Radio Disco Club 65

Free Fall di Danilo Di Termini

Ciao a tutti, benvenuti a Free Fall, la trasmissione dedicata al jazz di Radio Discoclub65 condotta da Danilo Di Termini.

In questa puntata saremo insieme a Christian McBride, Wolfgang Muthspiel, Trio Bobo, Bobby Watson, Brad Mehldau, Keith Jarrett.

Cominciamo subito con un disco uscito un paio di mesi fa del contrabbassista Christian McBride dedicato a quattro fondamentali figure nella lotta per i diritti civili, Martin Luther King, Malcolm X, Rosa Parks e Muhammad Ali. Si tratta di una suite in cinque parti per big band, coro e narratori che colloca le forze motivanti e gli obiettivi del Movimento per i diritti civili in un contesto artistico. L'aggiunta di un quinto movimento, Apotheosis, riconosce inoltre l'elezione di Barack Obama come primo presidente afroamericano degli Stati Uniti.
Ascoltiamo Sister Rosa:

È appena uscito per ECM il nuovo disco del chitarrista Wolfgang Muthspiel, Angular blues, in trio con Scott Colley e Brian Blade. Sentiamo intanto un brano dal suo quintetto che comprende Ralph Alessi alla tromba, Jon Cowherd al piano, Eric Harland alla batteria oltre che Scott Colley al contrabbasso, dal vivo nel 2017

Ed ecco il trio dal nuovo album che abbiamo citato nel post precedente con una versione di Everything I Love di Cole Porter

Andiamo a trovare un altro chitarrista che da qualche tempo tra i suoi progetti annovera quello di un trio molto particolare. Lui è il genovese, si chiama Alessio Menconi, e al basso e alla batteria ci sono due vecchie conoscenze degli appassionati del rock di Elio e le Storie Tese: sto parlando infatti di Faso e Christian Meyer. Il Trio Bobo, questo il nome, ha inciso tre album, dal secondo Pepper Games, vi facciamo ascoltare un brano che per i genovesi ha un titolo quanto mai evocativo: Fast Boulitch

Oggi è giovedì 30 aprile e dal 2011 il 30 aprile è sinonimo di Giornata internazionale del jazz, evento istituito dall'UNESCO per rinnovare annualmente l'omaggio alla creatività della musica improvvisata.
Questo ovviamente è un anno del tutto particolare, ma dobbiamo segnalare una bella iniziativa, il grande festival multidisciplinare #laculturanonsiferma, lanciato dalla Regione Emilia-Romagna in risposta alla chiusura dei luoghi di spettacolo.
Questa sera tredici musicisti dall'ambito regionale a quello internazionale saranno coinvolti in una diretta ininterrotta di ben cinque ore, dalle 18 alle 23, che sarà trasmessa su Lepida TV (canale 118 del digitale terrestre e 5118 di Sky), sui canali regionali (Fb e YouTube) di #laculturanonsiferma e sui canali social di tutte le organizzazioni musicali coinvolte.


Ecco la scaletta dettagliata dei concerti:
Crossroads on Air / Jazz Network
ore 18:00, Laura Avanzolini & Michele Francesconi (voce e pianoforte)
ore 18:30, Fabrizio Bosso & Lorenzo Tucci (tromba e batteria)
Casa Bentivoglio / Cantina Bentivoglio
ore 19:00, Domenico Saccente (fisarmonica)
ore 19:30, Simone Zanchini (fisarmonica)
#JazzInQuarantine / Amici del Jazz di Modena
ore 20:00, Lorena Fontana (voce; su musiche eseguite da Carlo Morena)
ore 20:10, Ivan Valentini (sax)
ore 20:20, Giulio Stermieri (pianoforte)
ore 20:30, Andrea Pozza & Bobby Watson (pianoforte & sax)
Jazz Club Ferrara
ore 21:00, Não Sonamu (Danilo Lico – voce e chitarra; Claudio Francica – voce e chitarra; Enrico Dolcetto – voce e contrabbasso)
Jazz a Domicilio – La Maratona del Jazz / Bologna Jazz Festival
ore 22:00, Simona Severini (chitarra e voce)

E allora, come preludio a quest'iniziativa ascoltiamo uno dei protagonisti più importanti e cioè Bobby Watson in una registrazione dell'Eddie Lang Jazz Festival 2015 a Campomarino in cui il sax alto è accompagnato da Curtis Lundy al contrabbasso, Eric Kennedy alla batteria e il nostro (nel senso di genovese) Andrea Pozza al piano.

