Radio Disco Club 65

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a una nuova puntata di Heavy Metal Parking Lot!
Scaldate i motori e lucidate le borchie perché partiamo con un classico: 'Symptom of the Universe' dei Black Sabbath, dall'album 'Sabotage' (1975)

Come al solito aspetto le vostre richieste, non fate i timidi!
Continuiamo con un brano che mi ha fatto scoprire GianPier Guspe, 'Solid as a rock' dei francesi Shakin' Street (con Ross the Boss alla chitarra!)

Prima richiesta della serata: 'Chop Suey!' dei System of a Down per Tiziana:

Recentemente si è parlato molto dei Greta Van Fleet: ispirato omaggio al rock degli anni '70 (vabbè, ai Led Zeppelin...) o semplice plagio?
Il fenomeno, comunque, non è affatto nuovo...

Tornano a trovarci gli Anthrax, affezionati ospiti di questa rubrica: stavolta con 'Metal Thrashing Mad' dall'album di debutto (l'unico con lo screamer Neil Turbin alla voce).

Michele Massari ci ha scritto richiedendo 'Forward Momentum' dei Dark Tranquillity.
Lo accontentiamo subito:

I Trapeze erano un trio composto da un futuro Deep Purple, un futuro Whitesnake e un futuro Judas Priest. Non male, eh?
Questa è la title track del loro classico 'Medusa' del 1970:

E' arrivato il momento di uno dei video più assurdi dell'epoca d'oro del glam metal (che già di per se è un bel record).
Dedicato a David Zanet e Massimo KISS, questa è 'Boyz Are Gonna Rock' della Vinnie Vincent Invasion:

Nuovo giro, nuova richiesta: stavolta Stefano Espinoza ci chiede 'Stonewall' degli Annihilator. Come negargliela?

Ora un bel videoclip preistorico: nientemeno che 'Jailbreak' degli AC/DC, con il compianto Bon Scott alla voce.

Passiamo a qualcosa di decisamente più pesante: dal bellissimo 'Individual Thought Patterns' (1993) dei Death abbiamo 'The Philosopher'

Sotto con le richieste!
Giuliano Tizza ci chiede 'Round and Round' dei Ratt.
Eccola:

 Dall'album che ha segnato il ritorno di Halford al metal (dopo le fasi interlocutorie con Fight e 2wo) eccovi la programmatica 'Resurrection', dal vivo al 'Rock in Rio' festival:

Dedicata ad Albe Flamingo, che sta cercando di farci concorrenza partecipando ad una puntata speciale di Radiobottini: 'In League with Satan' dei Venom!

Seconda richiesta per Tiziana: stavolta trattasi di 'Youth Gone Wild' degli Skid Row!

 Non avevamo ancora postato nulla dei Rush: rimediamo subito con 'Tom Sawyer', tratta da 'Moving Pictures' (1981)

Ci scrive nuovamente Michele Massari: stavolta vuole 'Rock you to Hell' dei Grim Reaper!

Dal classico 'Live...in the Raw' proseguiamo con 'The Manimal' degli W.A.S.P.

&

Stiamo arrivando pian piano all'ora di chiusura: per farvi dormire sonni tranquilli vi metto una rassicurante 'Welcome Home' di King Diamond...

Abbiamo finito anche stasera: per il solito pezzo lampo ci vengono in soccorso i D.R.I. con la loro 'Couch Slouch', dedicata ovviamente a 'Spike' Polotti.

Ci vediamo sabato sera!

Dario.

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Deminio di Antonio Vivaldi

Da Antonio Vivaldi e Radio Discoclub65 un buon mercoledì pomeriggio a tutti i meta-ascoltatori della punta numero 16 de "La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio".
Oggi è una puntata, come vedremo, ladresca. Al solito si parlerà di uscite recenti o prossime includendo anche una ristampa e si concluderà con il pezzo asincrono. Per onorare il tema della giornata, un occasionale cambiamento di sigla.


BONNY LIGHT HORSEMAN – BONNY LIGHT HORSEMAN
Come detto sarà questa una puntata di furti. Furti nei settori di competenza degli esimi colleghi che curano le altre rubriche di Radio Discoclub65. Cominciamo a introdurci nel folk, settore di competenza di Fausto Meirana, per parlare dell'album di esordio dei Bonny Light Horseman, trio acustico capitanato da Anaïs Mitchell che s'incarica di rivisitare antiche ballate in chiave fascinosamente indie-moderna.

LAURA MARLING – ONLY THE STRONG
Il furto è adesso ai danni di Ida Tiberio e del suo programma dedicato alla musica al femminile. La bionda cantautrice inglese pubblica un disco dalle intenzioni ben chiare sin dal titolo: Song For Our Daughter. Come immaginabile i toni sono delicati e i suoni essenziali con un'idea molto bella di non-finito elegante.

THUNDERCAT – DRAGONBALL DURAG
Terzo furto e terza vittima: il programma preso di mira è Free Fall di Danilo Di Termini, dedicato alla musica nera nelle sue molte declinazioni. E' da poco uscito It Is What It Is, nuovo album del genietto polistrumentale Thundercat. In realtà questa Dragonball Durag, più che ai suoni black, sembra ispirarsi a certa elegante musica bianca anni '70 tipo Steely Dan.

OZZY OSBOURNE – UNDER THE GRAVEYARD
Per derubare il polivalente Dario Gaggero scelgo invece il settore heavy con un nome iperclassico del settore, Ozzy Osbourne. Il suo recente Ordinary Man è stato salutato con recensioni quasi tutte positive e suona come un riassunto di vita e carriera del dissipato frontman dei Black Sabbath. Lo dimostra questa canzone dal video assai autobiografico (nonostante i nomi cambiati).

