Rock
I Floyd senza Waters sono stati un'impeccabile navicella scintillante alla deriva senza comandante in plancia a dare una direzione altra che non fosse una rotta abusata e prevedibile. Roger Waters senza i Pink Floyd attorno è stato, ed è, un comandante pieno di idee e di voglia di osare senza le persone giuste attorno per fare il grande balzo. Risultato: alla deriva gli uni, con modesti progetti solistici, alla deriva l'altro, a celebrare se stesso con un “Muro” sempre meno giustificato e sempre più monumentale. Salvo piazzare qualche colpo intermittente a memoria di antichi fasti. L'ultimo colpo ben piazzato, necessario ma non sufficiente per i Floyd è stato, checché se ne discuta, l'ambiguo e notevole Endless River: tant'è che alla guida del suono non c'erano i Floyd, ma gente floydiana quanto loro.
Una celebrazione del maggio, della bella stagione, com'è tipica della tradizione contadina, qui in veste esoterica, pagana, sperimentale, capace di rimandare alle profonde radici rituali precristiane, più intrisa di ombre che di propizie luci smeralde (magari a dispetto di liriche gioiose), in una specie di compiuta sintesi tra ruralità e modernità, poetica "svitata" all'Incredible String Band e forbiti e saettanti passaggi vocali e ardimenti tecnologici di ispirazione quasi björkiana. Ma la britannica Lisa Knapp, oggi al terzo pregevole sofisticato lavoro, sembra contemplare tutto, per lo meno in ambito folk e popular: vengono in mente Beatles e Pink Floyd, Shirley Collins e Albion Band. Ci sono antiche song riproposte in chiave del tutto contemporanea, rumori ambientali di fondo, orologi che suonano (come forse non se ne sentiva dai tempi di "Time"), voci registrate, intrusioni meccaniche o timidamente elettroniche, ampi cambi di scenario, a conforto di una voce limpida e cristallina, spesso allucinata, che con esile tenacia, prevalentemente accompagnata da meravigliosi suoni acustici, tratteggia melodie accattivanti, raccolte e malinconiche. Un concept album quasi d'altri tempi, una celebrazione del maggio finalmente, perché aprile ha portato solo promesse, che adesso verranno felicemente dispiegate, ma quanta oscurità può celarsi dietro tutta quella luce? Un piccolo gioiello. (Marco Maiocco)
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