Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti e bentornati al parcheggio più metal d'Italia!
Siete pronti con le richieste?
La prima canzone di oggi la dedico io a Massimo KISS e David Zanet: 'Rip it Out' dal primo album solista di Ace Frehley!
Vai che partiamo!

Proseguiamo con qualcosa di più strong: 'Heavy Metal Maniac' degli Exciter, dal loro album d'esordio!

Prima richiesta della serata: la nostra affezionata ascoltatrice Tiziana ci chiede 'Will the Sun Ever Rise' dei Five Finger Death Punch.
Eccola!

E' tempo di passare dall'Irlanda per salutare i Thin Lizzy!
Questo è il videoclip della classica 'Chinatown', dall'album omonimo.

Proseguiamo con 'Hell's Gate' dei californiani Omen, dall'album 'Warning of Danger' (1985)

Abbiamo una vera dedica, siori e siore!
Michele Massari vorrebbe dedicare al Master Panzer 'It's darker than you think' dei Carpathian Forest.
Sarà piaggeria o vero amore?

Passiamo a qualcosa di decisamente più vintage: questa 'Bad Motor Scooter' è tratta dal primo, omonimo album dei Montrose (1973), con Sammy Hagar alla voce.

Adesso un video leggenda: 'Bewitched' dei Candlemass!

Il balletto finale mi è sempre piaciuto un sacco!
Abbiamo una richiesta di Giuliano Tizza che cerca di dissipare questa funerea pesantezza con 'Ride the Wind' dei Poison!


....ma il Panzer Superior non ci sta e ci ha subito richiesto 'To Kill a King' dei Manilla Road!

Dal fenomenale 'Double Live Gonzo!' di Ted Nugent vi propongo invece una versione ruspante di 'Cat Scratch Fever'!

a adesso in poi andiamo secchi di dediche che le linee sono incandescenti: questa 'Du Hast' dei Rammstein è per Monica Merlin!

Seconda richiesta di Tiziana: l'official video di 'Mother' del mio amico Danzig!

Herr Panzer Supremus ha un'altra richiesta/ordine: trattasi di 'King of the Dead' dei Cirith Ungol:

Avete notato che le due richieste del Panzer Master avevano tutte e due la parola King nel titolo? Che la sua megalomania stia finalmente avendo la meglio sul suo tradizionale riserbo?

Seconda richiesta anche per Michele Massari:
'For whom the bell tolls' dal secondo album dei Metallica!

Anche questa sera abbiamo finito.
Non mi resta che augurarvi una Pasqua tutta borchie e flying V e lasciarvi con un brano un po' lungo ma che sintetizza perfettamente lo sconforto e i disagi che quest'emergenza mondiale ci sta purtroppo imponendo.
Heavy Metal Parking Lot torna mercoledì sera.
Ci vediamo lì.

Oh Girls! di Ida Tiberio

Holy girls....ma non solo
E' Pasqua e le ragazze si muovono circospette tra sacro e profano

Aretha Franklin
Più passionale che ieratica, più istintuale che mistica, Aretha Franklin non si lascerà mai alle spalle la formazione gospel, ovvero il suo precoce e decisivo viatico al mondo della musica. Del resto, essere figlia di un predicatore battista (anche molto celebre) dev'essere qualcosa che lascia il segno. A tutti i livelli. Qui Aretha sfoggia per l'ennesima volta un immenso carisma, rimaneggiando da par suo un celebre brano firmato da Burt Bacharach e Dianne Warwick, in cui si parla di una piccola ma accorata preghiera

Mahalia Jackson
La voce possente di Mahalia Jackson è una delle più autentiche e pure del panorama gospel. Nella sua lunga carriera ha interpretato (con una forza espressiva davvero unica) un gran numero di canzoni di carattere religioso. I testi richiamano la benevolenza del Signore, a cui è demandata la remissione dei peccati, e l'auspicio di una vita in linea con gli insegnamenti del Vangelo. Forse è proprio quest'ultimo aspetto che ha indotto la giovane Mahalia a partecipare in prima persona alle lotte per i diritti civili. Qui la ascoltiamo in un classico della musica cristiana, all'insegna della redenzione attraverso la grazia divina.

