Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a Heavy Metal Parking Lot, il programma dove il rock duro è di casa.
E visto che immagino siate a casa anche voi...
Ogni promessa è debito: partiamo quindi con una richiesta arrivata fuori tempo massimo la volta scorsa.
Per Monica (o era Cristiano? Finitela con 'sti pseudonimi) il video di 'Prison Sex' dei Tool!


Mi raccomando: sotto con richieste e dediche come al solito! Proseguiamo con un chitarrista dalla carriera lunga e variegata, Gary Moore! Ha suonato hard rock, ha suonato metal, ha suonato blues e ha pure collaborato con Cream e Jimi Hendrix Experience (al posto di Clapton e Hendrix, ovviamente). Dal suo periodo più heavy vi metto 'Murder in the Skies':


Titolo programmatico per un classico minore della NWOBHM: 'Heavy Metal Mania' degli Holocaust, dal loro debutto 'The Nightcomers' (1981)


Prima richiesta della serata: 'Release the Soul' dei Malevolent Creation per Michele Massari!


Passiamo a un video decisamente sopra le righe per un gruppo con uno dei concept più bizzarri della storia del rock: i GWAR con 'Let us slay'


Altro giro, altra richiesta: 'Mama, I'm Comin' Home' di Ozzy Osbourne per Stefano Espy, dall'album 'No More Tears' (1991)


E parlando di Sabbathiani veri o presunti, eccovi 'Sign of the Wolf' dei Pentagram:


Una richiesta da parte di Tiziana: 'Before a Grave' dei Mustasch:


I coloratissimi Twisted Sister hanno avuto una carriera infinita (attivi dal 1973!!!) e sono probabilmente il gruppo esteticamente meno plausibile ad aver cavalcato l'ondata glam degli anni '80. Del resto loro venivano dalla PRIMA ondata glam di New York, quindi...
Ecco il video della classica 'We're not gonna take it'


Altra richiesta per Stefano Espinoza - stavolta è la classica 'Got the Time' degli Anthrax, salotto compreso.


Parliamo adesso dello shredder forse più sfortunato di tutti, stroncato dalla malattia nel mezzo del fiorire della sua carriera.
Eccovi la classica 'Altitudes' di Jason Becker



Tra i beniamini assoluti della nostra rubrica, tornano anche stasera su cortese richiesta di Tiziana: 'No Surrender' dei Judas Priest, dal loro ultimo 'Firepower'.


Nonostante siano sempre stati considerati un gruppo thrash 'di seconda fascia' sono sempre rimasti nel cuore di molti appassionati e considerati più genuini di molti colleghi più blasonati: sto parlando dei Nucleat Assault.
Questa è la loro 'Critical Mass'


I Loudness sono dei veri e propri veterani della scena metal giapponese (attivi dai primi anni '80) e si sono affermati col tempo nel panorama heavy internazionale, anche grazie alla chitarra del leader Akira Takasaki.
Eccovi la loro 'Crazy Night'


 Seconda richiesta per Michele Massari: stavolta abbiamo nientemeno che 'Gypsy' degli Uriah Heep, dal caposaldo dell'hard rock di tutti i tempi 'Very 'eavy...very 'umble' (1970)

Ultima richiesta della serata, stavolta per il Polotti: 'Hell Soldiers' dei Railway (1984)

Solito pezzo lampo per il finale, ma stavolta meno 'lampo' del solito.
Ci vediamo sabato sera (e prepatevi le richieste, mi raccomando)!
Heavy Metal Dario.

La Musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Tredicesima puntata de "La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio". Dopo la giornata auto- celebrativa di domenica si torna alla consueta dimensione legata alle novità discografiche (con una ristampa anch'essa recente) per chiudere con il pezzo fuori sincrono. Ma intanto la sigla Jarrett-Mitchell.

JONATHAN WILSON – 69 CORVETTE
Il maghetto psichedelico Jonathan Wilson lascia la California per trasferirsi a Nashville. Qui dimostra il suo grande talento mimetico reinventandosi come cantautore rurale nell'album Dixie Blur. Il violino struggente che si ascolta in 69 Corvette è di Mark O'Connor.

THE STROKES – BAD DECISIONS
Amati come strenui difensori dell'annaspante rock con chitarre o vituperati come fighetti senza nerbo, gli Strokes fanno discutere anche con The New Abnormal, prodotto da Rick Rubin e molto anni '80 nei suoni.

FOUR TET - BABY
L'amato leader Balduzzi ha comunicato che finalmentissimamente sono in arrivo nuovi dischi!!!!! Se di Let It All In degli Arbouretum si è parlato qualche puntata fa, proponiamo ora un brano tratto da un altro nuovo arrivo, Sixteen Ocean di Kieran Hebden in arte Four Tet. Elettronica che viaggia fra l'astratto, la club culture e il melodico-bizzarro.

