Rock
C’è sempre un momento in cui i gregari decidono di passare in testa e avere la loro giornata di gloria: per il bassista Klaus Voormann, che George Harrison presentò al Concert for Bangladesh come “qualcuno che molta gente ha sentito, ma che non mai visto” (con i Manfred Mann, poi sideman di Beatles, Harry Nilsson, Donovan, Art Garfunkel, Randy Newman, Lou Reed, Carly Simon, nonché autore della cover di “Revolver”), il momento è scoccato al settantesimo compleanno. Riuniti un po’ d’amici intorno a una degna causa - la salvaguardia di una riserva indiana - il nostro ha scelto brani senza tempo (“Blue Suede Shoes”, “My Sweet Lord”, “Such a Night”) e si è divertito a duettare con gente come Don Preston, Yusuf Islam, Dr. John e Paul McCartney. Risultato prevedibile, ma eccezionalmente piacevole. (Danilo Di Termini)
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Se provassimo a mischiare Van Halen, Red Hot Chili Peppers e il virtuosismo di un chitarrista come Joe Satriani, che cosa verrebbe fuori? La risposta è nei Chickenfoot, il "supergruppo" formato da Sammy Hagar e Michael Anthony (voce e basso dei Van Halen), Chad Smith (batterista dei RHCP) e Joe Satriani, virtuoso chitarrista solista, famoso per i concerti G3 in compagnia dei vari Steve Vai, Eric Johnson ecc...
Il disco omonimo del gruppo è senz'altro uno dei più brillanti e migliori dell'anno nella scena rock. A dirla tutta è un ritorno all'hard 'n' heavy, con canzoni (come normale che fosse) di buona e di ottima qualità e dove sono fuse le sonorità dei quattro artisti: tutti i pezzi dell'album a partire dai due singoli, "Oh Yeah" e "Soap On A Rope", hanno una durata che si aggira attorno ai cinque minuti, cosa che permette di gustare al meglio le potenzialità dei quattro musicisti, dalla voce di Hagar, agli assoli di Joe, al suono potente di Chad alla batteria. Si ha anche un ritorno alle "power ballad" in stile anni '80 con la canzone "Learing To Fall", senz'altro una delle migliori, e una perfetta fusione nell'epica "Future In The Past" sia del funk rock dei RHCP, sia dell'hard chitarristico in stile Satriani. Gli altri pezzi sono molto buoni e più delle parole conta l'orecchio e quindi, buon ascolto! (Luca Cerbara)
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