Rock

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I AM KLOOT - Let It All In

Prodotto da Guy Garvey e Craig Potter delgi Elbow, ‘LET IT ALL IN’ il nuovo album del trio di Manchester I AM KLOOT , segue l’acclamato “Sky at Night”, nominato al Mercury Prize nel 2010, e consolida la forza e l’eleganza compositiva del frontman John Bramwell. Con ‘LET IT ALL IN’ gli I AM KLOOT realizzano un nuovo album di delicate, evocative, incantevoli canzoni pop. Come il poeta Simon Armitage riassume perfettamente: "C'è qualcosa di familiare e immediato nel suono che producono, tanto che anche una nuova canzone può trovare un posto nella memoria, anche prima che abbiano finito di suonarla, come se l’avessimo ascoltata per anni."

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 18 gennaio 2013 al prezzo di 16,50 €

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ARBOURETUM - Coming Out Of The Fog

IL QUINTO ALBUM DELLA FORMAZIONE DI BALTIMORE E' UN TRIONFO ANNUNCIATO, UN VIAGGIO MAESTOSO NELL' AMERICA DEI GRANDI SPAZI. UN DISCO CHE ESALTA LE DOTI DEL LEADER DAVE HEUMANN, COMPLETAMENTE A SUO AGIO NEGLI EPISODI PIU' TIRATI COME IN QUELLI PIU' CADENZATI, DOVE IL COUNTRY & WESTERN BEN SI SPOSA CON UN IDEA PIU' AFFABILE DI MUSICA PSICHEDELICA. PERFETTO IN OGNI SUA TRAMA COMING OUT OF THE FOG, INDICA PROPRIO LA DIREZIONE DEL GRUPPI FUORI DALLE CONSUETUDINI DELL' AMERICANA E DENTRO AD UN IDEA DI ROCK PIU' AVVOLGENTE. LA PRIMA USCITA DI LIVELLO DI QUESTO 2013.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 17 gennaio 2013 al prezzo di 15,50 €

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YO LA TENGO - Fade.

È pressoché inevitabile che un disco intitolato  “dissolvenza” non suoni troppo feroce o roboante, specie se a siglarlo sono i veterani indie Yo La Tengo che nella loro carriera hanno espresso come massima forma di  violenza  momenti definibili come ‘muro del suono morbido ‘ oppure ‘feedback suadente’. Ciò detto, Fade è un disco più strutturato di quanto ci si potrebbe attendere, sicuramente permeato di psichedelia (Two Trains), ma quasi sempre legato all’idea di canzone (Is That Enough?), un disco rilassato, amabile e rassicurante anche quando inserisce, come da tradizione Yo La Tengo, piccoli elementi di stranezza (il folk-con disturbi noise alla Tunng di I’ll Be Around, ad esempio).  Si percepisce anche un grande amore da artigiani per  la propria musica, cosa non da poco dopo quasi trent’anni di carriera. (Antonio Vivaldi)

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DROPKICK MURPHYS - Signed And Sealed In Blood

I Dropkick Murphys, irlandesi di Boston, Massachusetts, sono oramai dei veterani folk punk: un sacco di dischi sulle spalle, un profilo cresciuto esponenzialmente negli anni (a casa propria sono simil-istituzioni), un’identità precisa e definita. Identità fatta di radici irlandesi e adolescenze punk anni 90. Vogliamo dire un incrocio tra Dubliners e Rancid? Diciamolo. Signed and Sealed… è un disco volutamente leggero. Le canzoni spesso paiono cori da stadio riadattati: sono immediate, collettive, rumorose e coinvolgenti. Tra cornamuse, poca elettricità e molta furia/entusiasmo. Non un capolavoro, piuttosto un succoso augurio di buon 2013, da usare per tirarsi su il morale in caso di malinconia invernale. Non una cosa malvagia. Chi l’ha detto che scrivere canzoni complesse, sia più difficile di indovinare due pugni di ballate spensierate? (Marco Sideri)

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GIL SCOTT-HERON - The Revolution Begins

I primi tre dischi di Gil Scott Heron sono altrettante pietre miliari della musica black. Pubblicati dalla Flying Dutchman tra il 1970 e il 1972, “Small Talk At 125th & Lenox Avenue”, “Pieces Of A Man” e “Free Will”, contengono in nuce tutta la sua poetica degli anni a venire: in particolare il primo e il terzo album segneranno definitivamente il genere poetry speaking (l'omonimo disco dei Last poets è anch'esso del 1971) ispirando tutte le generazioni di rapper a venire; il secondo è semplicemente uno dei dischi soul più importanti di sempre. Aggiungete un terzo cd di inediti e take alternate, un libretto curatissimo, con dettagli discografici, copertine di 45 giri e altre amenità e avrete un cofanetto impeccabile sotto ogni punto di vista. Anche per chi già possedeva gli album originali. (Danilo Di Termini)

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VILLAGERS - {Awayland}
Il bravo autore è quello che sembra non fare alcuna  fatica a mettere una dopo l’altra le note giuste, che usa forme classiche inserendo qua e là l’increspatura geniale e imprevista. Con la sigla Villagers l’irlandese Conor J. O’Brien ha inciso nel 2010 un album, Becoming A Jackal, che lo dimostrava in diversi punti autore eccellente mentre in altri lo vedeva faticare in cerca del guizzo lontano un passo ma irraggiungibile.  Il nuovo {Awayland} dice che O’Brien continua a sfoderare canzoni da amore a primo ascolto (Earthly Pleasures su tutte) e possiede ormai un suo stile ben riconoscibile a metà strada fra l’irrequieto e il suadente, fra Bright Eyes (un altro Conor, guarda caso) e Paul Simon. E quando la melodia non è proprio pazzesca  arriva sempre il tocco strumentale giusto  a salvare la situazione. (Antonio Vivaldi)

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