Radio Disco Club 65

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Quando ho iniziato ad ascoltare punk la prima cosa cosa che mi sono messo a fare è stata quella di andarmi a comprare tutti i dischi "fondamentali" di questa sottocultura. Quasi sempre si trattava di album usciti nel 1977 - l'anno d'oro del punk - e comunque erano quasi tutti esordi. Dopo il primo album, si diceva, le band perdeva la carica propulsiva e smarrivano, pubblicando dischi mediocri e decisamente meno punk. Per un po' ci ho creduto, anche perché prima dovevo esaurire i fondamentali (anche se quelli non si esauriscono mai). Poi però ho iniziato a interessarmi ai "secondi album" usciti del 78, 79 o nell'80. Qualcuno anche più avanti e ho scoperto un mondo pazzesco. Certo, magari erano dischi meno "punk" e quindi meno urgenti e duri, ma c'erano anche parecchi gioielli. Molte band ammorbidivano il suono, virando verso un punk più melodico, ma di piccoli capolavori, tra i "secondi deschi del punk" ce ne sono a bizzeffe,. Ecco, l'Ora dell'ignoranza di oggi si occupa proprio di questo, limitandosi al punk inglese. I primi sono i Boys, che dopo il fulminante esordio omonimo del 77, nel 78 pubblicano l'ottimo "Alternative Chartbusters" da cui è tratta questa "Brickfiled nights".

Dopo "Another music in a different kitchen" del 1978, il loro album di esordio (che veniva dopo l'ep "Spiral scratch"), i pop-punkers Buzzcocks pubblicano, nello stesso anno, l'altrettanto gagliardo "Love bites", ancora più melodico ma sempre una delizia di irruenza, ingenuità e zucchero. Ho scelto per voi "Sixteen again"

L'esordio omonimo dei Chelsea di Gene October è fuori tempo massimo, 1979, ma è senza dubbio un disco stupendo, che va recuperato. Ancora più tardo è "Evacuate", il seguito targato 1982. Però anche qui non mancano canzoni interessanti. Il sound è meno ruvido e più cupo. "Cover up" è uno dei brani che preferisco.

I Clash, dopo il fiammeggiante esordio omonimo del 77, nel 1978 pubblicano "Give' em enough rope" prodotto da Sandy Pearlman ed è subito scandalo. "Senti che suoni?" dicono i fan. E in effetti l'album è decisamente meno punk di quello precedente. Ma secondo me è un altro capolavoro. Dieci pezzi stupendi, tra cui questa "Julie's been working for the drug squad.

Il secondo album dei Damned esce nel '77 come la pietra miliare "Damned Damned Damned". Si chiama "Music for pleasure" ed è spesso considerato un disco mediocre e soprattutto mal prodotto. Io personalmente non l'ho mai comprato, ma qualche giorno fa un amico mi ha quasi scomunicato per questa mancanza. Ascoltandolo, in effetti, non è niente male (anche se il terzo "Machine gun etiquette" per me resta di un altro livello ed è quasi bello come l'esordio). Comunque, riscopriamo questo disco controverso con "Problem child".

Uno dei miei dischi preferiti del primo punk è il primo album omonimo dei Generation X, super melodico ma anche sporco al punto giusto. La band non era molto amata dai "veri punk", perché Billy Idol e soci erano considerati più interessati al successo che all'essenza di questa sottocultura. Per me restano un gruppo fondamentale. Decisamente meno interessante dell'esordio è il secondo disco "Valley of the dolls" del 79. Ma parliamo sempre dei Generation X, belin. Quindi si gode sempre alla grande. Questa è la title track.

Gli Shma 69 sono la band simbolo dell'oi! britannico e dopo un disco roccioso come "Tell us the truth" (1978), qualche mese dopo (sempre lo stesso anno) se ne escono con "That's life" che contiene l'ottimo singolo "Hurry up Harry" (che ho deciso di selezionare qui sotto). Due album belli trugni e carichi di canzoni anthemiche e possenti. Il punk della strada più crudo e vero che ci sia.

