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A leggere e rileggere le puntate di "Il mondo visto da Disco Club" - una tra le rubriche più seguite e interessanti tra quelle ospitate da questo sito – è sempre più evidente il desiderio di classificazione dei vari 'tipi' che appaiono più o meno regolarmente in un negozio di dischi; contemporaneamente non si può far a meno di constatare una pre-esistenza dei suddetti 'tipi', da non mettere in rapporto con la frequentazione di un negozio, per quanto particolare sia oramai Disco Club, quanto piuttosto con la fruizione stessa della musica. discoclub75Ci dà conforto in questa lettura un volumetto contenente la raccolta di dodici lezioni di Theodor W. Adorno dal titolo "Introduzione alla sociologia della musica" pubblicato nel 1962. Nell'introduzione Adorno propone sei tipi di ascolto musicale. Il primo è "L'esperto", colui che appartiene in genere alla cerchia dei musicisti professionisti con una solida preparazione tecnica tale da intendere pienamente la logica costruttiva di una composizione. Segue "Il buon ascoltatore", in grado di percepire istintivamente la logica della musica, consapevole delle sue implicazioni tecniche e strutturali; come dice Adorno "capisce la musica all'incirca come uno capisce la propria lingua anche se sa poco o niente della grammatica e della sintassi". Il terzo è "Il consumatore di cultura": sa tutto, è informato su ogni particolare biografico ed aneddotico dei compositori. Gran collezionista di dischi e programmi, emette giudizi sugli interpreti. Le sue caratteristiche, dice Adorno, sono sostanzialmente il conformismo e il convenzionalismo. Non ama le novità. Al quarto posto c'è "L'ascoltatore emotivo" cui non interessa ciò che sta attorno alla musica. Abolisce ogni filtro culturale esplicito lasciando prevalere l'aspetto passionale. Al quinto posto troviamo "L'ascoltatore risentito o astioso". Cultore rigoroso e settario, ascolta solo un certo tipo di musica Bach o Coltrane o l'avanguardia) e disprezza tutto il resto. Sesto e ultimo "L'ascoltatore per passatempo", il tipo sul quale prospera l'industria culturale, contraddistinto da un ascolto passivo e massificato. Provate ad applicare queste categorie ai personaggi che transitano in negozio, ripresi nella rubrica di cui sopra, e il gioco è fatto; ma soprattutto, guardatevi allo specchio e confessate: che ascoltatore siete?

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