Artisti italiani
Nell'affollato, contraddittorio, comunque vitale sottobosco del folk revival e progressivo italiano, una realtà che assomiglia al profilo di una costa frastagliata e continuamente cangiante, un posto d'onore è giusto che sia rivendicato ai sanniti Sancto Ianne. Perché ci sono gruppi che fanno la differenza, pur muovendosi in ambiti anche molto frequentati. I Sancto Ianne impastano assieme canzone d'autore, nobili ricordi folk, perizia vocale e strumentale, gusto per il timbro e il gesto sonoro spiazzante: sia una citazione da Iacopone da Todi infilata in mezzo a una canzone, il chiamare Silvio Orlando a dare voce e fiato a un brano, il costruire uno strumentale come Judeca, dedicato alla comunità ebraica di Benevento, che sembra avere il profumo dei secoli, e invece è stata appena scritta. E poi ci sono le voci, palpitanti come furono quelle della gloriosa Nuova Compagnia di Canto Popolare: è stato già detto, ma lo ribadiamo. Loro ne sono legittimi eredi. (Guido Festinese)
"Quando le persone credono ai confini, finiscono per farne parte", diceva quel gran personaggio che era Don Cherry. Lorenzo Esposito (voce magnifica sulle tracce di Demetrio Stratos, chitarra, elettronica) e Lorenzo Feliciati (bassi ed elettronica), ideatori del progetto Berserk! per l'avventurosa etichetta inglese RareNoise - fondata da italiani - non credono ad alcun confine di genere. Assieme a gente come il gelido, magnifico chitarrista nordico Eivin Aarset, Pat Mastellotto, un Gianluca Petrella sempre più musicista mutante e non puro jazzista confezionano un disco sublime, che ha la densità claustrofobica di certe avventure art rock continentali ( King Crimson, Magma), il coraggio dell'avantjazz spericolato, le derive psicheliche di un tempo che fu, e perfino certa attonita, dilatata fissità del trip hop. Ascoltati di recente al Gezmataz Festival, hanno aggredito (e convinto) il pubblico con il loro velluto oscuro avvolto attorno ad un nucleo di metallo. (Guido Festinese)
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