Rock

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
GANGLIANS - Still Living

Nuovo album per la band di Sacramento nata nel 2007 e formata da Ryan Grubbs (voce, chitarra), Kyle Hoover (chitarra), Adrian Comenzind (basso) e Alex Sowles (batteria). Still Living, come il precedente Monster Head Room, esce per Souterrain Transmissions e ricalca le sonorità noise – pop e la psichedelia di stampo Beach Boys già in evidenza nel loro album d’esordio.
La loro musica è paragonabile ad un mix letale di Devendra Banhart e Crystal Antlers ma con gli Animal Collective nel cuore.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 06 settembre 2011 al prezzo di 16,90 €

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
STEPHEN MALKMUS AND THE JICKS - Mirror Traffic

Dopo un anno trionfante grazie alla reunion dei Pavement e ai loro concerti, Stephen Malkmus è tornato in studio con Beck alla produzione per il suo quinto album da solista. Sonicamente sorprendente con ritornelli catchy e testi paragonabili in inventiva a Crooked Rain, Crooked Rain. Mirror Traffic è il disco che i fan di Malkmus aspettavano da anni.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 06 settembre 2011 al prezzo di 15,50 €

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
THEY MIGHT BE GIANTS - Join Us

Anticipato dal singolo power-pop ‘Can’t Keep Johnny Down’, è in arrivo il nuovo atteso album dei They Might Be Giants. Dopo i progetti dedicati alle musiche per bambini come “Here Come the 123s” vincitore di un Grammy nel 2009, la band torna alla sensibilità originaria ed alle inarrivabili trame Alternative-Pop-Rock con “Join Us”. Il disco è una vitale miscela composta da una scrittura intelligente, molto brillante e genuinamente bizzarra, e da un eccellente lavoro in studio. L’album è stato realizzato presso gli studi privati del collaboratore di vecchia data Patrick Dillett (David Byrne, Mary J. Blige, Tegan and Sara). Bentornati!

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 29 luglio 2011 al prezzo di 12,50 €
Valutazione Autore
 
84
Valutazione Utenti
 
0 (0)
FRANK TURNER - England Keep My Bones
Ogni tanto, anzi spesso per la verità, è cosa buona e giusta trascorrere un po' di tempo con un album, prima di farsene un'idea completa. Non sempre si può: impegni e attenzione che fugge remano contro. Quando capita, però, un ascolto approfondito è ancora un buon compagno. Questo disco, sulle prime, suona bello ma semplice. Frank passa leggero dal pop al folk, aiutato da ritornelli a pronta presa e arrangiamenti diretti. Ascolti ripetuti sanno però evidenziare come l'apparente leggerezza del disco sia in realtà sostanza. Come il Billy Bragg degli esordi, senza politica e elettricità, Mr Turner intrattiene e fa riflettere in parti uguali. Il suo disco è un personale diario folk dove le radici non sono (solo) le vecchie ballate della tradizione (Rivers, One Foot Before The Other) ma anche "Jerry Lee, Johnny e tutti i grandi" (I Still Believe). (Marco Sideri)
Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Musica acustica ed introspettiva, musica potente e liberatoria come un'inattesa ventata d'energia. Questa, in estrema sintesi, è l'essenza di Eleven Eleven, ultimo, affascinante lavoro di Dave Alvin, chitarrista eclettico e brioso ed eccellente cantante. Del resto, il talento dell'artista americano fa bella mostra di sé da svariati decenni. Negli anni ottanta, insieme al fratello Phil, Dave Alvin era l'anima creativa dei Blasters; all'epoca era giovanissimo, ma padroneggiava il blues, il rock'n'roll e il country con una competenza di un vecchio rocker appassionato. E a giudicare dalla forza espressiva di Run Conejo Run, Dirty Nightgown e della splendida Johnny Ace is Dead, il tempo ha addirittura giocato a favore di Dave Alvin. Chitarre elettriche sferzanti e tocchi acustici di grande suggestione, voce profonda e testi alquanto interessanti. Cosa chiedere di più ad un rocker di lungo corso? (Ida Tiberio)
Valutazione Autore
 
69 (3)
Valutazione Utenti
 
0 (0)
DESTROYER - Kaputt
Dimenticate i dischi precedenti di questo progetto parallelo ai New Pornographers di Dan Bejar; qui siamo in pieno synth-pop anni ’80, fin dalle prime note di “Chinatown” (che però ricorda un pezzo seventies dei Floaters, “Float on”). Non stupisce quindi una citazione di “Enola gay” degli O.M.D, almeno non quanto riconoscere “Stolen moments”, hit soul-jazz di Oliver Nelson dei primi ’60. I Pet Shop Boys aleggiano su tutto l’album, arrivando a incontrare Ryuchi Sakamoto in una lunga suite di 16 minuti (“The laziest river”), ma anche Chris Rea e chiunque altro tra i Beatles e i New Order. Tanto da non capire, proprio come accade guardando il Robert "Noodles" De Niro nella fumeria d’oppio di “C’era una volta in America”, se si sta riascoltando il passato o gettando uno sguardo sul prossimo futuro. (Danilo Di Termini)

vedi sotto video

Login