viv-danPoco lontano da dove abito, il signor Alba gestisce amorevolmente un pezzo di 'terra di nessuno' da lui trasformato in giardino. Ne ricava un po' di frutta e verdura, ma c'è da pensare che lo faccia soprattutto per passione. Essendo un po' rialzato rispetto al piano stradale, il terreno-giardino è ben visibile e al tempo stesso dà l'idea di essere inaccessibile, per quanto il signor Alba sia tutt'altro che maldisposto verso i visitatori. Qualcosa di simile accade all'interno di Disco Club, che ospita una sezione jazz amorevolmente curata da Danilo Di Termini, autorevole collaboratore di questo sito. Il jazz si trova nella parte posteriore del negozio, quella che rimane sempre vuota, visto che la clientela tende a stazionare, anche con effetti da autobus all'ora di punta, nei tre metri quadrati intorno al banco di vendita. Vi sono ovviamente eccezioni: chi voglia conversare con un po' di riservatezza, sa di poterla trovare usando come piano d'appoggio gli scaffali con i cd di Miles Davis e Sonny Rollins. Per le stesse ragioni il settore è molto apprezzato dal medico curante di Giancarlo Balduzzi e di svariati suoi clienti per consigli e consulti volanti. Ultimissimi per numero sono i clienti davvero interessati al jazz: entrano furtivi, scelgono il cd o il vinile da acquistare, passano alla cassa ed escono con un rapido saluto in stile negozio XXX. Eppure Danilo, con indefessa passione e a dispetto di impegni familiari e lavorativi (vive a Milano), aggiorna, risistema, riordina...
Danilo, perché lo fai?
Credo di farlo, anzi sono sicuro, lo faccio per me; niente mi rilassa come sistemare un cd di Freddie Hubbard o l'ultimo arrivo di Michel Portal; lo so che non serve a niente, ma è un modo per credere di combattere l'entropia del mondo. Un po' come quei tizi che manifestano contro la guerra in silenzio ogni mercoledì da più di 500 settimane in piazza De Ferrari.
Il tuo amore per il jazz è vivo ora come qualche anno fa?
Sì, direi di sì, a volte lo trascuro un po' per inseguire il rock e non sentirmi fuori luogo in negozio o con i più giovani. Ma poi quando rimetto Coltrane... Visto dall'esterno il jazz pare imbalsamato quasi quanto la lirica. Persino il folk si rinnova di più...
Discorso complesso, forse è finito, forse bisogna smettere di pensare alla musica in senso verticale, a un cambiamento continuo o peggio a un progresso. Il concetto di rete ci dice che tutto è disponibile, basta scoprirlo e ascoltarlo. Forse Armstrong (Louis) è più avanti di Bon Iver.
Si cucca di più tenendo in sottofondo jazz, rock o canzone d'autore? (non è menzionata l'opzione ambient/lounge per evitarti l'espulsione immediata dal sito e dal negozio)
Dinah Washington, Aretha, Ray Charles non hanno rivali. Però dopo, se c'è un dopo, Nick Drake fa sempre la sua figura.
Ti si attribuisce la creazione, anni orsono, dell'avance: "Vuoi venire a vedere la mia collezione di vinili jazz?" Vero o falso?
Vero. Ma io lo dicevo seriamente, erano loro a fraintendere.
Tua figlia vuole appendere in camera un poster di un personaggio famoso. Stabilito che è troppo grande ormai [ha tre anni e mezzo, nda] per Justin Bieber, chi ti turberebbe di più veder troneggiare sul muro: Michael Bublé o Zlatan Ibrahimovic?
Ibrahimovic, almeno quell'altro Van Morrison lo ha sentito.
Subisci un trauma e comincia a piacerti Mario Biondi; non lui ma, cosa ancor più incredibile, la sua musica. Tua moglie rientra a casa all'improvviso e ti trova ad ascoltare un disco del Biondi medesimo. Cosa le dici: "Guarda che Mario ha avuto una svolta stilistica", "Giancarlo me l'ha dato per recensirlo" oppure "Prima o poi te l'avrei confessato; non riuscivo più a fingere"?
La prima non è un evento che si può verificare, alla seconda non ci crederebbe, non resterebbe che la terza; ma come può essere successo?
Dalla fantascienza alla realtà: un disco che ti piace e non dovrebbe piacerti....
Un live dei Pet Shop Boys, li ho sempre sottovalutati, ho preso in giro Fabio De Luca a cui sono sempre piaciuti e mi sono ritrovato a scaricarli nell'iPod.
Ho un ricordo commovente dei periodo in cui hai lavorato nel settore 'usato' di Disco Club. Stavo per comprare Greetings From L.A. di Tim Buckley e mi hai detto "Su questo non ti faccio sconti perché chi lo vende ha problemi economici seri". Altri episodi divertenti o commoventi di quel periodo?
Se Giancarlo non ci legge, mi piace ricordare qualche disco regalato qua e là, a Fritz - 45 giri punk che non avrebbe mai comprato nessuno. Spero - a un aspirante fornaio dell'entroterra che si avvicinava al jazz e non aveva i soldi per ascoltarlo. E poi un 16 agosto in cui io avevo disperatamente chiesto di rimanere chiuso e il leader unico aveva detto che bisognava aprire: non entrò nessuno fino alle 4 del pomeriggio, quando improvvisamente uno dei soliti squilibrati spese più di 400.000 lire in 45 giri, anche senza copertina. Come al solito aveva ragione Lui.
Nella sua rubrica per questo sito, il tuo amico Jedediah Leland scrive sempre cose condivisibili. Ma non sta diventando un po' troppo moralista e trombone?
Sì, è vero, ma lui è convinto che il moralismo sia una qualità e non un difetto. Quanto al trombone, bè dovete capirlo, è un uomo solo, sta ancora cercando la batteria, il contrabbasso, eccetera...

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