THE THIRD MIND – THE DOLPHINS
Il quarto furto di giornata è anche il più ardito, visto che va a scardinare i forzieri di Coverlandia, rubrica curata dal Caro Leader Giancarlo Balduzzi. Mi faccio perdonare – o forse peggioro la situazione? - asportando un gioiello tratto dal suo disco preferito di questi tempi, The Third Mind, inciso dall'omonimo indie- supergruppo capitanato da Dave Alvin. Il pezzo lo abbiamo già programmato qualche tempo fa, ma merita il riascolto, ed è una cover della suadente The Dolphins di Fred Neil.

 SLADE – FAR FAR AWAY
Non so se ho colto lo spirito de "L'ora dell'ignoranza" dell'ultimo derubato di giornata, Diego Curcio, ma mi pare che gli Slade possano andare bene. Questa è Far Far Away degli Slade - gruppo da me molto amato - ed il pezzo fuori sincrono della giornata.

THE EVERLY BROTHERS – MAMA TRIED
Per il settore ristampe non derubiamo nessuno, visto che abbiamo esaurito le possibili vittime. Down In The Bottom: The Country Rock Sessions 1966-1968 illustra il periodo in cui gli Everly Brothers furono fra i primi a esplorare il suono, per l'epoca nuovo, detto country-rock. L'antologia contiene tre album, il terzo dei quali è Roots, dal suono cristallino e dalle voci, al solito, commoventi. Mama Tried è uno dei pezzi più noti di Merle Haggard, un ricordo dei suoi giorni di Bad Boy.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Benvenuti all'ennesima puntata di That's Folk! con Fausto Meirana che oggi calpesta lo stesso terreno di Oh Girls! Mi scuso con Ida Tiberio ma il mio rapporto con le donne (intendo le donne in musica) è da sempre intenso...

Quale miglior collegamento se non un brano di Joni Mitchell? Solo un abbozzo di Coyote, tratto, credo, dal film Rolling Thunder Revue; Joni Mitchell, Dylan, McGuinn, Scorsese, tutto in un post!


Può essere difficile continuare, dopo un monumento come Joni Mitchell, ma bisogna pur farlo. Laura Gibson è un cantautrice di Portland, Oregon, ma residente a New York. Al suo attivo ha cinque album di cui l'ultimo è del 2018, Goners, mentre il migliore, al momento, è La Grande del 2012. La ascoltiamo con Hands In Pockets.


Questa emissione di That's Folk! al femminile prosegue con una interessante folksinger inglese il cui repertorio sembra provenire dal passato. Liz Green si ispira al folk, al jazz primigenio e persino a certe forme di cabaret. La sua voce modulata può piacere più o meno, ma è senz'altro originale. Solo due dischi per lei, l'ultimo risale addirittura al 2014. Ascoltiamola con Displacement Song; come tutti i brani di questa scaletta, in versione live in studio.


Dall'Inghilterra all'Irlanda: Lisa Hannigan ha debuttato accanto al cantautore Damien Rice, fino alla rottura professionale e personale. Da lì in poi come solista ha costruito una carriera più che dignitosa, in particolare con il suo ultimo disco, At Swim, che risale a quattro anni fa. Da una session radiofonica ascoltiamo una versione all'ukulele della famosissima Blue Moon.


Attraversiamo di nuovo lo stagno per tornare negli Stati Uniti e ascoltare un'interessante cantautrice, Joan Shelley. Col disco omonimo, prodotto da Jeff Tweedy nel 2017, è uscita dall'anonimato, mentre con il recente Like The River Loves The Sea ha confermato il suo talento (in mezzo c'è stato anche un bel EP di cover). Da quel disco ascoltiamo The Sway, qui eseguita con il collaboratore di lunga data Nathan Salsburg.


That's Folk! prosegue con una piccola serie di cover dedicate a Nico, voce dei primi Velvet Underground; il primo dei due brani, Sunday Morning, viene dal primo Velvet Underground, quello con la banana warholiana, ed è eseguito da un duo estemporaneo e imprevedibile formato dall'australiana Courtney Barnett e dall'inglese Billy Bragg.


Il secondo passaggio di questo mini-omaggio a Nico è These Days, canzone di Jackson Browne che Nico eseguì ben prima dell'autore nel suo album Chelsea Girl del 1967. In questa versione la canta Annie Clark, ovvero l'eclettica performer meglio conosciuta come St. Vincent, in una registrazione intima con vista sul ponte di Brooklyn.


Ancora un duetto per il penultimo brano della scaletta. Waxahatchee è il nome di battaglia di Katie Crutchfield, artista in bilico tra indie-rock e uscite piuttosto mainstream, come l'ultimo album St.Cloud. Assieme al suo compagno, il texano Kevin Morby, eseguono dal vivo un brano di Bob Dylan, It Ain't Me Babe.


That's Folk! si congeda chiudendo il cerchio; l'artista che più ricorda Joni Mitchell, di questi tempi, è certamente l'algida Laura Marling, trentenne cantautrice inglese che ha stupito con album riuscitissimi come Once I Was An Eagle e Semper Femina. In questo lungo e recente video presente alcuni brani dal suo nuovo album Song For Our Daughter (sono 11 minuti, smettete quando volete...). A presto con Radio Discolub65, seguono Dario (L'Ora Del Deficiente) e Antonio (E La Sua Musica...). Più tardi ancora Dario con Heavy Metal Parking Lot.

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