Jazz

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Image Almeno apparentemente l’idea non è originale: si prende una celebre composizione di musica classica e si reinterpreta in chiave jazzistica. Uno dei primi a farlo con successo fu Jacques Loussier nel 1959 con Bach; poi, con alterne fortune, ci hanno provato in tanti, tra cui da ultimo Uri Caine con Schumann, Mahler e Bach versante Goldberg Variations. Enzo Orefice, pianista e autore degli arrangiamenti di questo disco, decide invece di partire da un frammento tematico (“Per Elisa” di Beethoven, “Andante in sol M” di W.A. Mozart, lo “Studio op.10 n.3” di Chopin ad esempio) che poi sviluppa con improvvisazioni di stampo prettamente jazzistico, trattando cioè i temi prescelti alla stregua di veri e propri standard. Detto della bravura tecnico-espressiva dei quattro interpreti - al leader si aggiungono Luciano Ciaramella (sax tenore), Vittorio Pepe (basso elettrico), Ivo Parlati (batteria) - non si può fare a meno di notare che spesso il frammento prescelto è completamente avulso dal resto dell’esecuzione, da cui lo separano atmosfere, ritmi e almeno centocinquant’anni di storia (della musica e non). Paradigmatico l’esempio della “Danza ungherese n°5” di Brahms trasformata in un funky degno degli Steps Ahead, ma in cui l’intro e il finale fanno rimpiangere una qualunque versione filologica. Resta la piacevole impressione fornita dal gruppo, dotato di un groove incalzante e trascinante, capace di improvvisare in maniera sempre varia e interessante.  (Danilo Di Termini)

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Image Nonostante non suonino più regolarmente insieme, Enrico Rava e Stefano Bollani continuano a intersecare le loro strade in opere più raccolte e intimiste: era accaduto con “Tati” (nel 2004 insieme a Paul Motian ) e succede in “The third man” (il titolo non ha niente a che fare con il celebre film: guardate bene la copertina e capirete), inciso a novembre 2006. Dalle prime, rarefatte, note di “Estate” di Bruno Martino (unico standard presente insieme a due brani che arrivano dal Brasile, “Retrato Em Branco Y Preto” di Jobim e “Felipe” di Moacir Santos), si comprende che il dialogo non si è mai interrotto: il confronto si è solo spostato dal piano musicale a quello del silenzio, quasi che uno ascolti il respiro dell’altro, prima di suonare a sua volta. Da degustare con meditata lentezza. (Danilo Di Termini)

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Image Chiara Civello è un’italiana 'emigrata' giovanissima a Boston e poi a New York; un demo di una sua canzone lasciato al produttore di Joni Mitchell, Russ Titelman, le apre le porte dell'etichetta Verve per un primo disco con musicisti come Mike Mainieri, Mark Stewart, Steve Gadd, Larry Goldings. Passano due anni, cambiano i compagni di strada e Chiara è pronta per il secondo disco: ma quello che là era compiutamente riuscito, un miracolo di equilibrio sospeso tra il jazz e i ritmi latineggianti della bossa nova, qui non funziona: le canzoni si succedono dignitosamente e scivolano via, senza lasciare tracce particolari. Un paio di titoli in italiano (uno rischiosissimo, ma non è una cover: “Un giorno dopo l’altro”) il resto in inglese, ma la monotonia non cambia: provaci ancora Chiara. (Danilo Di Termini)

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Image Un cofanetto de luxe di 6 CD che raccoglie le registrazioni in studio di Miles dal 1972 al 1975 e che si affianca ai volumi già editi nel corso degli anni.
IL BOX
Confezione speciale formato CD con costa di metallo e libretto di 120 pagine con dettagliatissime note sulle registrazioni e decine di fotografie, molte delle quali assolute rarità.
LE REGISTRAZIONI
Una parte del programma musicale è stato originariamente pubblicato negli album "On The Corner" "Get Up With It" e “Big Fun”, mentre la parte rimanente compare qui pubblicata per la prima volta in assoluto.
I MUSICISTI
I sax di Dave Liebman, Sonny Fortune e Carlos Garnett
Le tastiere di Herbie Hancock e Chick Corea
Le chitarre di John McLaughlin, Reggie Lucas e Pete Cosey
Le batterie si Jack DeJohnette e Billy Hart
Le sezioni ritmiche con Michael Henderson, Al Foster e Mtume, Badal Roy e Don Alias.
LA MUSICA
Scrive Davis nella sua autobiografia: [da On the Corner al 1975] “ci trovammo ad essere sempre più profondamente immersi in uno spirito africano, un groove afroamericano con enfasi sui tamburi e sui ritmi e non più sugli assolo individuali...tutti attenti a quel sound alla Jimi Hendrix e Muddy Waters che volevo”. Sono gli anni del look con pantaloni di pelle nera o rossa, abiti dai colori sgargianti ed enormi paia di occhiali: il look dei ragazzi afroamericani del tempo. Sono un’ ubriacatura nella cultura black questi pochi anni da On the Corner al ritiro dalle scene avvenuto alla fine del 1975 e durato per molto tempo.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 19/10 al prezzo di € 89,00.

 

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Image Dietro questo bizzarro nome si cela un duo musicale formato da Bill Frisell alle chitarre e Matt Chamberlain alla batteria e un duo di produttori, Tucker Martine e Lee Townsend, regolarmente accreditati insieme al resto del gruppo. L'esplicito riferimento è al connubio Miles Davis - Teo Macero di “Bitches Brew” e “On the Corner”; ma là c’erano Chick Corea, Jack DeJohnette, John McLaughlin; qui, con tutto il rispetto, ci sono il basso di Viktor Krauss e in cinque brani la cornetta di Ron Miles e il violino di Eyvind Kang. Inoltre il drumming di Chamberlain solo raramente riesce a sollevarsi da un onesto accompagnamento; e l’estrema eterogeneità delle atmosfere (dal blando Wes Montgomery di “Swamped” al fusion-rock di “The Future”) non contribuisce a far cogliere il significato complessivo del progetto. (Danilo Di Termini)

CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 16,90.

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Image A differenza del pur convincente “Tribute” uscito questa primavera e benché, come quello, esplicitamente dedicato al songbook di Joni Mitchell, il nuovo disco di Herbie Hancock suona fin dalle prime note di "Court And Spark” assolutamente originale. Non solo per la presenza di due brani come “Solitude” di Ellington e “Nefertiti” di Wayne Shorter, ma per la capacità di rileggere in modo personale (con lo stesso Shorter ai sax, Dave Holland al contrabbasso,Vinnie Colaiuta alla batteria) i brani della cantautrice canadese: siano rivisti strumentalmente ("Both Sides Now”, “Sweet Bird”), recitati da Leonard Cohen ("The Jungle Line”) o interpretati da Tina Turner (sorprendente in “Edith And The Kingpin”), Luciana Souza (mimetica in "Amelia”) o dalla stessa Mitchell ("The Tea Leaf Prophecy”). Illuminante. (Danilo Di Termini)

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