Radio Disco Club 65

Oh Girls! di Ida Tiberio

Double Girls: quando le ragazze lavorano in coppia.


Le Indigo Girs, ovvero Amy Ray e Emily Saliers, si conoscono dalla prima infanzia. Nate entrambe in Georgia, frequentano la stessa scuola elementare, si allontanano negli anni del College e finiscono col ritrovarsi, unite più che mai dalla comune passione per la musica. Sono attratte dal folk ma anche dalla fervida creatività della nuova scena musicale di Atlanta (REM, B'52, Georgia Satellite...). Le loro armonie vocali sono magnifiche, suonano la chitarra, il flauto irlandese e il bohdran, amano la musica tradizionale ma sanno addentrarsi con sicurezza nei territori del rock. In sintesi, le Ragazze Indaco hanno un notevole e multiforme talento, poco valorizzato dallo show-biz


5.14

Cambiamo scenario: dal Sud degli Stati Uniti al Canada. Anna e Kate McGarrigle sono due sorelle di Montreal con una passione per la musica marcata e totalizzante. Appartengono alla comunità anglofona del Quebec ma nella loro attività discografica e artistica (le loro prime esibizioni risalgono agli anni sessanta), non mancano brani scritti e cantati in francese. Amano la musica tradizionale, sono entrambe eccellenti polistrumentiste e grandi vocalist. Inoltre, danno vita ad una sorta di family affair artistico abbastanza inedito: Kate sposa il cantautore Loudon Wainwright e i loro figli Martha e il più celebre Rufus diventano a loro volta musicisti, mantenendo viva la memoria materna.


2.46

First Aid Kit. E' il momento del Grande Nord. Le deliziose sorelle svedesi Klara e Johanna Soderberg stabiliscono un contatto professionale con la musica in giovanissima età, scegliendo il nome di First Aid Kit. Klara e Johanna apprezzano in pari misura la canzone d'autore americana e il folk alternativo e sono ancora minorenni quando caricano su Youtube la loro cover di Tiger Mountain Peasant song dei Fleet Foxes, ottenendo moltissime visualizzazioni. Nel 2008 pubblicano un EP (per il primo album ufficiale dovranno attendere il 2010) e da quel momento, è un susseguirsi di inviti ai festival musicali più prestigiosi, tour mondiali e riconoscimenti.


4.24

Lisa Ekdahl e Ane Brun. Le Girls from the North Country hanno una buona attitudine alla condivisione di esperienze musicali diverse ma convergenti. E' il caso Di Ane Brun, algida e talentuosa artista norvegese e Lisa Ekdahl, musicista svedese, attratta dal jazz e dalla canzone d'autore d'oltreoceano. La loro collaborazione si consolida soprattutto nelle esibizioni live (compresa quella al prestigioso Olimpia di Parigi) e dà vita a una sinergia vocale pressoché perfetta.


4.10

Aretha Franklin e Annie Lennox! Che dire: nulla se non che questa, pur nella sua unicità, è una della più inconsuete, potenti ed efficaci interazioni tra voci femminili degli ultimi decenni. Aretha e Annie mettono le loro voci sublimi al servizio di un brano rivolto alla dignità e all'autonomia delle donne. E alla necessità di non dare per scontata un'emancipazione ancora soggetta a vincoli e ostacoli. Il brano, scritto da Annie Lennox e Dave Stewart (beh, chiaro di cosa si tratta, no?) ha avuto un successo planetario ed è stato inserito sia nell'album degli Eurhythmics "Be Yourself Tonight" e sia in quello di Aretha Franklin Who's Zooming. Tra i musicisti presenti in sala d'incisione, anche gli Heartbreakers Benmont Tench e Mike Campbell. Una curiosità: Annie Lennox aveva pensato ad una collaborazione con Tina Turner ma l'artista di Nutbush declina l'invito. Chissà se, in seguito, se ne sarà pentita.


4.38

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno a tutti e bentornati a una nuova, festiva puntata di 'Blue Morning'!
Buon 25 aprile!
Partiamo subito con uno scatenato brano di Bo Diddley che probabilmente conoscerete già:

Figlio del celebre Carey Bell - storico armonicista di Chicago - Lurrie Bell iniziò a farsi le ossa da giovanissimo come accompagnatore del padre e di varie celebrità locali (Eddie Taylor, Walter Horton...) cominciando a incidere da solista nella seconda metà degli anni '80.
Nonostante alcuni problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti ne abbiano rallentato l'ascesa sembra finalmente aver trovato una sua maturità stilistica negli ultimi album pubblicati dalla Delmark.
Oggi sentiamo 'Blues In My Soul', dall'omonimo album del 2013.

