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Rock Recensioni JOHN MARTYN - Head And Heart - The Acoustic John Martyn
 

JOHN MARTYN - Head And Heart - The Acoustic John Martyn JOHN MARTYN - Head And Heart - The Acoustic John Martyn

martynTra i grandi del folk mediato e poi del rock inglese, prima elettricamente ipnotico e digressivo, e poi in bilico tra jazz elettrico e pop sofisticato, sempre in combutta con i suoni di oltre Atlantico, autore, folk singer, chitarrista orchestra, dal sopraffino controllo barocco in fingerpicking sulle voci della sua chitarra, John Martyn è stato un personaggio geniale e controverso, ipersensibile e caratteriale, sempre sospeso tra lievi e gentili stati di grazia ed ombrosi terrificanti periodi oscuri (un doloroso oscillare tra "Grace and Danger", oltre che tra "Head And Heart", di cui sa certamente qualcosa la prima moglie, la vocalist Beverly Martyn). In questo doppio album, direttamente dagli archivi Island, la Universal ne ripropone la luminosa (mai del tutto esclusiva) vicenda acustica, prima della definitiva svolta elettro jazz popular, che probabilmente possiamo già datare a partire dal '77.

La scuola è quella dei vari Davy Graham, John Renbourn, Wizz Jones, con sempre qualcosa di più progressivamente popular, autoriale, robusto (nel senso rock del termine), sperimentale (basti ad esempio il suo capolavoro "Solid Air", ad inaugurare presto tutta la sua innovativa e decisiva "deriva" progressive folk), oppure per contrappasso di più romantico, "leggero" e levigato, quando non disperatamente abbandonato. Trentacinque brani in tutto, con all'interno (se non andiamo errati) soli tre demo inediti direttamente dalle session di "The Tumbler", il secondo disco di Martyn datato 1968, di poco successivo al suggestivo esordio "London Conversation" del 1967, quattro delle cui tracce in meraviglioso "classic style" aprono questa doppia intensa raccolta. Un'antologia che dagli esordi si snoda poi attraverso gli anni settanta, pescando da diverse fonti, inclusa la deluxe edition di "Solid Air" e il più recente Box Island del 2013, con la celebre "Bless The Weather" ripresa invece dal vivo in una performance live del 1978 nel corso di uno show televisivo della BBC (l'Old Grey Whistle Test). Le note interne al libretto di questa nuova edizione sono state scritte da Mick Houghton, biografo dell'indimenticabile Sandy Denny. In genere non ci piacciono le raccolte, ma insomma ogni tanto qualche buon ripasso (lo diciamo anche per noi, che non ne sappiamo mai abbastanza) torna davvero utile. Da non perdere. (Marco Maiocco)

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