Poiché oggi è la Giornata internazionale del jazz vi facciamo ascoltare un brano che proprio jazz non si può definire. Ma a eseguirlo è Brad Mehldau, ne abbiamo parlato martedì, da sempre alla ricerca di nuovi territori da esplorare. Tra questi c'è anche Bach, da lui omaggiato in un disco del 2018 che alternava composizioni del pianista a Preludi e Fughe del grande maestro di Eisenach. Ovviamente c'era anche il Preludio in Do Maggiore che ascoltiamo in un'esecuzione dal vivo alla Grande Salle Pierre Boulez della Philharmonie de Paris del 2 Aprile 2018. A seguire After Bach: Rondo dello stesso Mehldau

Finiamo con un altro grande del pianoforte che abbiamo già ascoltato recentemente e che ritroviamo ancora in uno dei suoi acclamati concerti in solo. Sto parlando ovviamente di Keith Jarrett e siamo a Tokyo nel 2002. Dopo la consueta improvvisazione che occupa tutta la parte principale del concerto arrivano i bis, generalmente riservati all'esecuzione di standard. Questa volta tocca a un traditional, Danny Boy.
Prima di lasciarvi vi do appuntamento a sabato con Free Falle Danilo Di Termini. Tra poco ritroverete tutta la trasmissione sul sito di Disco Club dove potrete riascoltare i protagonisti di poggi che sono stati Christian McBride, Wolfgang Muthspiel, Trio Bobo, Bobby Watson, Brad Mehldau, Keith Jarrett.
A sabato prossimo. Ciao

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti e bentornati a Heavy Metal Parking Lot, la trasmissione che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.
Peccato gli altri abbiano decisamente meno borchie e Flying V, quindi perdono in partenza.

A proposito di partenze: l'altra volta siamo partiti con Master of Puppets dei Metallica. Stasera ci tocca partire con qualcosa dei Megadeth che sennò sapete che Mustaine tiene il broncio...

Passiamo a qualcosa di molto più leggero, anche se parimenti pericoloso: sto parlando dei Danger Danger con la loro 'Naughty Naughty'

Abbiamo la prima richiesta della serata signori: Michele Massari chiede 'The Luddite' dei Corrosion of Conformity.

Ora una chicca: come 'risposta' metal ai vari concerti e progetti di beneficenza rock Ronnie James Dio concepì nel 1986 il progetto Hear'n Aid (capito il gioco di parole?) che in un singolo benefico alla 'We are the World' riuniva buona parte delle stelle del mondo metal e dintorni.
Vediamo se li riconoscete tutti!

Passiamo ad un classico minore della NWOBHM: i tenebrosi Witchfinder General con il loro brano manifesto:

Altra richiesta, stavolta da parte di Stefano Espinoza: 'Davidian' dei Machine Head.
Eccola!

Abbandonati dal capriccioso Yngwie J. Malmsteen gli Alcatrazz (capitanati dall'ex-Rainbow Graham Bonnet) si accaparrarono i servigi di un altro virtuoso della chitarra.
Meglio? Peggio?
Giudicate voi:

Visto il grande successo nella scorsa puntata dei 'finti Zeppelin' Kingdom Come ho deciso di proporvi un altro gruppo soundalike: i Brutus con la loro 'Wandering Blind', che ha invece una vaghissima somiglianza con i Black Sabbath...

Essendo un cialtrone ho postato tutto il disco dei Brutus. E' bello, ma potete sentire solo la prima, stasera.
Tiziana ci ha contattati anche stasera con una nuova richiesta:

'Bartzabel' dei Behemot!

 Richieste a raffica anche stasera!

Giuliano Tizza ci ha chiesto 'Sheralee' dei Soldier...

...e Massari bissa con 'Il culto della pietra' dei Veratrum.

Dopo tanto blastbeat è il momento dei Saxon in piena 'svolta americana'. Eccoli nel video di 'Ride like the wind' (dalll'album 'Destiny' del 1988)

Di classico in classico con un'altra richiesta di Stefano Espinoza: 'Electric Eye' dei Judas Priest!

Nell'ultima puntata abbiamo parlato di Uli Jon Roth e del suo abbandono degi Scorpions. Ma ovviamente il primo solista ad averli abbandonati è stato un giovanissimo Michael Schenker, per trovare fama e fortuna negli UFO.
Qui lo vediamo in un estratto dal suo primo album solista del 1980:

Tiziana ci ha inviato un'altra richiesta.
Stavolta è 'Dirty deeds done dirt cheap' degli AC/DC!

