Il Diario di Disco Club
Diario del 17 maggio
(segue)
Eccone un altro, un po' più giovane d'età, ma come cervello siamo lì. Ha l'abitudine d'intercalare le sue richieste con uno 'scusi scusi' (da non confondere con Scusssssi), infatti si rivolge a Dario "Scusi scusi, vorrei una raccolta di Frank Sinatra", gliele fa vedere, ma non vanno bene, "Vorrei una con quel pezzo famoso di Sinatra, come si chiama?" dice con fare meditabondo, Dario, "My Way", "No", "Strangers in the Night", "No", "New York New York", "No", Dario va più indietro "The Lady is a Tramp", "No". Incomincio a temere per il banco, Dario non lo sopporta gli darebbe volentieri un cazzotto in testa, quantomeno vorrebbe mandarlo a quel paese, ma la sua formazione fnaciana gli impone la gentilezza, quindi all'uscita di Scusiscusi il cazzotto lo darà al bancone, incrinandolo ulteriormente. Quello canticchia un qualcosa che Dario riesce a ricondurre a un titolo 'Killing Me Softly", l'altro, entusiasta, "Sì, questa. Scusi scusi, c'è una raccolta che la contenga?", Dario "Sinatra non l'ha mai cantata", "No, scusi scusi, io l'ho visto in un video", "In disco non c'è"; Dario cerca su internet e trova una versione di Perry Como, glielo dice e lui, scandalizzato, "Scusi scusi, vuole che non riconosca la voce di Sinatra?!", Dario trova il video e quello "Sì, è questa", Dario "Infatti, è Perry Como". Nel frattempo entra una cliente con bastone bianco e lo urta, lui, infastidito, "Scusi scusi, stia attenta", lei, "Scusi (una volta sola), sono non vedente", lui, "Scusi scusi, non è una buona ragione!". Liberatosi della cieca, torna da Dario, "Scusi scusi, ma come fate a sapere quanto durano le canzoni?", Dario, interdetto, "In genere c'è scritto sul libretto", "E se non c'è? Guardando il dischetto?".
Ho paura che quando uscirà, l'incrinatura sul bancone si sarà dilatata.
Diario del 16 maggio
Non riusciamo proprio a far diminuire l'età media del negozio. Di giovani ne entrano sempre di più, ma sono compensati da una schiera di vegliardi ultrasettantenni, che mantengono la media sui cinquanta, e questi sono molto più caratteristici, e rompi, dei loro teorici nipoti.
Sto prezzando dei dischi, quando alle mie spalle sento uno squillante, "Buongiorno, eccomi qua". Eccola qua infatti una stravagante vecchietta con tanto di cagnolino in braccio, nonostante il suo esordio non è una mia conoscenza. "E' nuovo il cd di Katherine Jenkins in vetrina?", "Sì", "Che cosa fa?". Continuano le stranezze, sembrava conoscesse bene la cantante, invece non sa nemmeno cosa faccia. Metto su spotify il disco e lei, "E sì Katherine ha una grande voce", ma allora la conosce, "Di dov'è?", no, non la conosce. "Cercavo qualcosa da comprare" e con la sua voce sussiegosa e da gran dama continua "L'ultima volta ho preso il cd di Mario Biondi, sì che a me piace il jazz, ma questo non mi è piaciuto, fa proprio schifo". Con questo si è guadagnata il mio apprezzamento e la scuso anche se esce senza comprare niente.
(continua domani)
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