Rock

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ImageCome al solito ci vuole un po' per abituarsi alla voce particolare di Alasdair Roberts e al suo accento, ma, grazie a strumenti poco usuali, la chitarra barocca, il clavicembalo e la ghironda questo disco del cantautore scozzese ha connotati nuovi e originali. A tratti intercetta idee già proposte una trentina d'anni fa da gruppi come gli Steeleye Span o i Pentangle ( la lezione di Terry Cox è stata preziosa per il batterista Tom Crossley), ma per il resto vira verso un folk-rock asciutto, evocativo che tralascia il relativo facile ascolto dei precedenti dischi, richiedendo all'ascoltatore maggior attenzione ai suoni e alle parole. Tra i migliori esempi, senza dubbio, di continuità dentro la ricca tradizione del folk revival britannico senza compromessi verso 'modernismi' tecnologici. (Fausto Meirana)

 

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ImageDopo alcuni anni di silenzio esce l'atteso "Listen", il nuovo album in studio che Christy Moore registra insieme all'amico Declan Sinnott. Il cd nel complesso si trascina un po' e solo la corale “The Disappeared" di Wally Page e l'intensa "Gortatagort" di John Spillane scuotono il nostro animo di ascoltatori perplessi. Senonché, un motivo per acquistare, costi quel che costi, questo album c'é. Come spiegare: diciamo che ognuno di noi, nella vita, ha sempre desiderato riascoltare l'essenza sublime di qualche pezzo che ha segnato il nostro percorso di formazione. Ebbene, Christy Moore ci restituisce questa essenza sublime con "Shine On You Crazy Diamond" di Roger Waters e David Gilmour. Provare per credere, i recalcitranti si fidino. (Agostino Roncallo)

 

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ImageStephen MacBean, padre padrone di Pink Mountaintops, è un freak nel senso americano e anni ’70 del termine. Apparenza trasandata, aspirazioni musicali “cosmiche”, Stephen lavora per lo più in comunità, circondandosi per le sue molteplici avventure di collaboratori e amici in quantità. Entrambi cromatici e naturalisti, i suoi progetti più stabili sono Black Mountain e Pink Mountaintops. Il primo è un monolite di rock classico. Il secondo, e veniamo a noi, una creatura più libera e sfuggente. In questo (terzo) album la musa scostante di SMcB prende la forma di ballate country, ora virate gospel, ora sfigurate da distorsioni elettriche, ora mutate in assalti proto punk dal suono ‘60. Sembra un minestrone. Non lo è grazie al talento e alla visione del protagonista. Una benvenuta anomalia. (Marco Sideri)

 

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ImageL’esuberanza è uno stile di vita  e Conor Oberst è esuberante sia nell’egocentrismo (dai risultati peraltro magnifici) del periodo Bright Eyes sia nella democraticità che caratterizza questo lavoro accreditato  a lui e alla Mystic Valley Band e in cui  ben sei pezzi su sedici  sono affidati a penna e voce di tre compagni di gruppo (gli esiti vanno dal godibile all’anonimo-bar band e uno dei tre ha la voce da Topolino). Elogiato Oberst per il beau geste, è però chiaro che le cose importanti di Outer South arrivano quando si sentono la sua mano e la sua voce. Se la direzione è il country rock con rovelli interiori (e qualche dylanismo esteriore) impostata dal disco precedente e se la banda della valle mistica fornisce un bel suono compatto, i momenti più emozionanti sono quelli che ricordano la torrenzialità emotiva dei tempi Bright Eyes come la poetica To All The Lights In The Windows o l’isterico atto d’accusa a mezza America Roosevelt Rook. Ma è giusto anche avere voglia di cambiare. (Antonio Vivaldi)

 

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ImageDopo“Tea For The Tillerman” e in occasione del 50° Anniversario dell’Island Records viene ripubblicato “Teaser And The Firecat” di CAT STEVENS in versione Deluxe Edition supervisionata dall’artista stesso. L’album è stato rimasterizzato con l’aggiunta di un secondo CD con 10 brani inediti. Tra le rarità ci sono i demos di brani come “Morning Has Broken” e “How can I Tell You” e rare versioni dal vivo di “Moonshadow”, “Bitter Blue” e “Tuesday’s Dead”. Il booklet comprende l’artwork originale arricchito da foto inedite e annotazioni a cura di Cat Stevens, del chitarrista Alun Davies e del produttore dell’album Paul Samwell-Smith.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 29/05/09 al prezzo di 24,90 €

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Image“Solid Air” è considerato l’album più famoso di JOHN MARTYN; il cantautore scozzese lo incise nel 1972 e venne pubblicato nel febbraio dell’anno seguente. Il brano che intitola il disco è dedicato al compianto amico Nick Drake: tutte le canzoni sono immerse in un suono unico, sospeso tra atmosfere folk e jazz. La produzione è di John Wood e partecipano all’album Danny Thompson, Dave Pegg, Richard Thompson, Dave Mattacks e John “Rabbit” Bundrick. In occasione del 50° Anniversario dell’Island Records “Solid Air” viene ripubblicato in versione Deluxe Edition supervisionata da John Hillarby, coordinatore del John Martyn website. Lo stesso John Martyn, durante i suoi ultimi mesi di vita, ha collaborato con Hillarby nella scelta dei brani inediti mentre le note bio-discografiche sono curate da Daryl Easlea (Record Collector). L’album è stato rimasterizzato con l’aggiunta di un secondo CD con 16 brani inediti. Tra le rarità ci sono 12 out-takes inedite, rare versioni dal vivo di “May You Never”, “The Easy Blues” e “I’d Rather Be The Devil” e la Single Version di “ May You Never”.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 22/05/09 al prezzo di 24,90 €

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