Prima di 'riciclarsi' per esigenze di mercato come bluesman acustico sul finire degli anni '50, il texano Lightnin' Hopkins aveva già registrato con il suo caratteristico stile dozzine di brani roventemente elettrici per diverse etichette.
Un esempio?
Eccovi la sua 'Had a Gal called Sal', su Herald (1954)

Nelle puntate precedenti abbiamo citato a più riprese Robert Johnson, uno dei più celebrati e misteriosi interpreti della musica afroamericana. Su di lui si è detto di tutto e il contrario di tutto: tardo e talentuoso epigono di una tradizione del Delta che stava scomparendo o carismatico (e maledetto) artista demoniaco?
Non c'è modo migliore di presentarlo a chi ancora non lo conosce che con la rarefatta e malinconica bellezza della sua 'Come on in my kitchen':

Dal rhythm and blues all'invenzione del funk, passando per la rivoluzione soul - James Brown ha vissuto, influenzato, trasformato la musica afroamericana (e non solo) di almeno tre decenni.
Eccovi la title track del suo concept album 'The Payback' (1973)

Nick 'The Greek' Gravenites ha collaborato per anni con alcuni dei musicisti più importanti della scena di San Francisco (Janis Joplin, Paul Butterfield, Quicksilver Messenger Service...), oltre ad essere cantante e fondatore degli Electric Flag.
Sentiamo un estratto dal suo LP 'My Labors' del 1969, dove è accompagnato alla chitarra dal vecchio socio Mike Bloomfield...

 Dominatore assoluto della scena blues di Chicago prima della guerra, Big Bill Broonzy ha inciso moltissimo (più di 300 brani a suo nome) e in una miriade di stili diversi, sia dal punto di vista musicale che dei testi.
Ora mettiamo un suo 'jump blues' del 1938 che non sarebbe sembrato per niente fuori posto se inciso vent'anni dopo, nel pieno del boom del rock'n'roll.

Titolare di bellissimi album su Hi e con una vicenda personale parecchio travagliata (con un costante altalenare tra musica profana e religiosa), Al Green ha una delle voci più riconoscibili
dela soul music, con riferimenti evidenti alla sua passione per il gospel. Qui lo sentiamo nella sua celebre interpretazione di 'How cam you mend a broken heart', presa in prestito da 'Trafalgar' dei Bee Gesss

So che aspettate sempre con ansia questa parte della puntata: è tornato il momento di scendere in pista! Ad accompagnare le nostre danze oggi è uno dei veri miti del rock'n'roll, il nerovestito Gene Vincent ed i suoi Blue Caps.
Il pezzo è 'Who Slapped John?', del 1956.

 Ho aspettato parecchie puntate prima di parlarvene perché in qualche modo mi sentivo troppo coinvolto: oggi parliamo di una delle vere leggende italiane - i Big Fat Mama! Fondati dall'highlander Piero De Luca nel 1979 e titolari di una delle discografie più significative hanno avuto mille cambi di formazione ma hanno mantenuto intatta una passione per la musica afroamericana che ha davvero pochi eguali.
Vi saluto con un brano dal loro ultimo album 'Greetings from the coast', cantato da Antonio 'Candy' Rossi.

Buon 25 aprile!

Free Fall di Danilo Di Termini

Buona festa della Liberazione a tutti. Anche Free Fall, la trasmissione che si occupa di jazz condotta da me, cioè Danilo Di Termini, vuole festeggiare il 25 aprile e lo farà a modo suo ovviamente.
In questa puntata saremo insieme a Paolo Fresu, Glenn Miller, Jan Garbarek, Ornette Coleman, Charlie Haden, Hank Jones, Robert Wyatt, Marc Ribot, Meshell Ndegeocello e tanti, tanti jazzisti italiani.

A costo di essere banali iniziamo con una reinterpretazione della canzone che è il simbolo del 25 aprile, Nel 2018 il chitarrista Marc Ribot ha curato un progetto per l'etichetta Anti- Songs Of Resistance 1942-2018 in cui insieme a vari artisti ha reinterpretato canzoni di protesta di vari paesi. Tra questi c'era Tom Waits con una rilettura di Bella Ciao. Per la versione di Tom vi rimandiamo al disco, noi vi rimandiamo a quella che proprio Marc Ribot ha eseguito a Propaganda Live