 I Lurkers sono una band punk con venature pop, che dopo l'ottimo "Fulham Fallout" del 1978, l'anno successivo virano verso un power-pop con venature wave davvero niente male e sfornano l'interessante, ma assai poco considerato "God's lonely men". Già parliamo di un gruppo "minore" del primo punk inglese, se poi ci avventuriamo nel secondo album ci troviamo probabilmente nella nicchia della nicchia. Peccato. Questa è "Bad times".

La puntata dell'Ora dell'ignoranza termina con una band non propriamente punk o che comunque lo è stata per poco tempo: i Jam. Dopo "In the city" del 77 Paul Weller e soci si sono spostati verso un mod-sound molto compatto e di ottima fattura. Il loro secondo disco "This is the modern world sempre del 77, a dispetto del titolo, è l'anello di congiunzione fra queste due vite (punk e mod). La quasi title track ("The modern world") è un pezzo bellissimo. A martedì.

 

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Un buon Primo Maggio a tutti gli amici di Radio Spazio Libero65 con la diciannovesima puntata della Musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio. La formula resta quella consueta: cinque brani da dischi uscita recente o imminente (inclusa una ristampa) e, a chiudere, il pezzo fuori sincrono. Intanto la sigla che è, come sempre, All I Want di Joni Mitchell nella versione strumentale di Keith Jarrett.

EOB –SHANGRI-LA
EOB sono le iniziali di Ed O'Brien, chitarrista dei Radiohead che, all'età di 52 anni, arriva al primo, sofferto (parliamo pur sempre di uno che suona con Thom Yorke) album solista: Earth. Si tratta di un lavoro nato anni fa durante un soggiorno in Brasile e che fonde suoni fra l'etereo e l'organico e inevitabili ascendenze radioheadiane. Earth esce l'8 maggio in formato fisico.

LAURA MARLING – FOR YOU
Nell'appena citato disco di Ed O'Brien è presente un duetto con Laura Marling. Vale dunque la pena proporre una canzone tratta da Song For Our Daughter, il sommesso, suadente nuovo album di Laura. Questo è il brano di chiusura.

FAIRPORT CONVENTION – SHUFFLE AND GO
Trentesimo album in 52 anni di carriera per i Fairport Convention. I giorni gloriosi sono lontanissimi, ma l'entusiasmo e la voglia di suonare sono ancora forti, come dimostra l'incalzante title-track del disco.

RORY GALLAGHER – A MILLION MILES AWAY
Un primo maggio con il cielo grigio ed ecco che la scaletta finisce, quasi inconsapevolmente, verso luoghi dove il tempo imbronciato è quasi la norma. Dopo tre artisti inglesi, eccone dunque uno irlandese, Rory Gallagher. Check Shirt Wizard; Live In '77 propone brani tratti da una tournée inglese al solito tutta sudore, grinta e blues. Million Miles Away è una delle ballate on the road più intense del repertorio del musicista di Cork.

NICK CAVE – COSMIC DANCER
Qui mettiamo le mani avanti di qualche mese. Uscirà in settembre AngelHeaded Hipster, album tributo a Marc Bolan, leader dei T.Rex, padre del glam insieme a David Bowie e artista molto amato in Gran Bretagna (in Italia invece non ha mai conosciuto grande notorietà). Al disco partecipano personaggi importanti come U2, Joan Jett, Elton John, Marc Almond e Nick Cave, la cui versione di Cosmic Dancer è già disponibile come video. Coomovente il momento in cui si vede Hal Willner, produttore dell'album e scomparso l'8 aprile a causa del Coronavirus.

 T.REX – METAL GURU
Il pezzo fuori sincrono della giornata a questo punto è per forza di cose dedicato a Marc Bolan e a uno dei suoi pezzi più famosi, Metal Guru. Buon fine del Primo Maggio da Antonio Vivaldi e Radio Discoclub65.

