Gospel
Si dice spesso, sempre in verità, che oramai non si inventa più nulla in musica: viviamo di ricordi, pensa che bello negli anni 60 etc... etc.... È vero, magari, magari no, ma di certo per chi osserva da vicino ci sono suoni moderni con una personalità definita e nuova. Magari non hanno conquistato il mondo, ma questo è un altro discorso. Un esempio? L'impasto di tradizione, elettricità, canzone d'autore e avanguardia delle uscite Constellation, con in testa i caposcuola Godspeed You! Black Emperor. Fin dall'inizio (era la fine dei 90) ogni disco ha sviluppato un pochino l'intuizione iniziale, declinandola secondo le proprie inclinazioni. High Gospel arriva buon ultimo ed è il primo lavoro solista del leader dei GY!BE, Efrim. Dentro trovate esperimenti e melodie, disturbi e pianoforti, ricordi (un tributo all'amico scomparso Vic Chesnutt) e violini. (Marco Sideri)
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