Rock

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JULIAN COPE - Floored Genius 2

Dopo il successo di “Floored Genius” (1992), una compilazione con brani tratti dai suoi primi album solistici e da quelli con i Teardrop Explodes che raggiunse la Top 20 britannica, JULIAN COPE pubblicò una seconda antologia alternativa : “Floored Genius 2” uscì nel 1994, questa volta con 17 brani scelti da registrazioni della BBC dal 1983 al 1991. Sedici anni dopo “Floored Genius 2” viene ristampato in versione doppio CD con 13 brani inediti scelti personalmente da Julian Cope, sempre prendendo in considerazione incisioni effettuate per la BBC dal 1983 al 1991. Ci sono performance dal vivo di alcuni dei suoi maggiori hit e canzoni tratte dai suoi album insieme ad oscure versioni di b-sides e rarità.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 6 luglio al prezzo di 15,90 €
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ARTISTI VARI - Wondrous Stories

SAM GOPAL, COLOSSEUM, VAN DER GRAAF GENERATOR, YES, COMUS, JETHRO TULL, CARAVAN, ELP, GENTLE GIANT, RUSH, MOODY BLUES, APHRODITES CHILD, MARILLION, PALLAS, MIKE OLDFIELD, CAMEL, IQ……

CINQUANTADUE BRANI, UN BOX-SET DI QUATTRO CD ESSENZIALE PER CONOSCERE UN GENERE TRA I PIU’ AMATI TRA I CULTORI DI MUSICA ROCK.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 6 luglio 2010 al prezzo di 38,90 €
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OTIS TAYLOR - Clovis People Vol. 3

Torna a distanza di un solo anno, dopo l'eccellente Pentatonic Wars and Love Songs, il blues ipnotico e dalle profondità ctonie del grande bluesman afro-americano Otis Taylor, superlativo autore, sapiente chitarrista e banjoista. Clovis People è il suo undicesimo lavoro in studio, inciso, come i più recenti, per l'etichetta specializzata Telarc. Il titolo è solo un intrigante pretesto per mettere in evidenza il suo costante personale ritorno al passato, consistente in un fiero recupero delle radici africane del blues, in una logica di incessante reinvenzione della propria tradizione. Come è noto, infatti, il popolo Clovis è stato probabilmente il primo più di 13 mila anni fa ad insediarsi stabilmente sul suolo del continente nord americano. E proprio di recente in una grotta nei pressi della casa di Taylor in Colorado è stato ritrovato un antichissimo deposito di arnesi, utensili ed armi, appartenuto a questa presitorica civiltà, che ha lasciato pochissime tracce di sé e che a un certo punto pare essere scomparsa nel nulla. Una notizia emozionante, un appassionante tuffo nella storia per Taylor, che, a partire da questa singolare suggestione, ha trovato nuovi stimoli per sfornare un'altra splendida manciata di brani sugli affanni del vivere quotidiano e sulla denuncia del persistere della stigmatizzazione razziale nei confronti dei neri americani.

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WIDESPREAD PANIC - Dirty Side Down

Undicesimo disco in studio, il primo inciso per la ATO Records, per questa navigata band di Athens (Georgia), da oltre vent'anni, insieme ai Gov't Mule, espressione del più maturo e convincente southern-rock in circolazione sulla scorta di gruppi leggendari come Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd, ma non solo. E dire che il gruppo, dopo la morte nel 2002 per un grave male di Michael Houser, chitarrista solista e cofondatore con l'altro chitarrista cantante John Bell, ci ha impiegato un po' per ritrovare brillantezza e fiducia nei propri mezzi. Almeno fino all'arrivo nel 2006 di Jimmy Herring, oggi illuminato lead guitarist della formazione, interprete di un sapiente chitarrismo sospeso tra Duane Allman e Gerry Garcia. Ma è tutto il gruppo ad essere tornato ad antichi fasti, a partire dal tastierista John Hermann e dal bassista Dave Schools. Perché Dirty Side Down è davvero un corroborante, piacevole tuffo nella classicità del sound americano. Un lavoro decisamente più elaborato e strutturato rispetto a precedenti uscite, in cui spesso a prevalere era la vena live di una delle più implacabili jammin' band in attività.

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THE GASLIGHT ANTHEM - American Slang

Da quando, nel 2008, Springsteen si è accorto di loro, la fama dei Gaslight Anthem non ha mai smesso di crescere, portandoli a suonare in tutto il mondo fino a dividere il palco con lo stesso Springsteen (vedi sotto video). Non c'era momento migliore, quindi, per incidere un disco travolgente come American Slang, considerato da chi scrive il miglior lavoro della band. Il primo ascolto non regala la freschezza del precedente The '59 Sound, che usciva dopo un disco (Sink or Swim) di fattura molto più punk che rock, ma la qualità delle canzoni e dei testi, privati positivamente del loro caratteristico citazionismo, è evidentemente superiore e denota una maggiore ricerca nella scrittura e negli arrangiamenti. L'attacco del primo pezzo, il singolo American Slang, spazza via ogni dubbio che si potrebbe avere a riguardo e l'apparente semplicità con cui il disco continua, regalando perle come The Diamond Church Street Choir e Boxer, riesce nella magia, quella della musica, di unire trent'anni di generazioni sotto gli stessi sogni. Definirlo il disco della maturità, come si ha il vizio di fare in questi casi, sarebbe scorretto e ingiusto, ma se prima li si accostava al punk dei Clash e dopo al rock di Springsteen, adesso li si accosta solo a loro stessi. (Mattia Meirana)

vedi sotto video

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TRACEY THORN - Love And Its Opposite

Dischi come Love And Its Opposite o come il contemporaneo The Foundling di Mary Gauthier (o come tutti i lavori dai contenuti lirici forti)  sono difficili da giudicare per  il solo dato musicale.  In questo caso Tracey Thorn, sempre ‘in vacanza’ da Everything But The Girl,  si occupa della tarda estate della vita  sotto forma di quadretti emblematici che stanno in magistrale equilibrio  fra malinconia per ciò che va perso e serena accettazione dell’inevitabile: le coppie di amici che si separano (Oh, The Divorces), i locali per single (Singles Bar),   il confronto madre-figlia (Hormones: “I tuoi ormoni cominciano a scalciare/ I miei salutano e se ne vanno”).

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