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Rock Recensioni DAVID BOWIE - The Next Day
 

DAVID BOWIE - The Next Day DAVID BOWIE - The Next Day Hot

DAVID BOWIE - The Next Day

Dettagli

Titolo
The Next Day
Anno
Casa discografica

Oramai tutti sappiamo che la scelta di pubblicare il suo primo singolo da dieci anni a questa parte è stata la miglior mossa di marketing che Bowie potesse attuare in questi tempi di grandi attese ed ancor più grandi decisioni. C'è poi chi, come me, all'ascolto del suddetto, prevedeva un album con caratteristiche di senilità, quindi atmosfere pacate, languidi suoni, insomma un lavoro che si adattasse all'età non più verde dell'ex Duca Bianco. E invece no, Bowie trova ancora la forza di spiazzare persino i suoi aficionados più incalliti con un album dalle molteplici direzioni, dove l'artista cannibalizza se stesso e restituisce tutte le suggestioni che hanno contraddistinto la sua carriera musicale. Questo elemento potrà essere preso come una mancanza di direzione precisa, almeno ai primi ascolti, ma attenzione perché ogni brano può invece essere interpretato come la sintesi dei molti generi che DB ha attraversato nel suo lunghissimo excursus : si parte infatti con il brano che da il titolo all'album e non può non venire in mente Repetition (da Lodger) , si prosegue con Dirty Boys ed è ancora Berlino dietro l'angolo, forse è quello che sono diventati i Sons of the silent age. The Stars (Are Out Tonight) riprende un po' le fila sfilacciate di Reality ma resta un buon singolo per quest'epoca.

Love is Lost è programmatica sin dal titolo, i suoni contemplano il dramma della perdita, molto anni'70. Di Where are we Now tanto si è già detto, personalmente son felice che non tutto l'album sia così. Valentine's Day è la gioventù perduta di Bowie, siamo dalle parti doo wop , mentre If You Can See Me rimanda alle sperimentazioni convulse di Earthling. I'd Rather Be High è ancora un Bowie prima maniera, Boss Of me riprende in maniera calda il periodo plastic soul. Si omaggia l' Iggy di Lust for Life con Dancing Out in Space e ci si rifà addirittura al periodo pre Hunky Dory con How Does The Grass Grow. (You will set) The World On fire è molto, forse troppo, americana ma ci si salva con You feel so lonely you could die, quasi un omaggio alle ballate con Mick Ronson e con quel finale di batteria che rimanda direttamente a Five Years. Il disco ufficiale si conclude con Heat, sembra quasi di essere dalle parti di Scott Walker (non l'ultimo...) ma le bonus track comunque hanno un loro perché: So she è una svenevolezza con i fiocchi, Plan è lo strumentale che apre il video di The Stars e I'll Take you there un sostenuto appunto newyorkese.
E soprattutto è tornato il camaleontismo, solo che questa volta parliamo di voce... (Marcello Valeri)

opinioni autore

Voto medio dell'autore: 2 user(s)

Giudizio complessivo 
 
93  (2)

 
DAVID BOWIE - The Next Day 2013-04-12 18:19:06 Andrea Vincenti
Giudizio complessivo 
 
85
Andrea Vincenti Opinione inserita da Andrea Vincenti    12 Aprile, 2013
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DAVID BOWIE - The Next Day - 2013

Proviamo ad aggiungere qualche cosa alla bella recensione di Marcello Valeri.

Diversi anni fa Bowie aveva recitato in una pubblicità, per la Vittel, dove attraversando casa per uscire si imbatteva nei suoi alter ego. “The Next Day” può essere paragonato a questo spot o alla retrospettiva “David Bowie is” al Victoria and Albert Museum di Londra, dove sono in mostra tutte le “maschere” di Davie Jones. Infatti Bowie nel nuvo disco ripercorre la sua “vita” musicale, ogni canzone ha chiari riferimenti ad album o canzoni del suo passato.

Fra i 14 brani (17 nella versione Deluxe o Vinile) forse il più autentico, quello che meglio rispecchia l'attuale Bowie, è “'Where Are We Now?”. Il vecchio artista che guarda con malinconia il passato attraverso il ricordo di luoghi amati, ma ormai lontani.

