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Il Teatro I a Milano è un teatro molto piccolo, ci stanno settanta persone sedute e poche altre nei due stretti corridoi laterali. Ha un palco molto semplice, sul quale non è possibile montare molte luci nè grandi scenografie. Eppure venerdì 27 settembre è stato 'teatro' (nel senso più completo del termine) di un avvenimento davvero raro: un gruppo di artisti, scrittori, musicisti, performer, si sono messi in gioco per provare a rileggere uno dei dischi più belli degli anni '90, “Song For Drella”, l'album con cui Lou Reed e John Cale misero da parte, per un periodo strettamente limitato, i loro dissapori per rendere omaggio ad Andy Wharol. La-cover-dellalbum-Songs-for-Drella-480x478L'idea del tributo è dello scrittore Aldo Nove e dell'attrice Federica Fracassi; la rielaborazione musicale per pianoforte e viola di Carlo Boccadoro che ha anche accompagnato, insieme a Piercarlo Sacco, Alessio Bertallot, i Camillas, Cosmo, Milena Costanzo, Gianluca De Col, Federica Fracassi, Luca Gemma, Giuseppe Genna, Cristiano Godano, Andrea Labanca, Aldo Nove, Marco Philopat, Valentina Picello, Sarah Stride. Il disco è stato reinterpretato brano per brano, con risultati a volte davvero esaltanti. Tutti hanno partecipato gratuitamente, per la voglia di fare una cosa, una sera d'autunno a Milano, per dare un segnale e dimostrare che a volte per fare cultura con la c minuscola basta avere un'idea, crederci e portarla avanti. Lo spettacolo, vista la grande richiesta, è stato replicato alle 23.30, ma anche così in tutto lo avranno visto duecento persone al massimo. Poche. Ecco che qui dovrebbe entrare in scena il pubblico, non nel senso degli spettatori, ma nel senso dello Stato (se ovviamente ne avessimo uno) che scopre una cosa bella e decide di farla vedere ai suoi cittadini. Ad esempio finanziando le repliche  ricompensando le persone coinvolte per il loro lavoro o organizzando una tourné (si può anche portare in giro la scatola vuota e riempirla con artisti locali diversi in ogni città. Ma probabilmente questo non accadrà e ci si dovrà accontentare del racconto di chi c'era e consolarsi con l'ascolto del disco originale. 

... Il problema con i classicisti, è che quando guardano un albero, non vedono altro, e disegnano un albero... (Trouble with Classicists)

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