Radio Disco Club 65

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno a tutti e bentornati ad una nuova puntata di 'Blue Morning', viaggio della speranza nel magico mondo della musica nera e dei suoi mille protagonisti. A portarvi per mano in questa perigliosa avventura sono sempre io, Dario Gaggero.

Partiamo subito con un super classico del mio armonicista preferito, Sonny Boy Williamson! 'Help Me' (1963), raccolta nel LP 'More Real Folk Blues' (folk???)

L'abbiamo citata spesso su queste pagine (di solito come metro di paragone per l'eccellenza vocale femminile in ambito soul e non solo) ma non avevamo ancora avuto modo di sentirla: eccovi Aretha Franklin in una rara sortita oltreoceano (siamo al Festival di Montreux nel 1971) in un' interpretazione mozzafiato della celebre 'Dr.Feelgood':

Floyd 'Mr.Magnificent' Dixon è stato un tassello importante in quel puzzle che è la zona di confine tra rhythm & blues e rock & roll, sfornando una serie di classici per diverse etichette (Aladdin, Specialty...)
Questa è la sua celeberrima 'Hey Bartender' (mille le cover, dai Blues Brothers in giù):

Howard 'Louie Bluie' Armstrong è stato un violinista e polistrumentista del Tennessee cha ha inciso negli anni '30 con i suoi 'Tennessee Chocolate Drops'.
Grazie a un documentario sulla sua vita e sul suo percorso musicale è stato riscoperto negli anni '80 e ha ricominciato ad esibirsi e a incidere parte del suo monumentale repertorio che - con buona pace di chi ha una visione monolitica del blues - includeva rag, polke e canti della tradizione italiana e messicana.

Oggi sentiamo una sua versione di 'Sittin' on top of the world', già incisa dai Mississippi Sheiks negli anni '30 e in seguito parte del repertorio - ad esempio - di Howlin' Wolf.

Spesso citato un po' a caso come influenza su Elvis Presley (che del resto incise ben tre brani tratti dal suo repertorio) Arthur 'Big Boy' Crudup ha composto e interpretato pezzi talmente interessanti e caratteristici che meriterebbe di essere ascoltato senza dover ricorrere a paragoni forzati.
Un esempio? Ecco la sua versione di 'Rock Me Mama':

Storico membro della Muddy Waters Band, Otis Spann è stato per molti il più grande pianista di Chicago Blues di tutti i tempi.
La sua carriera solista, sempre di ottimo livello, è stata purtroppo stroncata da un brutto male nel 1970, quando Otis aveva solo 40 anni.
Ho selezionato per voi l'iper-distorta 'Must have been the Devil', con un ospite d'eccezione (B.B. King) alla chitarra.

Come avrete già intuito negli ultimi tempi ho maturato una passione per il blues acustico in tutte le sue forme.
Sarà quest'atmosfera da film apocalittico che pervade le nostre giornate....
In questo momento ho voglia di sentire Eric Bibb (già ospite di queste pagine con la sua rivisitazione di 'I heard the angels singing') e la sua sognante 'Panama Hat'.

 

Già titolari di alcuni favolosi successi targati Motown (basti pensare alla celebre 'My Girl') i Temptations si reinventarono completamente alla fine degli anni '60 realizzando un curioso ma efficace ibrido tra soul e rock (come del resto fecero i contemporanei Sly & the Family Stone e Funkadelic).

Eccovi la torrenziale 'Papa Was a Rolling Stone':

Per lo spazio dedicato al blues italiano oggi parliamo dei napoletani Blue Stuff, come promesso nella puntata precedente.
Pionieri non solo del blues in italia (si formano nel 1982) ma anche del blues cantato in dialetto, incisero un celebre LP insieme a Edoardo Bennato (celato sotto lo pseudonimo di Joe Sarnataro).
Questa 'Mo' chi pava?' è tratta dall'album 'L'acqua è poca' del 1994:

 

 David 'Honeyboy' Edwards è stato uno degli ultimi 'grandi vecchi' del Delta Blues a lasciare questa valle di lacrime.
Contemporaneo e amico di Robert Johnson (e presente la notte della sua misteriosa morte) registrò solo sporadicamente sino alla sua 'riscoperta' negli anni '70.
Visto che abbiamo parlato di Robert Johnson eccovi la sua versione di 'Crossroads':

Siete pronti? E' tornato il momento di ballare!
Oggi lo facciamo con il bizzarro rock and roll italo-americano di di Jimmy Cavallo & his House Rockers - vai col Big Beat!