Gli svedesi Biscaya hanno fatto solo un album nel 1983 ma è veramente serio.
Sentite ad esempio 'Howl in the sky':

Anche questa puntata volge al termine: la chiudiamo con un'altra richiesta di Giuliano Tizza e vi salutiamo con 'We Bite' dei Misfits!
Buonanotte!

 

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno e benvenuti a una nuova puntata di Blue Morning!
Pronti ad un nuovo viaggio nella musica nera con l'umile guida di Dario Gaggero?
Partiamo subito col botto: dopo aver abbandonato più di una volta la musica secolare (con conseguente cambio di look, proposta musicale e – ahem – abitudini sessuali) e averla riavvicinata altrettante volte Little Richard firma a metà degli anni '60 con la Okeh e si prepara ad una svolta soul che disgraziatamente non darà i risultati commerciali sperati. Peccato, perché era decisamente ancora in forma...


Adorato dagli appassionati di rock e guardato con sospetto dai puristi più ortodossi Stevie Ray Vaughan ha travolto con una furia e un impeto senza eguali il panorama blues (e non solo) dei primi anni '80. Purtroppo la sua tragica e prematura scomparsa non ci ha dato modo di sapere quale evoluzione avrebbe potuto avere la sua proposta musicale. Godiamoci quello che ci ha lasciato, che non è poco.



Tra gli artisti affermatisi di recente sulla scena internazionale uno di quelli che mi ha colpito di più è il giovanissimo (classe '96) Jontavious Willis. Polistrumentista e fautore di una proposta acustica rilassata e pungente al tempo stesso (non a caso suoi mentori sono stati due vecchi affezionati di questa rubrica come Taj Mahal e Keb' Mo') ha recentemente pubblicato il suo secondo album, 'Spectacular Class'.


Abbiamo già parlato di lui in passato ma ha una personalità talmente ingombrante che non ci potevamo limitare ad un brano solo. Qui abbiamo l'unico e inimitabile (anche se in molti ci hanno provato) Chester Burnett aka Howlin' Wolf in una tarda interpretazione di 'Sittin' on top of the world'.


Noti ai più per gli album pubblicati in tandem con l'ex cantante degli Animals Eric Burdon, gli War (una formazione soul/funk di Long Beach, California) seppero smarcarsi ben presto dalla sua ingombrante personalità pubblicando album di grande successo come 'All Day Music' e 'The World is a Ghetto'.



Per lo spazio dedicato al blues italiano vi parlerò oggi di un amico di Disco Club, Andrea Giannoni.
Dotato di una forte carica espressiva e comunicativa l'armonicista di Sarzana ha pubblicato album incredibilmente personali e affascinanti che miscelano la tradizione musicale delle campagne e la sua smodata passione per il blues.
Questa è la title track del suo album 'Malacarne'


I Ten Years After sono spesso associati a torrenziali e pirotecniche fughe di chitarra (come nella 'I'm goin' home' resa celebre dal film 'Woodstock') ma Alvin Lee e soci hanno tributato più di un omaggio al blues nei loro primi lavori. Oggi sentiamo la loro 'Slow Blues in C', dal vivo al Winterland di San Francisco nel 1975.


La Texana Barbara Lynn è più unica che rara nel panorama soul mondiale: scrive i suoi brani in un mondo dominato da autori professionisti e li suona anche, accompagnandosi brillantemente con la sua chitarra mancina. Dopo i successi degli anni '60 e un periodo di relativa quiete discografica è tornata a far parlare di sé a metà degli anni '80 con un tour in Giappone e diverse apparizioni a festival europei.
Ed è in grado di difendersi benissimo ancora oggi, come testimonia questa sua apparizione del 2016 all'East Side Kings Festival di Austin, TX:


 


Memphis Slim è stato uno dei primi bluesman a trasferirsi definitivamente dagli Stati Uniti all'Europa (per la precisione a Parigi), allettato dalle possibilità concertistiche apertesi nei primi anni '60 e indubbiamente dal trattamento più dignitoso riservato agli afroamericani. Autore di grande successo (sua la celebre 'Everyday I have the blues', ad esempio) ha avuto una carriera lunga e fortunata. Oggi lo sentiamo in un pezzo allusivamente autobiografico, 'Grinder Man Blues'.



Vi saluto con un nome ed un brano che non hanno bisogno di presentazioni: Stevie Wonder e la sua 'Superstition' in una funkeggiante esibizione live!
Alla prossima puntata,
Dario.


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