Stampa
PDF
Indice
PINK FLOYD - The Piper At The Gates of Dawn (EMI 1967)
Pagina 2
Tutte le pagine
Image"Interstellar Overdrive" è il secondo strumentale accreditato ai quattro componenti, ed è un collaudato cavallo di battaglia, spesso tirato in concerto ben oltre il quarto d'ora: contrariamente ad "Astronomy Domine", l'astronave è ora sotto pieno controllo, pilotata con perizia per 9'43": dopo il decollo, con l'esposizione del tema, una magmatica parte centrale con larghi squarci di improvvisazione cosmica, ed il ritorno, con la ripresa del tema iniziale: prima appena accennata, poi ribadita con convinzione.

Spenti i retrorazzi, un ritmo metronomico introduce "The Gnome", esile racconto morbido e sognante sulla serena vita di Grimble Gromble e della sua grande avventura vittoriosa. Non ci è dato di sapere di più sull'avventura; il riferimento al "Signore Degli Anelli", proposto da alcuni, è troppo vago e fragile per essere convincente. Il brano è strutturato come "Flaming", egualmente descrittivo di fantasie, ma depurato dell'inquietudine iniziale, ed è una epitome della psichedelia inglese caramellata (quella dei "Tangerine trees and marmalade skies", per intenderci).

"Chapter 24" ha chiari riferimenti allo "I Ching", il "Libro Dei Cambiamenti": il capitolo 24 è quello del grande ritorno, del cerchio del tempo che si chiude, e le indicazioni piazzate da Barrett sono evidenti.
Il ciclo si compie in sei stadi, il settimo comporta il ritorno all'inizio del tempo; l'era settima sarà l'era della luce rinnovata, e si formerà incrementando di uno l'era dell'oscurità, la sesta; in un solstizio d'inverno un cataclisma azzererà l'era quinta, ma nulla si distruggerà definitivamente: questa sarà la base di una nuova rinascita.
L'importanza del contenuto fa passare in secondo piano l'aspetto squisitamente musicale del brano, che si svolge lento e solenne, come si conviene ad una lettura sacra che parla dell'eternità. L'assenza di pirotecnie spaziali o di acidità stralunate ha portato a considerare questa traccia come irrilevante, ma ingiustamente, perchè questo è un vertice della scrittura di Barrett, e dimostra uno spessore creativo capace di andare ben al di là dei fiabeschi mondi incantati e delle storie minime di gnomi.

"Scarecrow" è un'altra storia minima descrittiva, con uno spunto geniale: si cerca di entrare nei pensieri di uno spaventapasseri piantato in un campo d'orzo, rassegnato al suo destino immobile ed inutile (i topi che gli corrono intorno sicuramente non si curano di lui ...). Un ticchettio in 3/4, quasi a scandire il tempo che passa immutabile, e la musica che segue, discreta, la linea melodica del canto.

"Bike" chiude il disco in maniera splendida: divertissement sconclusionato, ai confini del non-sense ("ho una bici, col cestino e il campanello, se potessi te la darei, ma l'ho presa a prestito ... / ho un mantello stracciato, è rosso e nero ... / conosco un topolino senza casa, si chiama Gerald, sta invecchiando ma è un buon topo ... / ho un gruppo di uomini di zenzero ..."), ed una strofa finale folgorante: "Conosco uno spazio pieno di melodie, la maggior parte sono ad orologeria ... andiamo nell'altra stanza e facciamole funzionare"; segue un minuto e mezzo di superba rumoristica, chiusa da uno spettacolare coro di anatre meccaniche, ad ulteriore riprova della grande capacità di maneggio degli effetti sonori che sarà un marchio di fabbrica di tutta la produzione successiva.

Come ben noto, Barrett sarà presto estromesso (o si estrometterà), lasciando tracce flebili, sporadiche di genio in due dischi solo (già il titolo del primo, "Il Cappellaio Matto Ride", è tutto un programma), e confinato nella coda di "Jugband Blues" in "Saucerful Of Secrets". Ma i Pink Floyd del secondo LP saranno già altra cosa: perse per strada le filastrocche, accentuate le parti strumentali, volgeranno le spalle alla psichedelia orientando la prua, con decisione, verso il Suono Assoluto, verso l'infinito. Lasciandosi alle spalle il Capolavoro di Syd, l'amico perduto nei viaggi all'interno della sua mente. (Luciano Senes)

Curiosità ulteriori:

- l'edizione destinata al mercato statunitense, intitolata semplicemente "Pink Floyd", stravolgeva la sequenza brani, omettendo "Astronomy Domine", "Flaming", "Bike", sfumando "Interstellar Overdrive" ed inserendo, a cappello, il singolo "See Emily Play". Un vero massacro ...
- l'edizione del 40° anniversario riunisce le versioni britanniche originali mono e stereo, con sequenza brani identica ma missaggi sensibilmente diversi: confrontate "Pow R Toc H" per credere ...
- l'edizione speciale del 40° anniversario contiene un imperdibile terzo CD con i singoli del 1967 ("Arnold Layne"/"Candy And A Currant Bun", "See Emily Play" ed "Apples And Oranges"/"Paintbox"; "Scarecrow", lato B di "See Emily Play", è stato omesso perchè gia incluso nei dischi mono e stereo; in più, una alternate take di "Interstellar Overdrive", uscita solo su un EP francese, ed una versione stereo di "Apples And Oranges".
{mos_sb_discuss:11}


Image Gallery

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
Powered by JReviews


Login