Radio Disco Club 65
| 14 Aprile 2020
Blue Morning di Dario Gaggero
Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di 'Blue Morning', l'ormai consueta circumnavigazione della musica nera in tutta la sua ampiezza, con come nocchiero il sempre vostro Dario Gaggero (che fa anche rima).
Oggi cominciamo con un artista che mi è molto caro: Wynonie Harris.
Shouter atipico per aspetto e vocalità (con un caratteristico timbro sabbioso come peculiarità più evidente) fu tra quelli che nella prima metà degli anni '50 preparò la strada alla nascita del rock'n'roll.
Questa è la sua 'Good Morning Judge' (1952):
Little Willie Anderson sarà un nome che non vi dirà molto, temo: Little Walter lo aveva 'assunto' come autista tuttofare (e occasionalmente come sostituto più o meno lecito in date 'minori').
Conoscendo il personaggio non deve essere stato un lavoro facile...
Accompagnato da un gruppo di veterani di Chicago ha inciso il valido 'Swingin' the Blues' nel 1979, nel quale mette in mostra interessanti doti come armonicista (ovviamente) e cantante.
Jimmy Dawkins è emerso dalla scena dei club del West Side di Chicago alla fine degli anni '60, con un uso spregiudicato del plettro e una proposta che si poteva paragonare a quella di contemporanei come Magic Sam e Otis Rush.
Questa 'Night Rock' è tratta dal suo primo album su Delmark, 'Fast Fingers' (1969)
Taj Mahal non ha mai avuto paura di sperimentare e lo ha dimostrato nel corso di una carriera lunga e tortuosa che lo ha visto passare dal blues acustico più ortodosso a commistioni sempre più audaci con musiche di diversa origine (latina, africana, caraibica...). Questa 'Satisfied and Tickled Too' (1976) è una ardita interpretazione reggae della 'I'm Satisfied' di Mississippi John Hurt e riesce a mio avviso a restituire il senso di pace e serenità del bellissimo brano originale.
E' stato una sorta di Gangsta Bluesman e ha raccontato la sua colorita carriera di magnaccia/musicista e dei suoi prevedibili inconvenienti (prigione compresa) nel documentario 'American Pimp'.
Da un lato è un peccato che se ne sia parlato solo per ragioni extra-musicali perché Fillmore Slim ha inciso album interessanti (e pare sia stato mentore di un giovane Rick Estrin).
Questa 'Jack You Up' è tratta da 'The Legend of Fillmore Slim' (2006)
Dal profano al sacro: nativa dell'Alabama e dallo stile evidentemente debitore del gospel, Mitty Collier incise diversi singoli di moderato successo per la Chess Records nel corso degli anni '60 per poi abbandonare le scene improvvisamente a causa di complicazioni alle corde vocali.
Tornò a cantare negli anni '70, scegliendo di tornare alle radici e di dedicarsi esclusivamente alla musica e alla predicazione religiose.
La sentiamo nel suo brano più famoso, 'I had a talk with my man last night'.
Ray Charles lo conoscete senz'altro tutti.
Per amor di brevità basterà ricordare come sia stato un pioniere della fusione tra rhythm and blues, gospel e ritmi latini, influenzando un po' tutti – dal nascente soul al merseybeat - con i suoi numerosi successi su Atlantic (i suoi primi lavori erano ispirati invece ad un jazz moderato, à la Nat King Cole).
Fu anche uno dei primi a miscelare in maniera convincente blues e country con i suoi due LP 'Modern Sounds in Country and Western Music'.
Insomma, un Genio (l'aveva mica già detto qualcuno?
Ha raccontato tante di quelle versioni della sua vita che non ci si capisce niente: ha davvero ucciso l'amante della moglie facendo perdere le sue tracce nel 1938, dopo aver inciso i suoi primi dischi per la Vocalion?
Ed è per quello che non se ne è più saputo niente sino a più di vent'anni dopo?
E si chiamava davvero John Henry Barbee (come sembra confermare un documento degli anni '30) oppure il suo vero nome era George William Tucker, come affermava negli anni '60?
Mistero.
Godetevi la sua 'I ain't gonna pick no more cotton'
Lloyd Glenn ha passato la prima parte della sua carriera lavorando come produttore e sessionman in California (producendo tra le altre alcune celebri session di Lowell Fulson) e si è dedicato ai concerti dagli anni '70 in poi, accompagnando in Europa Champion Jack Dupree e Big Joe Turner ed esibendosi anche come solista . Questa sua pregevole 'After Hours' è stata registrata in Francia nel 1977.
Vi sarete forse accorti che cerco di mettere almeno un brano doo-wop (o similare) a puntata.
Direttamente dal Connecticut oggi è la volta dei Crowns e della loro accattivante 'Possibility':
Titolare di un album in coppia con il 'nostrano' Rudy Rotta nel 1990, la Chicagoana Karen Carroll ha raggiunto la sua maturità espressiva nei lavori pubblicati dalla Delmark nella seconda metà della decade.
Questa 'Can't Fight the blues' è tratta da 'Talk to the Hand' (1998)
Ed è proprio Rudy Rotta l'artista italiano del giorno! Veterano di Festival nazionali e internazionali (Montreux, Sanremo Blues, Pistoia...) ha esplorato i confini del blues collaborando a più riprese con nomi di assoluto rilievo (uno su tutti: Brian Auger) e rivisitando a suo modo anche classici del rock.
Purtroppo ci ha lasciati troppo giovane.
Eccovi una sua versione della classica 'My Babe', con la quale vi saluto.
A presto,
Dario.
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