comunistiLa precedente puntata del Mondo visto da Disco Club ha creato qualche perplessità sulla vericidità di quello che ho scritto. "Hai esagerato" mi hanno detto in parecchi, tra questi l'amico Lorenzo "Hai una bella fantasia a inventarti personaggi del genere"; "Non mi credi? Allora vieni a passare una giornata con me, l'ho scritto che in "Una giornata tipica" avevo concentrato episodi di diversi giorni, ma vedrai che anche normalmente non è molto diverso".

Ci diamo appuntamento per il sabato successivo (quello della, per fortuna, mancata alluvione). Arriviamo in negozio alle 8,40. Fuori mi aspettano Roberto (l'aiutante non retribuito), Giuse (il mio dottore) e Pazzi (un cliente rivierasco). Roberto avrebbe dovuto essere già a lavorare (in un negozio vicino) e quindi gli dico "Cosa fai ancora quì?", "Entro un'ora dopo", "Come mai? C'era religione?" (battutona), "No, religione non la faccio, fino a quando non insegnano tutte le religioni". Non l'avesse mai detto; Pazzi mi si avvicina, mentre apro la porta, spazientito e dice "Sono appena arrivato a Genova e mi tocca subito un COMUNISTA" (scritto maiuscolo, perchè questo è stato il suo tono). Cerco di rabbonirlo "Non è comunista, ma soltanto agnostico", "E' la stessa cosa!" sbotta sempre più innervosito.

Entriamo in negozio, ma Pazzi non si avvicina alla cassa fino a quando non se ne sono andati gli altri due. A questo punto però viene bloccato dall'ingresso del vu cumprà "quotidiano", che cerca di vendergli fazzolettini e accendini: "Non mi servono e, se anche mi servissero, non te li comprerei. Lasciami in pace!", lo aggredisce e lo mette in fuga. A questo punto si rivolge a me: "In questa cavolo di città non si possono fare cento metri senza essere importunati da questi negri. Sì, ho detto NEGRI, sono stufo di questo buonismo, negri sono e negri restano!"

Per fortuna oggi non si intrattiene tanto, paga (per punizione prima gli aumento i prezzi dei cd e poi faccio finta di fargli lo sconto) e se ne va.

 

carmen consoli"Cosa ne dici Lorenzo? Bell'inizio, vero?", "Sì, ma non credo che sarà così tutto il giorno". Infatti ll resto della mattinata scorre tranquillamente, sì insomma fino a mezzogiorno, sì perchè a questo punto entra un signore di mezza età, non un cliente abituale, anzi direi proprio una new entry. Si aggira per il negozio, poi si ferma a consultare i libri. Dopo un bel po' di letture, quando già sono pronto a fargli presente che è l'ora di chiudere, si avvicina con in mano un libro su Carmen Consoli: "Avete i cd della Consoli in spagnolo?", "No"(sintetico), "Sul libro c'è scritto che esistono", "Non ne dubito, ma io ho solo quelli in italiano" (mi trattengo), "Me li faccia vedere". Lo conduco all'espositore e lì lo lascio, incominciando ad armeggiare con il lucchetto per fargli capire che è l'ora di chiudere. In realtà sono stato pessimista, sceglie un cd e ritorna alla cassa per pagare disco e libro. Ed ecco la sorpresa, se ne esce con questa affermazione: "Certo che queste cantanti sono proprio delle puttanelle". Rimango un po' stranito (cosa mai ci sarà scritto in quel libro?), ma non ha finito: "Si capisce come mai la categoria dei cantanti è la più colpita dall'aids; mi chiedo come fanno a stare tranquilli i mariti e le mogli di questi personaggi". Gli porgo il resto (a proposito il libro, che costava 12,00 €, era in quelli da me messi in offerta a metà prezzo, ma, per solidarietà con Carmen, mi è sembrato giusto lasciarglielo a prezzo intero, anche perchè era l'ultima copia e così non saprò mai cosa cavolo c'era scritto). Lorenzo incomincia a credermi un po' di più, spegniamo di corsa le luci e andiamo a mangiare.

lauziAnche il pomeriggio inizia con un rivierasco che non vedevo da anni. "Come va?", la solita domanda (non so come mai, ma tutti, mentre me la pongono, mi guardano come se fossi un malato grave) e la solita risposta da parte mia, "Si tira avanti". Dopo avermi relazionato sulla situazione dei negozi di dischi del levante (questo è in crisi, quest'altro ha chiuso e quello non arriva a fine anno), mi chiede: "Puoi aiutarmi? Sto cercando un disco che avevo in lp e non trovo in cd, quello di Bruno Lauzi in genovese". "Non ce l'ho e non credo che esista", è la mia risposta che lo sorprende; ribatte "Non capisco, io ho un cd in genovese di De Andrè, s'intitola Creuza de ma, non so se lo conosci (mi guardo intorno per vedere se sta parlando con qualcun'altro), e non ho avuto difficoltà a trovarlo; non ti sembra strano?", "Eh, beh, sì è strano che il disco in genovese di De Andrè si trovi e quello di Lauzi no". Non avverte l'ronia, anzi incalza: "Almeno quello dei Trilli ce l'hai?". Esco dal banco e lo spingo scherzosamente (ma non troppo) verso l'uscita. Rientrando dopo la "defenestrazione" colgo lo sguardo divertito di Lo, che mi dice: "Da dove è uscito questo? Mi mancava". Più che uscito è rientrato, infatti eccolo di nuovo dentro: "Scusa, almeno il cd dei One Direction ce l'hai?". La spinta che lo accompagna fuori questa volta è più decisa e lo distoglie da un terzo tentativo. Certo quest'ultima richiesta mi fa pensare che in tarda età o è diventato pedofilo o è completamente rimba.