LUCINDA WILLIAMS – YOU CAN'T RULE ME
Veterana del roots-rock statunitense, Lucinda Willimans non si addolcisce con l'età, anzi Good Souls Better Angels è uno dei suoi dischi più tirati e impervi. You Can't Rule Me è esplicita fin dal titolo.

 ROWLAND S. HOWARD – [I KNOW] A GIRL CALLED JONNY
Ascoltando [I Know] A Girl Called Jonny non dite che Rowland S Howard è uno che copia Nick Cave. Howard in realtà è stato compagno di cupezza e dissipatezza di Cave già con Boys Next Door e Birthday Party. Poi ha continuato nello stesso spirito con Crime & The Solution, These Immortal Souls e da solista. Il brano proviene da Pop Crimes, pubblicato poco prima della scomparsa dell'artista. Ristampato anche Teenage Snuff Film.

THE KINKS – TILL THE END OF THE DAY
Il pezzo che non c'entra niente torna a essere legato al 1965, ovvero all'anno di nascita del negozio chiamato Discoclub. Dopo i Beatles e gli Stones non potevano che arrivare i Kinks! Un saluto da Antonio Vivaldi e da Radio Discoclub65.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Buon pomeriggio da Fausto Meirana e da Radio Discoclub65, le feste sono passate velocemente, speriamo anche grazie ad iniziative come queste. Nel nostro piccolo crediamo di avervi fatto passare alcuni minuti piacevoli con questa radio immaginaria, che funziona a modo suo . Visto che la ferita è fresca, in questa puntata continuerò a celebrare John Prine, con una serie di omaggi che gli sono stati tributati, prima e dopo la morte, da molti colleghi musicisti. Uno dei più curiosi, forse impensabile, viene da Roger Waters, con una versione di Paradise incisa pochi giorni fa, in studio.

That's Folk! Continua con la più eseguita delle cover; la celebre Angel From Montgomery ha avuto molti esecutori, ma una delle prime a cantare il brano fu la cantante e (ottima) chitarrista Bonnie Raitt, che la eseguì anche nel rally antinucleare di No Nukes e quindi nel disco omonimo. Il video presenta una versione piuttosto recente, in occasione di una apparizione televisiva.

Il cantautore Conor Oberst, nella prima parte della carriera, si faceva chiamare Bright Eyes. Recentemente ha avuto occasione di collaborare con Prine e di dividere il palcoscenico con lui. Probabilmente è stato l'avverarsi di un desiderio, perchè già una decina di anni fa Oberst eseguiva, dal vivo, alcuni brani del maestro. In un pessimo video, ahimè, ascoltiamo ora una bella versione di Crazy as A Loon.

That's Folk! tocca ora un altro momento doloroso nella storia della musica americana. Steve Goodman (il cantautore celebre per la sua City Of New Orleans) scomparve nel 1984 per una leucemia, lasciando una serie di album di alternato valore ma comunque apprezzabili. L'amicizia e il rispetto tra Goodman e Prine portò alla collaborazione reciproca (soprattutto nei loro primi due album). Goodman, inoltre, incise nei suoi dischi alcune canzoni di Prine, tra cui la bella Souvenirs.

La canzone Sam Stone parla di un reduce dalla guerra in Vietnam, recitando, nel ritornello: "C'è un buco nel braccio di papà dove vanno tutti i soldi", chiaro riferimento al tragico destino di molti soldati al ritorno dal fronte. Anche questo è un brano assai eseguito da altri; questa è la versione di Nathaniel Rateliff, cantata assieme allo stesso Prine per una raccolta di fondi a favore dei reduci.

Colleghiamo la canzone precedente con la prossima tramite Johnny Cash. Il leone del country, quando eseguiva Sam Stone, non riusciva proprio a cantare la frase "Jesus Christ died for nothing, I suppose" (ci sono molti video a testimoniarlo). Johnny Cash riprese anche Paradise, canzone che risentiamo ora, dopo quella di Roger Waters in apertura di trasmissione.

That's Folk! oggi ama le ripetizioni, che d'altronde servono anche a memorizzare per bene queste canzoni così significative; tra gli artisti che hanno eseguito un tributo a Prine dopo la morte c'era anche Colin Meloy, il leader dei Decemberists; il suo contributo è una versione di Angel From Montgomery. Risentiamola, dopo quella di Bonnie Raitt, nella versione più asciutta di Meloy.

Risentendo la presentazione di Meloy nel video, la dedica a Prine occorreva durante la malattia e non dopo la morte, scusate l'errore. Mentre vi saluto, sforando un po' la mezz'ora abituale, non posso fare a meno di mettere un brano cantato da Prine stesso, Speed Of The Sound Of Loneliness. Anche questo brano ha avuto molte cover, soprattutto in ambito bluegrass e country-rock. Rimanete qui, su Radio Discoclub65, un saluto da Fausto Meirana e That's Folk! Palinsesto di oggi: alle 15 Dario con L'Ora Del Deficiente, alle 16 Antonio con la sua Musica Fra Acqua Santa E Demonio e alle 21 ancora Dario, con Heavy Metal Parking Lot.

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