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"Sinapsi" è rimasto nella mia libreria – sezione 'da leggere' – per quasi un anno; e a onor del vero non l'avevo nemmeno comprato, mi era stato regalato insieme ad altri tre o quattro titoli dalla mia amica Titta, che, suo malgrado, fa l'ufficio stampa, di libri e altre belle cose. Poi per una serie di casi della vita che sarebbe tedioso raccontare, io e l'autore, Matteo Galiazzo, ci siamo (ri)conosciuti; ma il libro è rimasto lì perché nel frattempo con formidabile spirito di dedizione il succitato Galiazzo mi ha prestato due libri di Marco Drago, da tempo fuori catalogo: "Domenica sera" e "Zolle" (in quest'ultimo appare anche un folle collezionista di dischi, uno che starebbe perfettamente a suo agio nella galleria che popola "Il mondo visto da Disco Club"). mix166Sempre lui mi ha poi fatto comprare un altro bel titolo, l'ebook di Dario Voltolini, "Forme d'onda"; e le sue "Sinapsi" continuavano a restare indietro. Infine il momento è arrivato e mi sono addentrato tra i ventidue racconti che formano l'Opera Postuma di un autore ancora in vita, sottotitolo che esplicita, come meglio non si potrebbe, lo stato delle cose: Galiazzo dopo tre libri pubblicati da Einaudi ha smesso di scrivere e questi di "Sinapsi" sono titoli originariamente usciti su riviste, quotidiani, antologie o del tutto inediti, ma antecedenti al ritiro (per chi proprio non ce la facesse l'intervista che chiude il libro spiega impeccabilmente i motivi). Addentrandomi nella lettura, dapprima titubante, poi sempre più partecipe, grazie a titoli come "Possa la gloria dell'imperatore ascendere così come ascende la tonalità" (dove in dieci righe viene chiarito il decadimento della fruizione musicale) o "Minimal house" (in cui la protagonista ripercorre in una lettera al suo ex tutte le sue precedenti storie d'amore, abbinando ad ognuna una canzone, da "Jenny è pazza" a "Panic", da "I Love You Porgy" ad "Anidride Solforosa", ma nella versione live di Francesco De Gregori e Angela Baraldi), mi sono ritrovato con la voglia di condividere questo libro con chi mi conosce. Ma senza presunzioni recensorie, sia ben chiaro, solo per dare un senso alle "Sinapsi" del titolo, il cui etimo greco va ricercato proprio nella connessione, la congiunzione tra cellule nervose e organi periferici (qualunque cosa voglia dire). Insomma mi piace l'idea che la letteratura (e la musica) serva anche a questo, a connettere persone "ad aprire l'universo così da rendere il mondo stesso un po' più ampio di quanto non fosse prima" (questo è Salman Rushdie, il suo ultimo libro "Joseph Anton" è un capolavoro, e c'è tanta musica anche lì). A proposito, tra qualche giorni vedo Marco Drago, gli devo consegnare delle dispense di glottologia che Matteo mi ha lasciato da Disco Club; lui è un grande fan di Zappa, ho letto due libri e siamo 'amici' di Facebook, ma non ci siamo mai incontrati. Sinapsi, al lavoro.

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