Rock

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ImageQuinto lavoro solista per Grant-Lee Phillips, uno dei più grandi cantautori viventi ed ex leader di quella che è stato una delle migliori band degli anni ’90, i Grant Lee Buffalo. Registrato in soli quattro giorni in compagnia di Jamie Edwards alle tastiere, del produttore e bassista Paul Bryan, del batterista Jay Bellerose (recentemente al lavoro con Robert Plant) ed Alison Krauss) e del percussionista Sebastian Aymans, il nuovo “Little Moon” colpisce direttamente al cuore con una manciata di brani al solito ben scritti e perennemente in bilico tra Folk e Rock e Pop colto. Album da ascoltarsi con calma, ma un’infinità di volte.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 04/12/09 al prezzo di 14.90 €

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ImageDavid Grubbs ha appositamente scritto e suonato questo album , Hybrid Song Box.4, per la recente opera dell’ artista visuale Angela Bulloch, autrice di una serie di installazioni scultoree, che sono state esposte al Guggenheim di New York, nell'ambito della mostra Theanyspacewhatever. Questa colonna sonora strumentale è basata su un breve pezzo per chitarra elettrica, seguito da una sezione creata dal feedback di parte dell'ultima nota del pezzo iniziale. Questa struttura viene ripetuta tre volte, e ad ogni iterazione il suono della chitarra diventa progressivamente più consumato e degradato. Ambient ipnotico e ripetitivo molto vicino al disco Act Five, Scene One sempre di David Grubbs. Edizione limitata di 1000 copie.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 11/12/09 al prezzo di 17.90 €

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ImageComincia con un riff di chitarra memore di All Along the Watchtower (versione Hendrix, ovviamente) il nuovo disco degli inglesi Cribs, che con Ignore The Ignorant arrivano al loro quarto LP. Non nuovi a collaborazioni prestigiose (Alex Kapranos e Lee Ranaldo tra gli altri), in questa prova sono rinforzati dalle chitarre di Johnny Marr. Il risultato complessivo è un solido disco di indie rock a metà tra Inghilterra e USA. Diversi brani, non solo il singolo Cheat On Me, restano subito impressi per il loro mix di cori e chitarre incendiare, un risultato raggiunto grazie a una registrazione quasi live. Se si può rimproverare qualcosa ai Cribs è forse l'assenza di un pizzico di personalità in più, ma come disco "di genere" Ignore The Ignorant funziona molto bene. (Marina Montesano)

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ImageI Choir Of Young Believers provengono dalla Danimarca e sono non una vera e propria band, bensì il progetto di Jannis Noya Makrigiannis, musicista del circuito indie che, dopo il fallimento della band precedente, si è ritirato nell'isola greca di Samos per comporre. Tornato a Copenhagen ha assemblato un ricco numero di musicisti: necessari, perché in molti momenti il disco è costruito su arrangiamenti orchestrali; per esempio nell'epica Next Summer, uno dei brani migliori del disco. Nonostante This Is For The White In Your Eyes sia a tratti un disco dai toni oscuri, non mancano sprazzi più marcatamente pop: Action/Reaction, con un po' di fantasia, potrebbe esser quasi dance. Originali e già dotati di una suono ben definito, i Choir Of Young Believers sono una piacevole sorpresa d'autunno. (Marina Montesano)

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ImageUn supergruppo che non delude è già una sorpresa: in questo caso la ragione del successo dell'esordio del trio formato da Josh Homme, John Paul Jones e Dave Grohl risiede forse nel fatto che, nonostante tutti e tre i musicisti siano creditati come compositori, la direzione musicale sembra essere univoca. Se si deve citare una band cui i Them Crooked Vultures somigliano, i Queens of the Stone Age sono infatti i primi a venire i mente; magari con un pizzico di Led Zeppelin in più e – fortunatamente – scarse tracce di Foo Fighters. Il suono possente e i riffs granitici non vanno a discapito della qualità dei brani, generalmente di buon livello, in certi casi eccellenti: Mind Eraser, No Chaser, Elephants e soprattutto Dead End Friends, che potrebbe essere la nuova No One Knows. Decisamente meglio degli ultimi QUOTSA, i Them Crooked Vultures riempiono un vuoto nel mercato attuale, proponendo hard rock con grande competenza tecnica e un cervello. (Marina Montesano)

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ImageDopo tre dischi relativamente oscuri, con Cheat The Gallows i Bigelf sono probabilmente destinati a emergere, almeno stando alle recensioni entusiaste che ne hanno accompagnato l'uscita. Il background della band è quello prog-metal statunitense, ma con quest'ultima prova la band mira più in alto: siamo di fronte a un omaggio a quasi tutte le principali tendenze del rock anni '70; dall'hard (Sabbath, Zeppelin, Queens) al prog (Pink Floyd soprattutto) al glam (T. Rex), suonato con tastiere d'epoca, fiati e arrangiamenti orchestrali. Inutile dire che il risultato è (volutamente) sopra le righe, a tratti sorprendente, a tratti irritante. Money, It's Pure Evil e The Evils Of Rock & Roll, però, sono proprio irresistibili. (Marina Montesano)

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