Rock

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Image“Peaceful, The World Lays Me Down” è l’album d’esordio di NOAH AND THE WHALE, l’atipica band britannica guidata dal ventunenne cantante Charlie Fink: 11 brani sospesi tra Folk, Pop e Rock, tra l’epica grandezza di Arcade Fire, la poesia di Bonnie Prince Billy e le atmosfere lo-fi di Jonathan Richman.
“5 Years Time”, una delle canzoni di “Peaceful, The World Lays Me Down”, ha avuto un larghissimo airplay lo scorso anno alla BBC diventando un vero e proprio alternative hit.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 13/03/09 al prezzo di 15,90 €.

 

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ImageNon uno pseudonimo, ma un nome vero: Anni Rossi è una giovane violinista dotata di un gusto musicale etereo ed emozionante. Rockwell è stato registrato nei mitici Electrical Audio Studios di Chicago di proprietà di Steve Albini, un album che unisce la tradizione sognante
della musica 4AD con la più recente apertura "indie". Affascinante!

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 13/03/09 al prezzo di 17,50 €.

 

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ImageRistampa in CD e LP di un cult record di musica PSYCHEDELIC UNDERGROUND americana uscito negli anni sessanta. I misconosciuti MONKS pubblicarono nel 1966 “Black Monk Time”, un piccolo capolavoro di GARAGE ROCK e PSICHEDELIA visto all’epoca coma la risposta anti-pop, anti-commerciale e anti-melodica ai Beatles e ai Rolling Stones. Subito dopo l’uscita di “Black Monk Time” la band si sciolse e l’album cadde nell’oblio: la riscoperta del quintetto è avvenuta solo in anni recenti grazie a fan come Julian Cope, Henry Rollins e Rick Rubin.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 27/03/09 al prezzo di 10,90 €.

 

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ImageGradito ritorno per Vini Reilly ed la sua band The Durutti Column. Ad oltre trent’anni di distanza dall’esordio su Factory records Vini continua ad ammaliare con la sua ineguagliabile maestria nel saper dosare melodie corali ad arrangiamenti ariosi e liriche ispirate con l’inconfondibile chitarra seducente a dipingere paesaggi onirici. Non è un segreto, infatti, che sia proprio Vini Reilly il nome citato da gran parte dei gruppi della cosiddetta scena “shoegazer” e “dream-pop” nata sul finire degli anni ’80 (Slowdive, Cocteau Twins e metà del roster 4AD e buona parte del catalogo Creation) come maggiore fonte di ispirazione per il loro sound. L’album, il cui titolo è chiaramente ispirato al romanzo di Gabriel Garcia Marquez “L'amore ai tempi del colera”, si apre con la monumentale “ In Memory of Anthony” che è un omaggio alla lunga amicizia di Vini con la Factory Records ed il suo creatore Tony Wilson scomparso nel 2007; “Lui mi ha sempre incoraggiato a seguire i miei istinti” dice Reilly “E questo è ancora il mio modo di comporre musica. Tutte le nuove canzoni sono un vero riflesso della mia vita e questo è tutto quello che per me dovrebbe essere un album”. Presenti al fianco di Reilly in quest’album:Bruce Mitchell, Keir Stewart Poppy Morgan, Mark Broscombe ,Tim Thomas e Laurie Laptop.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 12/03/09 al prezzo di 17,90 €.

 

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ImageEno, Eno, Eno...buon per gli U2 che il pelato ha di nuovo svolto il suo compito salvifico che già permise loro con The Unforgettable Fire e The Josha Tree di diventare megastar a livello galattico e che, anche in questo caso, marchia decisamente i suoni di un disco che ritengo, e chi mi conosce sa quanto sia parco nei giudizi, il miglior lavoro degli U2 in termini di canzoni, suoni ed umori forse proprio dall'albero di Joshua...Esagero? Non ho mai ritenuto Zooropa nè Acthung Baby se non divertissment di una band che cercava di mantenersi "diversa", su Pop non c'è niente da dire che non sia già stato bestemmiato, e gli ultimi due, quelli con i titoli lungi alla Lina Wertmuller (e cercando anche un po' Kubrick) sembravano lavori da saletta. Questo è invece un disco con i controc***i (metto già io la censura, ok Gian?), dove sin dalle prime note si odora Lennon, a tratti Hendrix, un po' di cazzoneria glam (ma proprio poca) e anche quel pathos che, preso a piccole dosi, male non fa. Ci sono un paio di brani che sono già pronti per gli stadi, un lavoro di produzione (oltre a Eno, c'è Lanois) che come al solito richiederà ottomila ascolti prima di sentire tutto quello che è stato registrato e, insomma, anche un bel po' di nostalgia per noi ragazzi del '63 che con Bono e Co. qualche annetto enfatico l'abbiamo (oramai) passato. Bene, bravi, ma soprattutto God Save Eno. (Marcello Valeri)

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ImageDagli archivi BBC, quattro concerti, in un doppio cd dal costo contenutissimo, risalenti al febbraio 1979 (subito dopo l’esordio di “Look sharp!”), al gennaio 1980 (dopo “I’m the man” e “Beat crazy”), all’ottobre e 1982 e al gennaio 1983 (dopo “Jumpin jive” e “Night and day”). Gli appassionati sapranno già di cosa si tratta: i fulminanti esordi post-punk (ma con una rara capacità di scrittura musicale), la divertita parentesi swing e infine il disco che lo consacrò definitivamente come uno dei più geniali songwriter del rock. Sei brani dal primo album, due dal secondo, cinque dal terzo, due dal quarto e sette dal quinto più “C’mon” di Chuck Berry originariamente uscito come B side di "I'm The Man". Qualche doppione di troppo, ma un Joe Jackson davvero al vertice. (Danilo Di Termini)

 

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