Yvonne Elliman
Prima di tutto una scomoda ma doverosa confessione: non so quante volte ho visto Jesus Christ Superstar. Non ho tenuto un conto affidabile ma posso assicurare che sono tante. Diciamo più di West Side Story e meno di Blues Brothers, tanto per contestualizzare. Tra le ragioni di tanta passione c'è la voce incantevole di Yvonne Elliman. Tim Rice nota il suo talento e la segnala a Andrew Lloyd Webber, autore della colonna sonora del celebre musical. Yvonne, bellezza esotica e voce suadente, diventa una straordinaria Maria Maddalena, sacra e profana, timorosa e ammaliante come il ruolo richiede

Jaqui Mcshee
Senza nulla togliere all'immensa Sandy Danny né a Maddy Prior, quella di Jaqui Mcshee è probabilmente una delle voci più apprezzabili del folk britannico. Insieme a Bert Jansch e a John Renbourn ha dato vita ad un gruppo epocale come i Pentangle, a cui ha saputo dare un contributo decisivo grazie alla sua vocalità cristallina e raffinata. Ascoltiamola in questa accorata richiesta d'aiuto raccolta da uno dei più grandi etno-musicologi di tutti i tempi, Alan Lomax e pubblicata nel bellissimo, doppio album dei Pentangle Sweet Child

Patti Smith
E arriviamo alla celebrazione più esplicita e al tempo stesso dolente della festività. Patti Smith ha un legame intenso e contraddittorio con la religione e l'album Easter ne offre una chiave di lettura interessante. Il disco, un vero capolavoro, è colmo di storie intrise di profana e irriverente vitalità (da Because the Night a Rock'n'roll Nigger fino a Ghost Dance, tanto per citarne alcune). Patti Smith affida alla title track l'inquieta religiosità che la anima e il risultato, sul piano poetico e interpretativo, è straordinario.

Free Fall di Danilo Di Termini

Alle 14 come ogni martedì, giovedì e sabato di quarantena arriva Free Fall – Jazz in caduta libera, la trasmissione che Danilo Di Termini pensa per Radio DiscoClub 65 (ma la trovate anche sul sito di Disco Club e su Spotify in playlist che raggruppano le puntate della settimana).
In questa puntata ascolteremo: Stefano Bollani, Ted Neeley, Yvonne Elliman, Carl Anderson, Art Blakey & The Jazz Messengers, Aretha Franklin, Billie Holiday, Dave Brubeck, Gerry Mulligan, Oscar Peterson, Duke Ellington, Chilly Gonzales, John Coltrane, Ray Charles.

Oggi, come annunciato, puntata speciale ispirata dalla concomitanza con la Pasqua cattolica. Partiamo subito con una novità che cade a fagiolo. Il nuovo disco di Stefano Bollani, Piano Variations on Jesus Christ Superstar, è la sua personale versione del capolavoro di Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, tra l'altro con il benestare del compositore inglese. Si tratta di un disco in pianoforte solo
Sentiamo qualche estratto dal disco insieme alle parole di Bollani:

Inevitabile a questo punto riascoltare l'originale che come tutti sapete nasce come doppio album nel 1970, con interpreti principali Ian Gillan nel ruolo di Gesù, Murray Head nel ruolo di Giuda, Yvonne Elliman nel ruolo di Maria Maddalena.
A questo proposito abbiamo anche una curiosità: la canzone di Erode non è altro che la riscrittura di un brano che Webber & Rice avevano scritto nel 1969 per la partecipazione di Lulu all'Eurofestival. E di cui esiste anche una versione di Rita Pavone!
Comunque sia, Jesus Christ nel 1971 approda al palcoscenico e due anni dopo su grande schermo con il film diretto da Norman Jewison: la storia narrata è quella delle vicende dell'ultima settimana della vita di Gesù (l'ingresso a Gerusalemme, il processo, la condanna a morte e la crocifissione).
Nel film gli interpreti principali sono Ted Neeley nei panni di Gesù, ma soprattutto quelli di Carl Anderson che interpreta Giuda Iscariota e Yvonne Elliman che è una sensualissima Maria Maddalena.
Ecco il cast al completo, ma un occhio particolare a Carl Anderson, tra tutti sicuramente il cantante più vicino al jazz e al soul, con la celeberrima What´s The Buzz - Strange thing Mystifying:

Il prossimo è una rilettura di un brano scritto da Martin Gore e inciso dai Depeche Mode nel 1989 in Violator. Ha avuto innumerevoli rifacimenti, forse perché il testo – essere Gesù per qualcun altro – si presta a molte letture. Noi ovviamente abbiamo scelto una versione jazzata, quella di Karen Souza:

Di sicuro in questi giorni un po' di fede farebbe comodo; scegliete voi in cosa. Noi vi diamo lo spunto per rifletterci con Art Blakey & The Jazz Messengers, anzi per la precisione con quelli che vengono definiti i New Messengers. Infatti la formazione guidata dal batterista Art Blakey ha cambiato innumerevoli volte i suoi componenti; qui siamo nel 1964, Wayne Shorter ha appena raggiunto il nuovo quintetto di Miles Davis e al suo posto in questo disco inciso per la Limelight - 'S Make It (in slang 'Let's go') – c'è John Gilmore. Con lui Lee Morgan alla tromba, Curtis Fuller al trombone, John Hicks al piano e Victor Sproles al contrabbasso.
Il brano appunto si intitola Faith:

A dimostrazione che bisogna avere fede ecco le parole di Alan Elliott: "Dico sempre che questo film è un miracolo". Chi è Alan Elliott? È il produttore e "secondo regista" di Amazing Grace, l'uomo che ha ereditato il film Amazing Grace da Sydney Pollack, nel frattempo scomparso.
Amazing Grace era stato girato una sera del gennaio 1972 presso la New Temple Missionary Baptist Church di Los Angeles quando Aretha Franklin incise l'album omonimo, il disco gospel più venduto di tutti i tempi. Dopo essere rimasto incompiuto per più di quarant'anni, il film è riapparso nel 2018. In quello stesso anno la Rhino ha ristampato il disco in 4LP e 2CD. Vediamo il trailer del film

Dalla voce del Soul alla voce del Jazz che è senza discussioni Billie Holiday. La riascoltiamo qui con una canzone scritta da lei e Arthur Herzog Jr. nel 1939 e registrata per la prima volta il 9 maggio 1941. Questa versione arriva da una seduta d'incisione del giugno 1956 per la Verve in cui ad accompagnarla c'erano Charlie Shavers (tromba) Tony Scott (clarinetto) Paul Quinichette (sassofono tenore) Wynton Kelly (pianoforte) Kennie Burrell (chitarra) Aaron Bell (contrabbasso) Lennie Mc Browne (batteria).
Nella sua autobiografia Lady Sings the Blues la Holiday ha raccontato che sia stata una discussione con la madre a ispirarle God Bless the Child:

E arriviamo adesso al Discorso della montagna, quello in cui Gesù nel racconto dell'evangelista Matteo tra l'altro insegna ad amare i propri nemici, uno degli insegnamenti che più immediatamente possiamo collegare al pensiero pacifista, ad esempio di Marthin Luther King, la cui figura abbiamo ricordato nella puntata di sabato scorso.
Ma collegarlo al jazz? Ci soccorre una composizione di Dave Brubeck dal titolo Blessed Are The Poor, ispirata proprio dal Sermon On The Mount.
Ascoltiamola questa esibizione dal vivo con i Gerry Mulligan al sassofono baritono, Jack Six al contrabbasso e Alan Dawson alla batteria,

Oscar Peterson - Easter Suite - Why Have You Betrayed Me

Nel 1984 London Weekend Television commissiona a Oscar Peterson la Easter Suite. Sono otto movimenti che seguono gli eventi legati alla storia del Vangelo. La prima viene trasmessa il Venerdì Santo, il 24 aprile 1984 e insieme a lui ci sono Niels-Henning, Orsted Pedersen (contrabbasso) e Martin Drew (batteria).