Il secondo singolo “The Stars (Are Out Tonight)” è supportato da un bel video/cortometraggio diretto da Floria Sigismondi ricco di riferimenti ed in particolare all'ambiguità sessuale dell'artista. Basta notare il gioco di ruoli della coppia di giovani rock star, dove la modella Saskia De Brauw interpreta, forse, un giovane Bowie ed il modello Andrej Pejic la sua compagna, ma nel corso del video si va a scoprire la vera identità dei due. Interessante anche la scelta di Tilda Swinton nelle vesti della moglie di David.

Tirando le somme “The Next Day” è un buon disco non eccezionale, ma capace di far risorgere il camaleonte Bowie.

Andrea V.

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DAVID BOWIE - The Next Day 2013-03-19 20:24:54 Marina Montesano
Giudizio complessivo 
 
100
Marina Montesano Opinione inserita da Marina Montesano    19 Marzo, 2013
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E allora perché gli dai 8/100?

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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 3

Giudizio complessivo 
 
81  (3)
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Giudizio complessivo*
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DAVID BOWIE - The Next Day 2013-03-31 12:29:56 Andrea Ansevini
Giudizio complessivo 
 
85
Andrea Ansevini Opinione inserita da Andrea Ansevini    31 Marzo, 2013
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Quante balle..

da un signore quai 70enne (brividi.. lo ascoltavo quando avevo 15 anni) con alle spalle una carriera impressionante e sempre avanti con i tempi, la celebrazione di next Day è scontata. Disco di qualità discreta come Bowie non ne pubblicava da tempo.

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DAVID BOWIE - The Next Day 2013-03-18 13:36:10 Franco Zaio
Giudizio complessivo 
 
80
Opinione inserita da Franco Zaio    18 Marzo, 2013
Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 2013

Invecchiando il vino buono è meglio

Grazie al mio EX amico Valeri che ha saputo eviscerare le ragioni e le origini delle canzoni del nuovo (vabbè) disco di Bowie. Io, che di Bowie ho un apprezzamento superficiale e ignorante, mi limito a commentare che questo è un signor disco, e che nessun pischello 20-30enne ha o trova una ispirazione e una classe neanche avvicinabile. Terza età rules ok.

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DAVID BOWIE - The Next Day 2013-03-17 21:19:08 Elena Colombo
Giudizio complessivo 
 
78
Elena Colombo Opinione inserita da Elena Colombo    17 Marzo, 2013
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Un artista super partes

David Bowie torna sulle scene dopo dieci anni di silenzio e lo fa con The Next Day, un lavoro multiforme quanto la carriera dell’eterno dandy inglese che, come una fenice, rinasce dalle sue ceneri affrontando senza paura i discorsi del passato. Già la copertina del disco è una dichiarazione d’intenti che si rifà all’estetica di Heroes, annullando però gli stilemi preconfezionati dello star system. I richiami alla “Trilogia berlinese” sono palesi anche nel testo del primo singolo Where are you now?, mentre altri brani tracciano una linea di continuità con le sonorità anni degli anni Settanta di Aladdin Sane, sconfinando nei territori della space opera sperimentale e della dance anni Ottanta. Il pubblico dei fan troverà quindi il “classico Bowie” (qualsiasi sia il valore di questa categoria applicata ad un artista tanto eclettico) , mentre chi cerca un approccio più innovativo non sarà deluso: dalle alle morbidezze che si riallacciano agli ultimi lavori del Duca Bianco si passa alle melodie meno scontate, più dichiaratamente rock, fino a Dirty Boys che, strizzando l’occhio agli standard sghembi di blues à la Tom Waits , non s figurerebbe nella scaletta dei Morphine più ispirati (grazie al sax di Steve Elson). Anche i temi trattati sono talmente vari da far pensare a un approccio corale alla realtà, ma paradossalmente questa varietà di toni e di stili non lascia tracce nell’insieme perché ciascun brano mette in risalto le capacità tecniche di supporter dall’altissimo livello. Tra i musicisti che partecipano alle registrazioni, spiccano nomi di primissimo piano: dai collaboratori storici del cantante (come il produttore e strumentista Tony Visconti) al basso del grandissimo Tony Levin ma, a prescindere dalla forte eco suscitata dal video-film promozionale di The Stars are Out Tonight (firmato daTilda Swinton) , l’ascolto dell’intero disco scorre liscio, senza picchi memorabili. Questo ventisettesimo lavoro in studio è un prodotto maturo e riflessivo, divertito e malinconico, poliedrico e introspettivo, ma resta la sensazione che David sfiori ormai una condizione super partes, che lo trasforma in una vera e propria icona culturale, con un posto consolidato nel pantheon delle leggende.

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