Chiudiamo la nostra puntata di oggi con uno strumentale di Sonny 'The King of Slydeco' Landreth - virtuoso della slide nativo della Louisiana che nonostante una discografia parecchio nutrita continua ad essere noto ai più per le sue collaborazioni con rockstar più o meno famose.

Alla prossima

Dario.

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a una nuova puntata di Heavy Metal Parking Lot!
Scaldate i motori e lucidate le borchie perché partiamo con un classico: 'Symptom of the Universe' dei Black Sabbath, dall'album 'Sabotage' (1975)

Come al solito aspetto le vostre richieste, non fate i timidi!
Continuiamo con un brano che mi ha fatto scoprire GianPier Guspe, 'Solid as a rock' dei francesi Shakin' Street (con Ross the Boss alla chitarra!)

Prima richiesta della serata: 'Chop Suey!' dei System of a Down per Tiziana:

Recentemente si è parlato molto dei Greta Van Fleet: ispirato omaggio al rock degli anni '70 (vabbè, ai Led Zeppelin...) o semplice plagio?
Il fenomeno, comunque, non è affatto nuovo...

Tornano a trovarci gli Anthrax, affezionati ospiti di questa rubrica: stavolta con 'Metal Thrashing Mad' dall'album di debutto (l'unico con lo screamer Neil Turbin alla voce).

Michele Massari ci ha scritto richiedendo 'Forward Momentum' dei Dark Tranquillity.
Lo accontentiamo subito:

I Trapeze erano un trio composto da un futuro Deep Purple, un futuro Whitesnake e un futuro Judas Priest. Non male, eh?
Questa è la title track del loro classico 'Medusa' del 1970:

E' arrivato il momento di uno dei video più assurdi dell'epoca d'oro del glam metal (che già di per se è un bel record).
Dedicato a David Zanet e Massimo KISS, questa è 'Boyz Are Gonna Rock' della Vinnie Vincent Invasion:

Nuovo giro, nuova richiesta: stavolta Stefano Espinoza ci chiede 'Stonewall' degli Annihilator. Come negargliela?

Ora un bel videoclip preistorico: nientemeno che 'Jailbreak' degli AC/DC, con il compianto Bon Scott alla voce.

Passiamo a qualcosa di decisamente più pesante: dal bellissimo 'Individual Thought Patterns' (1993) dei Death abbiamo 'The Philosopher'

Sotto con le richieste!
Giuliano Tizza ci chiede 'Round and Round' dei Ratt.
Eccola:

 Dall'album che ha segnato il ritorno di Halford al metal (dopo le fasi interlocutorie con Fight e 2wo) eccovi la programmatica 'Resurrection', dal vivo al 'Rock in Rio' festival:

Dedicata ad Albe Flamingo, che sta cercando di farci concorrenza partecipando ad una puntata speciale di Radiobottini: 'In League with Satan' dei Venom!

Seconda richiesta per Tiziana: stavolta trattasi di 'Youth Gone Wild' degli Skid Row!

 Non avevamo ancora postato nulla dei Rush: rimediamo subito con 'Tom Sawyer', tratta da 'Moving Pictures' (1981)

Ci scrive nuovamente Michele Massari: stavolta vuole 'Rock you to Hell' dei Grim Reaper!

Dal classico 'Live...in the Raw' proseguiamo con 'The Manimal' degli W.A.S.P.

&

Stiamo arrivando pian piano all'ora di chiusura: per farvi dormire sonni tranquilli vi metto una rassicurante 'Welcome Home' di King Diamond...