Nell'ultimo decennio della sua vita, Duke Ellington ha scritto tre concerti sacri: uno nel 1965, uno nel 1968, il terzo nel 1973. I concerti attingono alle radici della cultura afro-americana, nonché nella sua profonda fede religiosa, riuscendo a combinare tutto insieme in uno spirito universale, racchiuso dalla sua inequivocabile firma musicale. La rivista Ebony definì il pezzo "storico", collocandolo come parte di un movimento più ampio della metà degli anni '60 che riuniva jazz e religione.
Noi scegliamo un brano dal secondo concerto registrato tra gennaio e febbraio del 1968 con l'orchestra che riuniva ancora tutti i suoi più validi esponenti, da Cat Anderson e Cootie Williams alle trombe a Russell Procope, Johnny Hodges, Paul Gonsalves e Harry Carney ai sassofoni.
La voce è quella di Alice Babs, cantante svedese che dal 1963 cominciò a collaborare con Ellington che di lei amava dire, a riprova della sua versatilità e della sua estensione vocale, che quando non era disponibile per cantare le parti che lui aveva scritto, doveva usare tre diversi cantanti.

Chilly Gonzales, pseudonimo di Jason Charles Beck, è un pianista canadese residente a Parigi. Nel 2004, dopo una lunga carriera di produttore e cantautore, ha pubblicato un disco di solo piano che ha avuto un successo clamoroso, rivelando un nuovo volto dell'artista. Lo scopriamo da un'esibizione al Montreux Jazz Festival del 2017 dove reinterpreta a modo suo un celeberrimo brano di George Michael, Faith

L'ultimo tratto del percorso musicale di John Coltrane è profondamente permeato dalla spiritualità, una ricerca come scrive nelle note di copertina di A Love Supreme, lo avrebbe condotto ad una vita più ricca, più piena, più produttiva. Il 9 dicembre del 1964 registra nello studio di Rudy Van Gelder un disco che con il passare degli anni è diventato una vera e propria leggenda. La deluxe edition in versione doppio CD di A Love Supreme pubblicata dalla Impulse! nel 2002 contiene l'album originale, quattro versioni alternative (due di Acknowledgement e due di Resolution in cui si ascolta anche Archie Shepp nella seduta del 10 dicembre che Coltrane decise di non utilizzare) e l'intera esecuzione dal vivo della suite registrata durante un concerto ad Antibes, in Francia, nel 1965.
Proprio da questa esibizione vi facciamo ascoltare la quarta e ultima parte della suite, Psalm

Non poteva mancare in questo speciale di Pasqua Ray Charles, l'uomo che ha traghettato il gospel verso la modernità (suscitando non poche polemiche e avversioni da parte dei più intransigenti difensori della sacralità di quella musica).
Nel 1956 realizza Hallelujah I Love Her So, un singolo di enorme successo ed è con questo brano che terminiamo la puntata di oggi dandovi appuntamento a martedì prossimo.
Vi ricordiamo che ritrovate tutta la puntata sul sito di Disco Club immediatamente dopo la fine della trasmissione e le tre puntate di questa settimana in un'elegante playlist sul mio Spotify (seguiranno link)
Augurandovi una felice Pasqua nei limiti del possibile Free Fall con Danilo Di Termini vi ha tenuto compagnia con Stefano Bollani, Ted Neeley, Yvonne Elliman, Carl Anderson, Art Blakey & The Jazz Messengers, Aretha Franklin, Billie Holiday, Dave Brubeck, Gerry Mulligan, Oscar Peterson, Duke Ellington, Chilly Gonzales, John Coltrane, Ray Charles. Ciao

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