Radio Disco Club 65
| 16 Aprile 2020
Coverlandia di Gian
Coverlandia questa volta si interessa delle cover fatte da gruppi inglesi, no, non fraintendete, non cover di pezzi italiani fatti in inglese (qualcuna esiste), ma canzoni inglesi cantate in italiano da inglesi.
In quegli anni parecchi complessi inglesi, vista la difficoltà di affermarsi al loro paese, hanno pensato bene di venire da noi, il fatto è che... non se ne sono più andati.
I più famosi sicuramente i Rokes. Potremmo fare più di una puntata con le loro cover, del resto davano un tocco in più col loro italiano inglesizzato. Shel lo si vede ancora adesso girare ogni tanto per Genova.
Cominciamo da loro. Uno dei pezzi più famosi del gruppo di Shel è "E' la pioggia che va"
I Rokes avevano una predilezione per Bob Lind, oltre a quella che avete sentito prima il cantautore americano aveva composto l'originale di "Che colpa abbiamo noi". Ecco la sua versione del pezzo precedente, "Remember The Rain".
Un altro che arrivato qui non se ne è più andato, è Mal. Di partenza erano i Primitives, poi, visto che le ragazze impazzivano per Mal, la RCA li costrinse a chiamarsi Mal e i Primitives. Questo uno dei loro maggiori successi ancora col nome Primitives.
I Bar-Kays era un gruppo americano di soul, R&B, americano che ha incominciato la sua carriera come supporto niente meno che a Otis Redding. Il primo loro successo è proprio "Soul Finger".
Altri transfuga dall'Inghilterra erano i Motowns. Alcun di loro si sono piazzati qui e ci sono ancora adesso; uno, il cantante Lally Stott, è l'unico tra tutti questi inglesi italianizzati, ad avere avuto successo mondiale come solista ("Chirpy Chirpy Cheep Cheep" ad esempio). Qui Morandi li presenta nella loro esibizione di "Prendi la chitarra e vai".
L'originale è di un duo di Bristol, che tra le sue incisioni vanta anche una cover di "Michelle". Questo è "Lovers Of The World Unite".
Il quarto complesso arrivato a metà anni sessanta sono i Renegades, piombati qui da Birminghan, transitando prima dalla Finlandia. Sicuramente i più scarsi tra questi, quasi più famosi per la chiacchieratissima storia d'amore tra il biondo Kim Brown (il cantante) e l'attrice inglese Margaret Lee, che per le loro canzoni. Ad ogni modo con questa qualche 45giri lo vendettero (non molti), il testo in italiano è di Califano, "Piove dentro di me".
L'originale era di dieci anni prima, di Buddy Holly, uno che il 3 febbraio 1959, chiamato anche il "giorno in cui la musica morì" (The Day the Music Died), ci lasciò insieme ad altri artisti rock per l'incidente aereo. "Raining In My Heart".
Secondo giro, ripartiamo dai Rokes. Questa la incisero nel 1967, "Eccola di nuovo". Ormai erano stabili in Italia con varie partecipazioni al festival di Sanremo.
L'originale non è di un gruppo, ma di un cantautore successivamente molto famoso, Cat Stevens. Prima della malattia che lo tenne lontano dalle scene era un cantante più beat rispetto al resto della sua carriera. Questa è la sua versione, "Here's Come My Baby".
Con Mal continuiamo quando era ancora uno dei Primitives (in realtà il suo maggior successo alla fin fine rimane "Furia",,,). Questo 45giri entrò anche nella Hit Parade, "Yeeeeh!". Nel 1969 da Primitives, a Mal dei Primitives si passò a Mal e basta. I compagni lo accompagnavano ancora, meno uno, il batterista Pick Withers che decide di ritornare in Inghilterra, suonando in alcuni gruppi blues, prima di fondare i Dire Straits con Mark Knopfler.
I Motown, i musicisti del complesso si stabilirono permanentemente in Italia, entrando a far parte dei cosiddetti "oriundi", con tanto di matrimonio-spettacolo di due modelle italiane con il tastierista Mike "Saint" Logan (quest'ultimo è il padre dell'attrice Veronika Logan) e con il cantante solista Douglas Meakin. Eccoli in "Fuoco".
L'originale, "Fire" è di Arthur Brown, un vero pazzo, in Italia durante un tour a Palermo nel 1970 viene arrestato per atti osceni in luogo pubblico, in quanto il cantante si spogliò sul palco.
I Renegades sono i più melensi tra i quattro, anzi sono proprio melensi. Forse per reazione a questo nella seconda metà degli anni '70 Kim Brown e Mick Webley più il chitarrista tedesco Trutz "Viking" Groth ed Ettore Vigo dei Delirium formarono una band specializzata in revival di rock and roll alla quale venne dato il nome Kim & The Cadillacs. Qui siamo ancora nel 1969 con "Lettere d'amore".
Vi facciamo sentire l'originale (anche se qui il Re era quasi alla fine) senza commenti, a voi giudicare, "Love Letters"
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