Abbiamo finito anche stasera: per il solito pezzo lampo ci vengono in soccorso i D.R.I. con la loro 'Couch Slouch', dedicata ovviamente a 'Spike' Polotti.

Ci vediamo sabato sera!

Dario.

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Deminio di Antonio Vivaldi

Da Antonio Vivaldi e Radio Discoclub65 un buon mercoledì pomeriggio a tutti i meta-ascoltatori della punta numero 16 de "La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio".
Oggi è una puntata, come vedremo, ladresca. Al solito si parlerà di uscite recenti o prossime includendo anche una ristampa e si concluderà con il pezzo asincrono. Per onorare il tema della giornata, un occasionale cambiamento di sigla.


BONNY LIGHT HORSEMAN – BONNY LIGHT HORSEMAN
Come detto sarà questa una puntata di furti. Furti nei settori di competenza degli esimi colleghi che curano le altre rubriche di Radio Discoclub65. Cominciamo a introdurci nel folk, settore di competenza di Fausto Meirana, per parlare dell'album di esordio dei Bonny Light Horseman, trio acustico capitanato da Anaïs Mitchell che s'incarica di rivisitare antiche ballate in chiave fascinosamente indie-moderna.

LAURA MARLING – ONLY THE STRONG
Il furto è adesso ai danni di Ida Tiberio e del suo programma dedicato alla musica al femminile. La bionda cantautrice inglese pubblica un disco dalle intenzioni ben chiare sin dal titolo: Song For Our Daughter. Come immaginabile i toni sono delicati e i suoni essenziali con un'idea molto bella di non-finito elegante.

THUNDERCAT – DRAGONBALL DURAG
Terzo furto e terza vittima: il programma preso di mira è Free Fall di Danilo Di Termini, dedicato alla musica nera nelle sue molte declinazioni. E' da poco uscito It Is What It Is, nuovo album del genietto polistrumentale Thundercat. In realtà questa Dragonball Durag, più che ai suoni black, sembra ispirarsi a certa elegante musica bianca anni '70 tipo Steely Dan.

OZZY OSBOURNE – UNDER THE GRAVEYARD
Per derubare il polivalente Dario Gaggero scelgo invece il settore heavy con un nome iperclassico del settore, Ozzy Osbourne. Il suo recente Ordinary Man è stato salutato con recensioni quasi tutte positive e suona come un riassunto di vita e carriera del dissipato frontman dei Black Sabbath. Lo dimostra questa canzone dal video assai autobiografico (nonostante i nomi cambiati).

THE THIRD MIND – THE DOLPHINS
Il quarto furto di giornata è anche il più ardito, visto che va a scardinare i forzieri di Coverlandia, rubrica curata dal Caro Leader Giancarlo Balduzzi. Mi faccio perdonare – o forse peggioro la situazione? - asportando un gioiello tratto dal suo disco preferito di questi tempi, The Third Mind, inciso dall'omonimo indie- supergruppo capitanato da Dave Alvin. Il pezzo lo abbiamo già programmato qualche tempo fa, ma merita il riascolto, ed è una cover della suadente The Dolphins di Fred Neil.

 SLADE – FAR FAR AWAY
Non so se ho colto lo spirito de "L'ora dell'ignoranza" dell'ultimo derubato di giornata, Diego Curcio, ma mi pare che gli Slade possano andare bene. Questa è Far Far Away degli Slade - gruppo da me molto amato - ed il pezzo fuori sincrono della giornata.

THE EVERLY BROTHERS – MAMA TRIED
Per il settore ristampe non derubiamo nessuno, visto che abbiamo esaurito le possibili vittime. Down In The Bottom: The Country Rock Sessions 1966-1968 illustra il periodo in cui gli Everly Brothers furono fra i primi a esplorare il suono, per l'epoca nuovo, detto country-rock. L'antologia contiene tre album, il terzo dei quali è Roots, dal suono cristallino e dalle voci, al solito, commoventi. Mama Tried è uno dei pezzi più noti di Merle Haggard, un ricordo dei suoi giorni di Bad Boy.

 

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