Rock

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ARTISTI VARI - Note Of Hope A Celebration Of Woody Guthrie

“NOTE OF HOPE” è un tribute‐album dedicato a Woody Guthrie, concepito e diretto da ROB WASSERMAN in collaborazione con NORA GUTHRIE, figlia di Woody. Insieme hanno scelto 12 testi inediti composti dal leggendario cantautore americano tra il 1942 e il 1954 durante la sua permanenza a New York City e Brooklyn. Wasserman ha poi creato gli arrangiamenti delle composizioni ed ha chiamato ad interpretarle un cast stellare: Jackson Browne, Ani DiFranco, Kurt Elling, Michael Franti, Nellie McKay, Tom Morello, Van Dyke Parks, Madeleine Peyroux, Lou Reed, Pete Seeger, Studs Terkel, Tony Trischka e Chris Whitley. ROB WASSERMAN è uno dei più apprezzati bassisti moderni, straordinario musicista ed arrangiatore, conosciuto per suoi album “Solo”, “Duets” e “Trios” in cui ha collaborato con personaggi come Neil Young, Jerry Garcia, Les Claypool, Rickie Lee Jones, Elvis Costello, Willie Dixon, Stephane Grappelli, Brian Wilson e molti altri. Ha inoltre lavorato con Lou Reed, col Mark Morris Dance Group e Bob Weir, prima come partner nel duo Weir/Wasserman, e quindi nella band di Weir, RatDog. “NOTE OF HOPE” è la prima di una serie di uscite discografiche che culmineranno nel 2012, anno in cui si celebrerà il centenario della nascita di Woody Guthrie.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 4 ottobre 2011 al prezzo di 18,50 €

vedi sotto video

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FEIST - Metals

Per quasi dieci anni LESLIE FEIST non si è mai fermata. Nel 2004 ha pubblicato “Let It Die” e nel 2007 “The Reminder”, album che ha avuto 4 nominations ai Grammy. Quindi è apparsa al Saturday Night Live presentando il suo tour che l’ha portata in giro per il mondo. Ha poi collaborato con Beck e con i Wilco e realizzato un documentario sulla realizzazione e sul tour di “The Reminder”, “Look At What The Light Did Now”. A quel punto FEIST si è concessa una pausa ed ha iniziato a pensare ad un nuovo album, a nuove idee, componendo la maggior parte delle nuove canzoni nell’autunno del 2010 nel suo home‐studio. Nel Gennaio 2011 ha poi chiamato i suoi collaboratori di sempre, Chilly Gonzales e Mocky che sono arrivati a Toronto per arrangiare le 12 canzoni del quarto album di FEIST, “Metals”. Il trio ha dapprima lavorato in Canada per poi spostarsi sulla costa californiana, nella calda Big Sur: a loro si sono aggiunti il percussionista Dean Stone e il tastierista Brian LeBarton. Le canzoni di “Metals” sono molto varie: si passa da atmosfere tranquille e moody a canzoni più dure ed intense, a detta di FEIST “quasi come se ci fossero paesaggi circondati da una nebbia intensa che improvvisamente vengono risvegliati da un fulmineo temporale”.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 4 ottobre 2011 al prezzo di 18,50 €

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16 HORSEPOWER - Yours Truly

È difficile nella modernità dei suoni che girano mettere ordine e capire cosa viene da cosa. Con un piccolo sforzo, però, qualche radice si può azzardare. Ed ecco i 16 Horsepower. Oggi è cosa naturale per la musica cosiddetta alternativa bazzicare il folk americano, il bluegrass e la musica delle montagne. Nel 1995, quanto i 16 HP esordivano, il mondo era invece occupato a ballare a ritmo di Britpop. 16 anni dopo, le canzoni di David E Edwards e compari sono ancora uno degli esempi più fulgidi di nuova tradizione americana. Piglio punk, banjo, fisarmonica, voce profonda e visionaria, melodie antiche, ritmo moderno, canzone d'autore e di popolo. Qui trovate raccolti 12 esempi dai dischi pubblicati (5) più 13 lati b/rarità a condire il piatto principale. I fans (vittime sacrificali di simili iniziative) sono obbligati ad acquistare. Gli altri, in questo caso, anche. (Marco Sideri)

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BLONDIE - Panic Of Girls
Dopo otto anni di silenzio torna una delle band che ha fatto la storia del rock con più di 40 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Entrati da poco nella Rock and Roll Hall Of Fame, i Blondie propongono un album che conserva pienamente lo smalto dei vecchi splendori. Panic Of Girls è un disco di power pop fresco e maturo con pochi cedimenti e qualche brano decisamente interessante, grazie anche alla presenza irrinunciabile della carismatica front woman, Debbie Harry, in splendida forma. Anticipato dal singolo vigoroso e abboccato: Mother, pluritrasmesso dalle radio, Panic Of Girls si apre con un brano decisamente Blondie anni '80: D-Day, per proseguire con quello che probabilmente è il momento migliore dell'intero lavoro, What I Heard. Il resto è una piacevole miscela di pop, rock, reggae e qualche ammicamento alla dance che si lascia ascoltare interamente senza suscitare sgradevoli nostalgie per i bei tempi andati. (Mauro Carosio)
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FRUIT BATS - Tripper

Fra permutazioni di sigle, variazioni di stile e abbondanza di uscite, può capitare di perdere di vista (o di non avvistare tout court) personaggi di un certo interesse. È il caso di Eric D. Johnson, già nei Vetiver e oggi con gli Shins, ma soprattutto fondatore e leader dei Fruit Bats. Questo Tripper (che in realtà fa pensare a un lavoro più solista che di gruppo) si colloca in un ambito oggi quotato, quello del revival di certi anni ’70 fra pop e folk, George Harrison e Laurel Canyon (e volendo anche Supertramp). Ciò che lo distanza dal citazionismo tanto carino quanto inconsequenziale di molti dischi odierni è la capacità di essere solare (con qualche inciso più meditativo) senza troppe frivolezze estive e in più punti sostanzioso nelle idee melodiche. Ogni tanto la voce strozzata ad arte di Johnson stanca un po’. (Antonio Vivaldi)

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ASVA – Presences Of Absences
Dopo i magnifici Futurists Against the Ocean (2005) e What You Don't Know Is Frontier (2008), arriva con la consueta cadenza triennale il nuovo Asva: gli americani si confermano, con un suono più scarnificato se lo si raffronta col passato, eppure capace di ammaliare, giocando con le sfumature e passando con disinvoltura da frangenti più pacati e semi-acustici ad altri maggiormente tesi. Presences of Absences ci regala un'ora di drone doom progressivo mooolto particolare, impreziosito da increspature hard folk e dark ambientali, nello stile dei Lotus Eaters. E' sempre difficile descrivere, la grande musica, e questo è uno di quei casi. Gli Asva sono oggi uno dei gruppi più personali, seri, controcorrente e coraggiosi in termini di sperimentazioni sonore e spirito d'avventura musicale. E' come se con questo disco il post rock fosse fatto passare attraverso enormi stanze d'eco. Per uscirne un'altra volta trasformato. Eccellente ed evocativa l'alternanza di voce maschile e femminile, così come l'uso 'liturgico' delle tastiere. Gli Asva sono se stessi, soprattutto sono 'veri'. (Davide Arecco)

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