Artisti italiani
Tanto tempo, otto anni, stessa stagione, l’autunno. Nel 2011 usciva Magot, limpido esordio di una leggerezza esemplare, ma non disimpegnata. Adesso invece Roberta Barabino ci consegna l’adeguato seguito, Il Tempo degli Animali, una decina di canzoni piuttosto intime più un remix di Chi Sei, canzone che quindi apre e chiude l’album in una sorta di ciclo. Disco della maturità, forse un pelo più meditato e oscuro del precedente, è prodotto dalla stessa cantautrice, ancora una volta con l’aiuto importante di Raffaele Rebaudengo. Il Tempo Degli Animali sfodera un ventaglio di ottimi musicisti tra i quali alcuni Gnu, come lo stesso Rebaudengo e Stefano Cabrera, Lorenzo Capello e molti altri, a testimonianza della cura dedicata al progetto. Aspettiamo dunque con piacere la prossima presentazione del disco presso Disco Club, l’otto dicembre, occasione imperdibile per ascoltare (ed acquistare) questo piccolo gioiello. (Fausto Meirana)
Ricostruire tutte le diramazioni e avvicendamenti d’organico che hanno ruotato attorno al nome Indaco è impresa possibile, ma piuttosto inutile: si rischia di stilare un catalogo generale di quasi tutti i musicisti che, a partire dagli inizi degli anni ’90, ormai così lontani, avevano intuito che il passo decisivo per il futuro della musica sarebbe stato mettere in conto un bel po’ di suoni dal mondo. Che nelle note italiane erano transitati già a metà degli anni ’70, ma si erano eclissati con la scomparsa della prima onda di musicisti progressive. Sta di fatto che due nomi presenti nel primissimo nucleo da ricordare sono quelli di Mario Pio Mancini, specialista di chitarre, bouzouki, mandole, oud, e Rodolfo Maltese, il valoroso chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso. Maltese se n’è andato a suonare sule nuvole, assieme a Francesco Di Giacomo del Banco, e a lui va il bel ricordo di Mancini, che ora fa uscire a nome Indaco Project un nuovo capitolo anche a Maltese dedicato. Accanto allo specialista di plettri ora c’è la voce bella e imperiosa di Valeria Villeggia, anche notevole arpista, e il contrabbasso di Bruno Zoia. Sette amici danno una mano con archi, ance, fiati e percussioni: tra loro anche il grande Nando Citarella. Otto brani con il profumo speziato e salmastro del Mediterraneo, con un gioco musicale di rimbalzi da sponda a sponda che non ha perso nulla del suo fascino originario. E la ripresa della maestosa Soneanima che un tempo cantò il grande Andrea Parodi è ben più che un omaggio. (Guido Festinese)
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