Radio Disco Club 65
| 01 Maggio 2020
L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio
Quando ho iniziato ad ascoltare punk la prima cosa cosa che mi sono messo a fare è stata quella di andarmi a comprare tutti i dischi "fondamentali" di questa sottocultura. Quasi sempre si trattava di album usciti nel 1977 - l'anno d'oro del punk - e comunque erano quasi tutti esordi. Dopo il primo album, si diceva, le band perdeva la carica propulsiva e smarrivano, pubblicando dischi mediocri e decisamente meno punk. Per un po' ci ho creduto, anche perché prima dovevo esaurire i fondamentali (anche se quelli non si esauriscono mai). Poi però ho iniziato a interessarmi ai "secondi album" usciti del 78, 79 o nell'80. Qualcuno anche più avanti e ho scoperto un mondo pazzesco. Certo, magari erano dischi meno "punk" e quindi meno urgenti e duri, ma c'erano anche parecchi gioielli. Molte band ammorbidivano il suono, virando verso un punk più melodico, ma di piccoli capolavori, tra i "secondi deschi del punk" ce ne sono a bizzeffe,. Ecco, l'Ora dell'ignoranza di oggi si occupa proprio di questo, limitandosi al punk inglese. I primi sono i Boys, che dopo il fulminante esordio omonimo del 77, nel 78 pubblicano l'ottimo "Alternative Chartbusters" da cui è tratta questa "Brickfiled nights".
Dopo "Another music in a different kitchen" del 1978, il loro album di esordio (che veniva dopo l'ep "Spiral scratch"), i pop-punkers Buzzcocks pubblicano, nello stesso anno, l'altrettanto gagliardo "Love bites", ancora più melodico ma sempre una delizia di irruenza, ingenuità e zucchero. Ho scelto per voi "Sixteen again"
L'esordio omonimo dei Chelsea di Gene October è fuori tempo massimo, 1979, ma è senza dubbio un disco stupendo, che va recuperato. Ancora più tardo è "Evacuate", il seguito targato 1982. Però anche qui non mancano canzoni interessanti. Il sound è meno ruvido e più cupo. "Cover up" è uno dei brani che preferisco.
I Clash, dopo il fiammeggiante esordio omonimo del 77, nel 1978 pubblicano "Give' em enough rope" prodotto da Sandy Pearlman ed è subito scandalo. "Senti che suoni?" dicono i fan. E in effetti l'album è decisamente meno punk di quello precedente. Ma secondo me è un altro capolavoro. Dieci pezzi stupendi, tra cui questa "Julie's been working for the drug squad.
Il secondo album dei Damned esce nel '77 come la pietra miliare "Damned Damned Damned". Si chiama "Music for pleasure" ed è spesso considerato un disco mediocre e soprattutto mal prodotto. Io personalmente non l'ho mai comprato, ma qualche giorno fa un amico mi ha quasi scomunicato per questa mancanza. Ascoltandolo, in effetti, non è niente male (anche se il terzo "Machine gun etiquette" per me resta di un altro livello ed è quasi bello come l'esordio). Comunque, riscopriamo questo disco controverso con "Problem child".
Uno dei miei dischi preferiti del primo punk è il primo album omonimo dei Generation X, super melodico ma anche sporco al punto giusto. La band non era molto amata dai "veri punk", perché Billy Idol e soci erano considerati più interessati al successo che all'essenza di questa sottocultura. Per me restano un gruppo fondamentale. Decisamente meno interessante dell'esordio è il secondo disco "Valley of the dolls" del 79. Ma parliamo sempre dei Generation X, belin. Quindi si gode sempre alla grande. Questa è la title track.
Gli Shma 69 sono la band simbolo dell'oi! britannico e dopo un disco roccioso come "Tell us the truth" (1978), qualche mese dopo (sempre lo stesso anno) se ne escono con "That's life" che contiene l'ottimo singolo "Hurry up Harry" (che ho deciso di selezionare qui sotto). Due album belli trugni e carichi di canzoni anthemiche e possenti. Il punk della strada più crudo e vero che ci sia.
I Lurkers sono una band punk con venature pop, che dopo l'ottimo "Fulham Fallout" del 1978, l'anno successivo virano verso un power-pop con venature wave davvero niente male e sfornano l'interessante, ma assai poco considerato "God's lonely men". Già parliamo di un gruppo "minore" del primo punk inglese, se poi ci avventuriamo nel secondo album ci troviamo probabilmente nella nicchia della nicchia. Peccato. Questa è "Bad times".
La puntata dell'Ora dell'ignoranza termina con una band non propriamente punk o che comunque lo è stata per poco tempo: i Jam. Dopo "In the city" del 77 Paul Weller e soci si sono spostati verso un mod-sound molto compatto e di ottima fattura. Il loro secondo disco "This is the modern world sempre del 77, a dispetto del titolo, è l'anello di congiunzione fra queste due vite (punk e mod). La quasi title track ("The modern world") è un pezzo bellissimo. A martedì.
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