Rock
Può un disco essere contemporaneamente la fiera della citazione, e piacevole dall’inizio alla fine? Di questi tempi senz’altro. E il miglior candidato all’orizzonte (non da oggi) è senz’altro Kyle Craft, alla terza uscita con questo titolo, che è anche il nome della notevole band che lo accompagna. C’è una bella definizione che gira, e descrive la musica del songwriter della Louisiana come “un juke box di un bar delle zone paludose caricato a glam rock inglese e southern rock degli anni ’70”. Qualcun altro aggiunge, a ragione, certi strascichi vocali dylaniani e bowiani, soprattutto, un gusto per il “gancio melodico” irresistibile che arriva dai dischi di quarant’anni fa di Elton John, l’ascolto compulsivo degli Stones che furono, assortita piccola pasticceria pop di marca beatlesiana e Beach Boys. Mettiamoci anche una punta dei dimenticati Silverhead, e ci siamo quasi. Il ragazzo ha memoria d’elefante, e talento mimetico impressionante. Se poi volete il disco ideale per fare uno scherzo all'amico bowiano, fingendo di aver trovato degli inediti del ’69, ecco il piatto servito. (Guido Festinese)
Facile ritorno, quello dei Black Keys, alla formula che li ha portati al successo con il potente uno-due di Attack And Release (2008) e Brothers (2010); il power duo formato da Dan Auerbach e Patrick Carney poi ha svoltato leggermente con i dischi seguenti (El Camino e Turn Blue) verso la psichedelia, con risultati commercialmente ottimi, ma contraddittori sul versante artistico. Aggiungiamo il debole sforzo solistico zuccherato di country di Auerbach (Waiting On A Song) e si capisce come mai, in Let’s Rock, fin dal titolo si tirano i remi in barca, cercando di orientare la bussola nella direzione giusta. Tra riff ‘grassi’ e ballate che potrebbero ricordare dei Creedence Clearwater Revival aggiornati, il disco si fa ascoltare con grande piacere, specie se stiamo guidando verso le vacanze, ma la proposta dei Black Keys comincia a sapere di vecchio e la cosa più elettrizzante, alla fine, è il brivido che dà la copertina... (Fausto Meirana)
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