Greendale, l’ultimo e attesissimo album di Neil Young, prende il nome da un’immaginaria cittadina della provincia americana. La tipica ”small town” rurale, composta e irreprensibile, tuttavia percorsa da un’inquietudine sottile e misteriosa. Neil Young coglie quest’impalpabile ambiguità e costruisce, intorno alle vicende di Greendale e dei suoi abitanti, un concept album fortemente letterario e complesso. Dieci canzoni imponenti, dall’incedere lento e dilatato che, forse, non mancheranno di spiazzare gli estimatori dell’artista canadese. Ma Neil Young non ha perso la smagliante forma vocale dei vecchi tempi e, con l’aiuto dei classici Crazy Horse, dà vita a brani come Bandit o Let Be The Rain, intensi e ispirati come quelli dei suoi album migliori. (Ida Tiberio)





