Rock

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HIGH LLAMAS - Talahomi Way

Talahomi Way segna il ritorno degli High Llamas assenti dale scene dal 2007 quando pubblicarono l’album Can Cladders. In tutti questi anni Sean O’Hagan è stato occupato a lavorare sugli arrangiamenti degli albums di Gryff Rhys, Vanessa da Mata,Sondre Lechre, Charlie Alex March e naturalmente gli Stereolab, oltre ad aver collaborato con lo scrittore Jonathan Coe, il pittore Jean Pierre Muller e il chitarrista di Bossa Nova Goro Ito. La band guidata da Sean O’Hagan con questo nuovo album, che tra parentesi è stato mixato da Tim Gan degli Stereolab, dimostra di essere ancora in grado di scrivere canzoni pop di estrema raffinatezza.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 12 aprile 2011 al prezzo di 17,50 €
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DEERHOOF - Deerhoof vs. Evil

I Deerhoof sono e rimangono uno dei migliori gruppi di avant rock devoluto degli ultimi ventanni. Dal noisepop infantile dei primordi hanno raggiunto imprevedibili vette riproponendosi come una versione ancora artsy del pomp-rock dei Blonde Redhead. La batteria da esplosiva figlia di Keith Moon, sempre davanti nei vecchi dischi, sta, lentamente, trovando un proprio ruolo al servizio del resto. Il cantato della giapponese Satomi, sempre meno bambina e sempre meno Yoko Ono, si è ritagliato una dimensione di classe nell'accorta e ricca produzione. Cambiati ancora una volta i chitarristi comprimari, i Deerhoof hanno un po' abbandonato quella follia da Gorge Trio e si sono votati completamente al servizio delle canzoni. Rimandi ai sixties più off, Beefheart in testa, condiscono le filastrocche marchio di fabbrica della band. Il disco più adatto per avvicinarli, per chi non è già uso alla ventennale Devo-luzione in atto nel rock underground americano. (Matteo Casari)

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MELODIUM – Coloribus

Vi ricordate quando c’erano ancora le cassette e ci si scambiavano le compilation e le raccolte dei gruppi fatte armeggiando con la doppia piastra (si, va bene, oggi ci sono le playlist, ma sono molto meno romantiche…)? Ecco, Laurent Girard, aka MElodium, con Coloribus ci regala un bellissimo mix tape album della sua esperienza decennale negli spazi più reconditi della folktronica. L’equilibrio instabile elettro-acustico messo in piedi nell’arco di venti tracce è un ibrido maculato di glitch, indie pop melanconico ed eleganti sonate per pianoforte. Elaborato in un’ottica di condensare al massimo suoni e armonie per toccare la sensibilità dell’ascoltatore, Coloribus è una sintesi minimale dell’approccio acustico e introverso alla IDM più rarefatta ed evanescente. (Giovanni Besio)

vedi sotto video

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HOWE GELB & A BAND OF GYPSIES - Alegrias

Ogni paese, ogni contrada, ha i suoi campioni. Bene, Howe Gelb è certamente uno dei campioni della contrada di Disco Club. Lo dimostra la telefonata ricevuta questa mattina, poche parole: «È uscito il disco di Howe Gelb». Non a tutti si riserva l’onore di un annuncio telefonico in tempo reale. Il segreto di Howe è essere oramai definitivamente sé stesso, e nessun altro, senza scampo. Continua, disco dopo disco, a ripensare, ricantare, rimaneggiare la stessa ballata: un po’ folk, un po’ sbilenca, un po’ rock, un po’ distorta. Alegrias per la verità vira verso la Spagna e il flamenco, ma è questione di sfumature, di qualche nacchera qua e là. La sostanza resta quella di una autore unico, nel bene e nel male, interprete di una tradizione americana tutta sua, ramificata e complessa eppure una. «È uscito il disco di Howe Gelb». Lo spettacolo continua. Olè. (Marco Sideri)

vedi sotto video

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THE FLESHTONES - Brooklyn Sound Solution

Un disco dei Fleshtones, band newyorkese sulla breccia ormai da 35 anni , è sempre un evento; chi li segue dagli esordi o li ha visti dal vivo, rendendosi conto che ogni loro concerto si trasforma puntualmente in una festa, sa bene che l’arrivo di un nuovo lavoro è un’occasione di allegria in più; in quest’ultimo, che vede anche la partecipazione di Lenny Kaye, storico chitarrista del Patti Smith Group, i Fleshtones esibiscono brani strumentali (bentornati!...), alcune covers (I wish you would, Day tripper…) e, naturalmente, nuove trascinanti canzoni (“Rats in my kitchen” su tutte); ascoltandolo si passa mezz’ora in un’atmosfera che trasporta direttamente ad un club della grande mela, con in più la vaga sensazione che, se ci si potesse anche guardare intorno, non ci sarebbe niente di strano se da qualche parte, a ballare tra il pubblico, saltasse fuori Quentin Tarantino. (Marco Bonini)

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JAKSZYK/COLLINS/FRIPP - A Scarcity Of Miracles
"A Scarcity of Miracles" è la nuova uscita della serie "King Crimson ProjeKcts". Disponibile in 3 edizioni: CD/DVD-a, doppio digipak in slipcase (bonus: 5.1 mix, album in alta definizione 24/96 stereo, alternate mix, improvvisazioni dalle sessions, video della title track); edizione limitata in vinile 200g, gatefold; standard CD. "A Scarcity of Miracles" è una significativa aggiunta alla famiglia allargata del re Cremisi.Quando Robert Fripp e Jakko Jakszyk si incontrarono, nel Febbraio 2009, non si attendevano che le loro sessioni di improvvisazione chitarristica potessero generare un album, e che per giunta sarebbero state ritenute degne dell'etichetta "King Crimson ProjeKct". Con lo svilupparsi del materiale, risultava evidente la nuova, accresciuta dimensione del progetto e dei suoi scopi. L'arrivo del sassofonista ed ex-membro KC, Mel Collins, ha aggiunto ulteriore colore e spessore alle canzoni in lavorazione. La formazione è stata completata con l'intervento del bassista Tony Levin e del batterista dei Porcupine Tree, Gavin Harrison (entrambi membri dell'incarnazione KC 2008), che hanno aggiunto le loro parti nei rispettivi studi.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 31 maggio 2011 al prezzo di 17,50 €

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