Nell'immaginario collettivo, almeno di una certa generazione, la fine della guerra musicalmente coincide con questa canzone. In effetti l'arrangiamento originale di Joe Garland era stato fatto su una melodia preesistente. Nel febbraio del 1944 la versione di In the Mood, che Glenn Miller aveva registrato negli studi della RCA Bluebird nel 1939, viene pubblicata come V-Disc, una di una serie di registrazioni inviate gratuitamente dal Dipartimento di Guerra degli Stati Uniti al personale militare d'oltremare durante la Seconda Guerra Mondiale. Ed è grazie alle truppe Alleate che arriva nelle nostre strade diventando sinonimo di libertà:

Andiamo in Norvegia dove il percorso musicale di Jan Garbarek si incrocia – un po' a sorpresa – con la musica delle rivoluzione cubana. Carlos Puebla scrive Hasta Siempre nel 1965 come una risposta alla lettera di addio a Cuba scritta da Che Guevara. La struggente musica, che si basa sulle note del tradizionale son cubano, viene qui reinterpretata dal gruppo di Jan Garbarek che comprende in quel 2004 Rainer Bruninghaus al piano, Eberhard Weber al basso a cinque corde, Marilyn Mazur alla batteria. Hasta Siempre:

Il 22 marzo 1969 Ornette Coleman si esibisce alla New York University con il suo gruppo composto dal figlio Denardo alla batteria, da Don Cherry alla cornetta, da Dewey Redman al sax tenore e da Charlie Haden contrabbasso. Proprio di Haden è l'unica composizione non scritta dal sassofonista presente nel disco - Crisis – che verrà tratta da quell'esibizione. Si tratta di Song for Che che verrà successivamente pubblicata nell'aprile successivo primo disco solista di Charlie Haden, il celeberrimo esordio della Liberation Music orchestra. La canzone è ovviamente dedicata a Ernesto Che Guevara e noi la ascoltiamo nella versione di Ornette Coleman

Abbiamo parlato del disco della Liberation Music Orchestra, un album jazz dai forti connotati politici che creerà non pochi problemi a Haden, anche con una certa critica restia a sentir parlare di politica lungo i solchi di un vinile jazz. Nel 1995 Haden incide con il pianista Hank Jones, uno dei pianisti che ha incrociato spesso nel corso della sua carriera, un disco che si intitola Steal Away - Spirituals, Hymns And Folk Songs. Tra i titoli scelti ce n'è uno che era apparso anche in quello storico disco di trent'anni prima e cioè
We Shall Overcome, una canzone di protesta pacifista che divenne un inno del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti d'America.

Nonostante Robert Wyatt sia un nome legato comunque ad un pubblico rock, il suo nome è conosciuto anche al pubblico jazz, per un percorso musicale che fin dagli inizi con i Wilde Flowers prima e con i Soft Machine poi, ha incrociato i sentieri di questa musica.
Negli anni Ottanta il musicista inglese pubblica, in formato 45 giri, varie reinterpretazioni di vecchie canzoni politiche che poi raccoglierà nell'album "Nothing Can Stop Us". Tra i brani, c'è Arauco, canzone folk della songwriter cilena Violeta Parra, e c'è anche "Caimanera" una versione di "Guantanamera", dedicata ai cubani che hanno deciso di restare a Cuba in contrapposizione ai politici inglesi e americani che elogiavano chi espatriava negli Stati Uniti.
In originale si tratta di un bolero ad una "guajira guantanamera" ("contadina della città di Guantánamo") e il ritornello fa riferimento molto esplicitamente al territorio cubano di Guantánamo, che dal 1898 è incredibilmente assoggettato agli Stati Uniti d'America, che vi hanno una insediato una famigerata base militare e una prigione che Amnesty International non ha esitato a definire un campo di concentramento.
Ascoltiamo la versione Robert Wyatt:

Ancora da Songs Of Resistance 1942-2018 di Marc Ribot una reinterpretazione della più autentica canzone dei partigiani. Fischi il Vento basato su una antica melodia russa prende nuova vita con il testo che scrive Felice Cascione, giovane poeta e medico ligure. Ascoltiamo The Militant Ecologist (based on Fischia II Vento con la voce di Meshell Ndegeocello.

Finiamo un po' prima oggi perché alle 15 anche radio DiscoClub65 aderisce alla proposta dell'ANPI: alle ore 15 facciamo sentire, in musica, dai balconi, dalle finestre, la forza della Liberazione, della Costituzione, dell'unità. In particolare, per questo tempo.
Noi partiamo qualche minuto prima con una versione che hanno realizzato un po' di jazzisti italiani. Trovate i nomi nel post. A martedì con il jazz. Hasta la Victoria!

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