rockstarUna telefonata mi distoglie dal pensiero e dalla preoccupazione (possibile che la soglia dei settanta sia quella del rimbabitismo, perchè in questo caso mi mancano più solo quattro anni e mezzo): "Disco Cluuub", è un ragazzo: "Scusi, noi siamo un gruppo genovese, abbiamo fatto un cd; vorremmo sapere se è possibile per voi venderlo in negozio", "Sì, se è in regola con la Siae", "Certo, e le condizioni?", "In che senso?", "Sì, la cifra", "Beh, quello che volete voi più l'iva del 21%, più il ricarico del 30%", "Ah - sembra sorpreso – devo parlarne con gli altri". Forse gli sembra una richiesta eccessiva per il gruppo del futuro, come evidentemente si considera, infatti continua così: "Ad ogni modo ho pensato all'inizio di portarvene 50". "50!?!? No, guarda, facciamo così, all'inizio me ne porti 3, intanto dopo che li avete rifilati direttamente voi a parenti e amici, penso che basteranno". Lorenzo mi chiede "Chi era?", "Un novello Paul McCartney, probabilmente ho perso la chance di lanciare i nuovi Beatles genovesi", dicendo questo mi avvicino ad una signora che sta ravanando tra i cd italiani: "Posso aiutarla?", "Sto cercando i dischi di Battisti, "Mi sono rimasti questi", li guarda e poi "Non sono quelli che cercavo, queste canzoni non le conosco", guardo il primo cd e vedo che comprende Emozioni, Pensieri e parole, Mi ritorni in mente, 29 settembre etc. "Veramente sono le prime che ha fatto e tra le più famose", li riguarda e cambia idea "Quanto costa questo?", "Dodici euro", "Non ho contanti, posso pagare col bancomat?", "Certo". Batto lo scontrino fiscale, mi da la carta, la striscio, esce la ricevuta del pos, sì una solo però, perchè sopra c'è scritto "Transazione non eseguita-manca fondi". Si riprende il bancomat e se ne va farfugliando qualche scusa, lasciandomi con lo scontrino in mano; lo "regalo" a Lorenzo che incomincia ad essere un po' sorpreso dalla fauna discoclubiana.

Ecco il telefono, metto il viva voce per far sentire la conversazione a Lo. "Discocluuub", "Posso parlare col titolare?", "E' una ditta individuale, ci sono solo io", "Allora è lei il titolare?", mi sembra un po' scemo "Commesso, titolare, fattorino e quant'altro", "Ah, bene. Noi siamo una ditta specializzata nel rendere più visibili le discoteche genovesi...", lo stoppo "Non sono una discoteca, sono un negozio di dischi", "...vorremmo prendere un appuntamento con lei per aumentare la visibilità del suo club", ribadisco "SONO UN NEGOZIO", "Ah, e la parola club? Ma è lo stesso, possiamo prendere l'appuntamento?", questo è proprio scemo "Senta, il mio negozio è visibile da 47 anni per chiunque passi da via S.Vincenzo. Buonasera".

red winebisCome vi ho detto questo era il secondo sabato di allerta: il precedente allerta 1 e l'incasso pomeridiano dimezzato, questa volta allerta 2 e un pomeriggio da ferragosto. Alle 18,30, visto che i clienti sono spariti, dico a Lorenzo che potremmo anche andarcene prima, mi blocca il telefono: "Discocluuub", "Scusi vorrei alcune informazioni", "Dica", "Prima: avete voi i biglietti per il concerto dei Red Wine?", "Sì", "Seconda: ce ne sono ancora?", "Sì", "Terza: quanto costano?", "21 euro", "Quarta: a che ora incomincia lo spettacolo?", (incomincio ad innervosirmi) "Alle 21", "Quinta: a che ora finisce?", (ma vaff...ma chi è questa?) "Quando i musicisti si sono stufati di suonare", "Va bene, quanto prima la richiamo per dirle quanti biglietti mi deve tenere", (?!?!?) "Scusi signora, si è dimenticata la sesta; le anticipo la risposta: sì, i biglietti glieli porto a casa io, magari questa sera stessa, intanto non è venuta l'alluvione".

Poso, chiudo, saluto Lorenzo che mi dice "Ma qualcuno normale entra (o telefona) in negozio?". "Guarda l'ho già detto altre volte, molti vengono quì perchè, vedendo e sentendo gli altri, si sentono normali. Insomma Disco Club serve ad aumentare l'autostima (parola molto in uso nel calcio, di cui ci appropriamo) dei clienti, anzi penso che chiederò la laurea ad honorem in psicologia. Ciao, corro a prendere il 49".

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