Rock

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ImageLa (falsa?) timida Laura è approdata lo scorso anno a una grande etichetta con un album non facile eppure molto apprezzato, “Carbon Glacier”. “Year of Meteors” dimostra che la ragazza del Colorado (ora residente a Seattle) non  riposa sugli allori e prova a liberarsi dal cliché di cantautrice intensa e complicata a metà fra le introversioni spartane di Nina Nastasia e e le ansie chic di Suzanne Vega. I primi due pezzi fanno ben sperare: “Fire Snakes” è sinuosa e avvolgente come il titolo suggerisce, “Galaxies” è pop intenso e comunicativo degno del migliore Ben Folds.
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ImageIl nuovo disco di Laura Cantrell, giovane cantautrice americana di una certa esperienza, è un disco silenzioso. Non perché manchi di corpo, arrangiamenti o melodia; tutto il contrario. Semplicemente, è facile non accorgersi nemmeno della sua uscita, in tempi trafficati e frenetici come i nostri.
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ImageMick Harvey, fondatore e chitarrista prima dei Birthday Party poi dei Bad Seeds di Nick Cave, nonchè acclamato arrangiatore, polistrumentista, produttore ed autore di colonne sonore cinematografiche, pubblica per la Mute il suo quinto album solista, "One Man's Treasure". Una raccolta di classiche canzoni tradizionali country australiane, alcune già riprese, ad esempio, da Lee Hazelwood o da Tim Buckley.
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ImageMary Lorson batte i sentieri scoscesi della musica “indipendente” americana oramai da quasi un decennio (sia in proprio che come membro di gruppi). La sua è un’avventura che non sempre ha goduto delle luci della ribalta, non sempre dell’attenzione e del favore di critica e pubblico.
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ImageNel 1995 “Jagged Little Pill” aveva le carte in regola per strappare un ”finalmente una artista!”. Perché Alanis Morissette fu capace di conquistare classifiche e critica con un look dimesso, una chitarra e una voce poco aggraziata, ma capace di arrabbiarsi in “You Oughta Know” e di accarezzare in “Perfect”.
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ImageEra dai tempi di “Clandestino” di Manu Chao che non si ascoltava un disco capace di altrettanta linearità sonora, di altrettanta serenità comunicativa. Proprio Manu Chao, che aveva sin qui fallito il tentativo di replicare quel primo lavoro da solista, sembra aver ritrovato l’ispirazione vincente in veste di produttore, strumentista e occasionale compositore aggiunto per questo disco dei coniugi maliani Amadou & Mariam.

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