Rock

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ImageQuesta storia del “ritornare alle radici” che ci viene propinata ogni volta che un gruppo dalla carriera oramai ventennale torna alla ribalta con un nuovo album è perlomeno sospetta. Quasi un’ammissione di nostalgia e debolezza di fronte al tempo che passa, restituisce l’immagine di un fuoco mezzo spento. Come un mettere le mani avanti; ed è un peccato: gli U2 nel loro quattordicesimo disco si difendono egregiamente, azzeccando in più d’un passaggio soluzioni coinvolgenti e arrangiamenti asciutti.
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ImageQuando si dice avere tutte le fortune: Neko Case è bella, intelligente e gode della stima della stampa musicale e di colleghi importanti come Nick Cave (che l’ha voluta due anni fa per aprire i propri concerti). Aspetto a parte, cosa trovino tutti di così affascinante in lei resta in gran parte misterioso. I tre album di studio fin qui incisi si mantengono in un dignitoso ambito alt-country tendente al meditativo, ma senza particolari guizzi melodici.
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ImageDischi come “Trouble” arrivano con cadenza quasi regolare ad allietare orecchie e cuori: sono dischi semplici, quasi disperati nella loro normalità (ballate, chitarre, violini, canzoni d’amore), baciati da melodie ed ispirazione fuori dal comune. In mezzo a tutti i segnali di novità dietro cui si smarrisce l’ascoltatore nella selva delle uscite discografiche, la canzone “solita” perde spesso un pochino del suo fascino: troppo banale, fatta troppo bene e definitivamente codificata da voci passate.
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ImageIan Matthews (attualmente Iain, in ossequio alle origine celtiche del nome), è un personaggio poliedrico. Nei tardi anni sessanta ha contribuito alla nascita dei Fairport Convention, uno dei gruppi fondamentali del folk inglese, successivamente ha subito il fascino dei grandi cantautori americani e ha fisicamente varcato l'oceano in cerca di una rigenerazione artistica. Il suo ultimo album, “Zumbach's Coat”, è libermente ispirato all'opera di Ram Das, un mistico indiano di etnia sikh.
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ImageArriva dalla penna di un ventiduenne americano questa ennesima ipotesi di contaminazione per la canzone d’autore. Micah, accompagnato dal suo personale “Gospel Of Progress”, mette in fila tredici canzoni che, da melodie chiare e solide, sviluppano arrangiamenti originali e complessi donando al risultato una personalità ed un fascino assai marcato. Distorsioni che spuntano a disturbare ballate acustiche; strumenti d’ogni tipo (organo, mellotron, fiati, voci, percussioni) che dipingono intorno alla voce panorami insieme moderni e antichi, soluzioni impreviste che rendono l’ascolto interessante oltre che gradevole.
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ImageNon esiste fine alla metamorfosi creativa di Lydia Lunch, personaggio chiave della New York di fine anni ’70 invasa dal punk dove fermentano le prime cellule del movimento  “no wave” .Inizia come vocalist e chitarrista dei Teenage Jesus and The Jerks, in seguito collabora con artisti del calibro di Nick Cave e pubblica dischi solisti, libri, film, video, foto, poesie e altro.

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