Rock

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Image Una perla di delicatezza ed emozione folk‐rock. Sono i The Tellers, duo di ventenni provenienti dal Belgio che potrebbero essere collocati da qualche parte tra i Libertines e i Violent Femmes. Col loro specialissimo mix di semplice bellezza, i The Tellers si sono fatti conoscere al grande pubblico grazie al loro primo singolo “Second Category”, colonna sonora di uno spot televisivo andato in onda in tutta l’Europa.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 26/10 al prezzo di € 16,90.

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ImageCome anticipato da tutti i media nelle scorse settimane, il nuovo album dei Radiohead è disponibile solo attraverso il download digitale: dal sito www.inrainbows.com da mercoledì 10 ottobre è infatti possibile scaricare gli mp3 delle tracce al prezzo di un'offerta libera. Espletata l'operazione vi viene immediatamente inviato via mail un link per ottenere il nuovo disco dei cinque di Oxford: la cartella (zip) contiene dieci titoli che, ad un primo ascolto, segnano il superamento della sperimentazione degli ultimi album in favore di un rock capace però di sintetizzare nella forma canzone, tutte le esperienze precedenti. “15 step” è un brano velocissimo con il contrappunto geniale della tastiera di Jonny Greenwood alla voce di Thom Yorke; “Bodysnatchers” è pura energia, mentre “Nude” è una ballata metafisica, seguita da “Weird Fishes/Arpeggi”, quest'ultima scritta per la colonna sonora di un film del 2006 - Un oscuro scrutare – il cui titolo riassume perfettamente le atmosfere di “In rainbows”.
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Image Lo straordinario progetto di Dave Longstreth “Dirty Projectors” è autore del disco che più di tutti gli altri ha colto di sorpresa gli Stati Uniti: è ora pronto per sbarcare in Europa “Rise Above”, un flusso di coscienza nel quale l'autore ripercorre "a memoria" il disco "Damaged" dei Black Flag. Un disco dove folk, psichedelia, lo-fi, reggae e rock "puro" si alternano alla guida di un'esperienza di ascolto senza paragoni.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 18/10 al prezzo di € 18,50.

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Image “Alles Wieder Offen” (“Tutto ancora aperto”) è il titolo esemplificativo del nuovo album degli Einstürzende Neubauten, la band tedesca guidata da Blixa Bargeld e attiva da più di 27 anni. Un disco che rimette nuovamente tutto in discussione e che ridà voce all’impellenza creativa della band. Dopo aver lottato gli uni contro gli altri per decenni gli strumenti degli E.N. sembrano voler esplorare con il loro suono unico, affiatamenti più convenzionali. Il risultato è decisamente superlativo e rende “Alles Wieder Offen” uno dei più bei dischi di sempre della band. Molto importante è sottolineare come questo disco sia stato realizzato senza il coinvolgimento di nessuna etichetta discografica. Le registrazioni del disco sono state finanziate tramite il sito degli E.N. dai supporter del gruppo che hanno orientato le registrazione dell’album e
che riceveranno una edizione speciale del disco.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 19/10 al prezzo di € 19,90.

 

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ImageQuando alla fine degli anni ’70 i Dire Straits fecero capolino sul mercato discografico, la rabbiosa, minimale carica del punk stava letteralmente spazzando via (a torto o a ragione) tutto quel che rimaneva della pur viva, ma acciaccata, disillusa e a volte compromessa scena del rock classico. Physical Graffiti aveva di fatto concluso la carriera dei Led Zeppelin, la Band di Robbie Robertson si andava sciogliendo, la positiva energia dei Beatles sembrava (si fa per dire) da tempo dimenticata, Neil Young continuava a partorire splendidi (però crepuscolari) dischi pieni di feroce livore, irrimediabile, persa malinconia o lotta senza quartiere (Time Fades Away, On The Beach, Rust Never Sleeps, sulla scia dell’epocale dylaniano Blood On The Tracks), l’intera splendida generazione del canterbury rock e del jazz/rock inglese totalmente ignorata e costretta a vivere letteralmente di stenti, la new wave che da sola non poteva restituire fasti a una comunità musicale schiacciata dal conservatore pensiero dominante. Pochi esempi per sottolineare la fine di un epoca che precedeva l’ingresso nell’era del vuoto e plastificato pop degli anni ’80.

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ImageNessun titolo in copertina, peraltro un elegante e asciuttissimo rosa antico scelto evidentemente con cura maniacale. In casa Rune Grammofon devono essersi fatti un punto d’onore di superare in minimalismo e sottrazione i grafici dell’Ecm. L’8 è indicazione di cronologia per un percorso iniziato una decina d’anni fa, quando Helge Sten, un signore con l’hobby dei soundscapes elettronici e della produzione incontra i Veslefrekk, che all’epoca suonavano free jazz. Non, per intendersi, quello puntuto e parossistico che alberga da quattro decenni nel Nord Europa, ma tutt’altre regioni di libertà (più vicine al coevo post rock chiacagoano), evidentemente ben consolidate già allora a Oslo. Sta di fatto che il quartetto si fa un punto d’onore di improvvisare con l’elettronica in tempo reale, nulla concedendo al boom boom dance travestito che infesta tante esperienze del genere.

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