Rock
Un luogo selvaggio e privato, quello del titolo, dove Piers Faccini ama nascondersi dal grande pubblico, ma i suoi dischi ( My Wilderness è il quarto) non deludono mai il manipolo degli estimatori. Come al solito grande cura di suoni e arrangiamenti e la presenza di un cantato che talvolta pare spezzarsi o trasformarsi in sussurro, traendo però forza dai propri limiti. Le delicate atmosfere etniche dei 'quadretti' del cantautore britannico, che si cimenta anche nella pittura, sono qui ben rappresentate; in 'The Beggar and the Thief' il controcanto di una tromba allegramente balcanica inaugura un viaggio sognante, trainato da un refrain che non si scorda facilmente, 'That Cry', invece, è caratterizzata da un finale saltellante e 'africano' che sorprende. Ma è con l'ultimo brano, 'Three Times Betrayed', che il colpo va a segno: metà folksong, metà blues per liuto, violino e percussioni con un desolato coro a più voci a chiudere, con un brivido, brano e disco.
P.S. In questo disco c'è una forte presenza Italiana, parte delle registrazioni si sono svolte a Lecce e alcuni dei musicicsti sono chiaramente italiani: i due violinisti, Mauro Durante e Rodrigo D'Erasmo e il percussionista Simone Prattico. Lo stesso Faccini è italiano da parte di madre, sul suo sito lo potrete sentire alle prese con un brano di Pino Daniele, per esempio...(Fausto Meirana)
C'è una scuola di pensiero (che come tutte o quasi le scuole di pensiero ha i suoi meriti e i suoi demeriti) secondo la quale i dischi leggeri (leggi: pop in ogni sua forma) sarebbero intrinsecamente inferiori a quelli pesanti (leggi: complessi e/o difficili). Questa scuola di condannerebbe senza appello America Give Up. Che è un disco leggero per definizione: suonato da ventenni, con riferimenti estetici che furono adolescenziali (Phil Spector, Ramones, Jesus & Mary Chain), pieno di ritornelli, stacchi, scatti e melodie sapute ma contagiose. Bene, la potenziale accusa di essere troppo retrò (o derivativo) coglie nel segno. Ma coglie pure nel segno l'entusiasmo degli accordi, come anche una scrittura che, nei limiti del genere, è fresca e a fuoco. Con una mezz'ora abbondante libera, ci sono cose molto peggiori da fare che ascoltare gli Howler, a cuor leggero. (Marco Sideri)
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