Jazz
A tre anni dal progetto con l’ensemble Prism, da cui viene confermato lo stratosferico batterista Eric Harland, Dave Holland ripropone una formazione in quartetto con Lionel Loueke, chitarrista francese originario del Benin e Chris Potter, da tempo sassofonista di fiducia del contrabbassista di Wolverhampton. Diciamo subito che se in un disco di jazz cercate avvincenti sorprese o inaspettate sterzate verso il futuro, la musica di questo quartetto non fa per voi. Troverete invece un gruppo tecnicamente di altissimo livello e molto affiatato, dal vivo capace di infiammare la platea come hanno confermato le recenti date italiane; e in grado di muoversi indifferentemente tra i ritmi caraibici di “Summer 15” (dove il soprano di Potter non fa rimpiangere il Rollins dei tempi migliori) e “Finding the light”, la falsa ballad sinuosa “Blue Sufi”, l’africaneggiante “Sleepless Night”, con una linea suonata all’unisono da sax e chitarra, e che dopo un breve intermezzo vocale sembra rievocare il free degli esordi di Holland, quello dei dischi con Surman e Mclaughlin. Album comunque interessante per tutti gli ascolti, contrassegnato dalla fluidità musicale di Potter e dallo stile chitarristico di Loueke, sorprendentemente poliedrico. (Danilo Di Termini)
Ci vuole una bella autoironia per definirsi “orchestra” ed essere poi in tre a giocarsi la musica, il numero che sarà pure perfetto, come si diceva un tempo dalle parti del Colosseo, ma resta tre, non trenta. Allora forse “orchestra” va inteso nel senso gustosamente retrò con cui si autodefinivano i gruppi ottant’anni fa, un po’ come i gruppi beat che negli anni Sessanta erano “i complessi”. L’Orchestra Cocò è un triangolo di talenti che non ha mai nascosto il proprio amore per energie sguinzagliate in salsa manouche, ovvero velocità radianti sulle corde acustiche tutte sussulti e tempi impossibili, il gusto per lo swing, una passionaccia per certe derive da crooner elegante, modello supremo Nat “King” Cole. Adesso si cimentano con un disco natalizio, come amano fare gli anglosassoni, e quanto potrebbe apparire noioso sulla carta per chi non ama né i generi prima citati né lo spirito natalizio è invece divertente e freschissimo: ad esempio quando si recupera la canzone dello spazzacamino di Mary Poppins, una vita fa. E poi, Natale è vicino… (Guido Festinese)
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