That's Folk! di Fausto Meirana

Buon Primo Maggio da Fausto Meirana e That's Folk! Come richiede il calendario oggi a Radio Discoclub65 si parla di lavoro, in modi diversi; ci saranno canzoni che sottolineano aspetti epici, tragici o conflittuali di questa attività indispensabile ma controversa che è sempre stata il lavoro. Il cantastorie Enzo Del Re, l'uomo che sul palco suonava una sedia, sul tema ha una posizione assai chiara... Lavorare Con Lentezza (al concerto del primo maggio 2010).

Enzo Del Re è scomparso nel 2011, l'anno dopo l'esibizione sul palco di San Giovanni; Piero Ciampi, invece è scomparso ben quarant'anni fa, nel gennaio del 1980. In quegli anni di lotta, molto in controtendenza con i folksinger politicamente impegnati, Ciampi incise questo brano di lucida follia, tra rap ante litteram e teatro canzone. Si chiama Andare Camminare Lavorare ed è scandalosamente attuale, purtroppo...

That's Folk! si sposta ora nel tempo e nello spazio per approdare ad una celebre folksong americana, John Henry. Tra storia e leggenda la canzone racconta della sfida tra l'uomo e la macchina. Henry avrebbe sconfitto il mezzo meccanico, una "talpa per scavare" gallerie, pagando con la vita per lo sforzo fatto nella gara. Ascoltiamo, tra tante, la versione di Big Bill Broonzy.

Rimaniamo negli States con Lucinda Williams, la cantautrice americana (di cui esce in questi giorni il nuovo album) si cimenta in una versione di Factory, il brano di Bruce Springsteen che ricorda la dura vita degli operai in fabbrica "la fabbrica gli ha preso l'udito, ma gli ha dato la vita, è solo lavoro, lavoro, per una vita intera".

Quando il lavoro finisce. La Aragon Mill era uno stabilimento tessile della Georgia, che aveva mantenuto fiorente la vita del villaggio omonimo. Col progressivo decrescere delle attività già negli anni '70 (anche se la produzione si trascinò fino agli anni '90) la comunità entrò in sofferenza. Il cantautore e attivista Si Kahn scrisse la ballata Aragon Mill in omaggio alla storia del villaggio e della filanda. La sentiamo nella versione di Karen Matheson, già con il gruppo scozzese Capercaillie..

Il grande cantante soul Sam Cooke, nel suo repertorio derivante dal gospel, ha toccato anche il tema del lavoro, specialmente il duro lavoro degli afro-americani. Un po' edulcorata da un arrangiamento allegro e ballabile che cozza con il testo, ascoltiamo adesso Chain Gang, perché ascoltare Sam Cooke è sempre un piacere.

Ancora un salto brutale, dalla voce cristallina di Cooke a una delle più celebri canzoni d'autore italiane incentrate sul lavoro; Nina Ti Te Ricordi è una accorata lettera di un marito alla moglie scritta dal cantautore veneto Gualtiero Bertelli. Sacrifici per la casa, per formare una famiglia e poi, drammatico, l'avvento della disoccupazione.

La nebbia, la fabbrica, una bambina. Una canzone che più triste non si può, resa ancora più drammatica dalla voce rotta e vibrante di Enzo Jannacci (diffido da ascoltarne altre versioni, come quella di Mina). Il brano entrò anche nella colonna sonora del film Romanzo Popolare di Mario Monicelli, completando l'amaro ritratto di un periodo storico duro ma decisivo nella storia italiana.

That's Folk! termina qui, buon primo Maggio a tutti. Finiamo con un omaggio a Claudio Lolli. La sua Primo Maggio Di Festa (da Ho Visto Anche Degli Zingari Felici) ho preferito proporla in una versione dal vivo, ancora dal palco del primo Maggio, con l'incerto ma sempre intenso Lolli degli ultimi anni, col libro in mano per leggere i suoi testi. (continua conlbonus)

Ecco la bonus track. Palinsesto: oggi (forse) torna L'Ora Del Deficiente alle 15, poi Antonio E La Sua Musica, alle 16, quindi il Quarto D'Ora Ignorante di Diego alle 21. A presto da Fausto Meirana e Radio Discoclub65.

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