Concerti
Venerdì 7 marzo gli Eels hanno aperto il loro mini tour italiano in una sala Verdi del Conservatorio di Milano praticamente esaurita. L'inizio del concerto era previsto per le ore 21 e puntualizzatissimo, a quell'ora, è iniziata...la proiezione di una sorta di documentario in cui Mark Oliver Everett – in guisa di uno stralunato Michael Moore – ricerca le tracce del padre, un famoso fisico morto d'infarto quando lui era ancora bambino. Il video ha allietato gli intervenuti per circa un'ora: all'inizio seguito con divertito interesse, poi in paziente silenzio, infine fischiato qua e là rumorosamente. Alle 22.15 il nostro Mr E si è deciso a palesarsi in compagnia del solo e fidato Chet Lyster, nonostante il palco fosse allestito con un pianoforte, una batteria, qualche tastiera, una steel guitar: nel corso di un'ora e un quarto (più un paio di striminziti bis) i due si sono alternati a tutti gli strumenti (compresa una specie di sega che Chet piegava fino a farla gemere in maniera molto suggestiva), anche scambiandoseli ripetutamente come in “Flyswatter”, song ridotta per piano e batteria. Il concerto ha ripercorso la carriera degli Eels – anche per la concomitanza con le due antologie pubblicate nello scorso febbraio – alternando momenti musicalmente possenti ad altri più intimi e intensi; oltre a un paio di siparetti comici in cui Mr E ha letto alcune (presunte) lettere di fan del gruppo, alcune (presunte) recensioni di giornali tra cui il Guardian e ha fatto leggere a Chet brani dalla sua autobiografia (?) appena pubblicata ("Things The Grandchildren Should Know", disponibile su Amazon a poco meno di 9 sterline).
Prezzo biglietto 15,00 €
In prevendita da Disco Club 13,00 €
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Grande spettacolo questo venerdì sera appena trascorso al Muddy Waters di Calvari: era di scena la Treves Blues Band! Il Puma & Soci hanno surriscaldato l'atmosfera, già vibrante di attesa, con un lungo show denso di vero blues e consuete, immancabili venature di rock n'roll, in una sala gremita di fans di tutte le età e provenienti da tutto il Nord Italia per sostenere i "Fantastici Quattro" ("più che per Gigi d'Alessio e la Tatangelo", per dirla alla maniera del Puma!!!) . Da John Lee Hooker a Sonny Boy Williamson, dallo stesso grande Muddy Waters ai Rolling Stones e Bob Dylan, ci hanno preso per mano e condotto attraverso un magico viaggio, risalendo il delta del Mississippi passando per Nashville, New Orleans, Austin, fino a Las Vegas. Su "Flip, flop and fly" abbiamo chiuso gli occhi per farci trasportare dal ritmo quasi swing, sognando di vagare per le strade di una piccola cittadina del profondo South Delta; su "Traintime Blues", eseguita in acustico dalla superlocomotiva Treves, abbiamo immaginato di attraversare gli spazi sterminati del Texas, solo con un'armonica e il fischio del vapore. E ancora "Nash Vegas", resa capolavoro da "Kid" Gariazzo, virtuoso alla chitarra elettrica, dobro e mandolino Fender, e una gustosa rivisitazione in chiave bluesin' della rotolante "(I can't get no) Satisfaction", che non ci ha permesso di tenere a bada mani e piedi. Interessante l'intervento solista di Massimo Serra con le sue specialissime "canne", con cui ha dimostrato ancora una volta le virtù di percussionista e cuore pulsante della nostra formazione preferita. L'altra metà della sezione ritmica, il simpaticissimo Tino Cappelletti, ci ha intrattenuti ma non solo con lo strumento, snocciolando insieme a Fabio aneddoti e brillanti battute, rendendo lo show ancor più trascinante, cibo per gli occhi, le orecchie e l'anima.
Trent’anni di Bluegrass sono parecchi, ma la Red Wine li festeggia comunque…A parte gli scherzi, l’occasione per festeggiare viene principalmente dalla pubblicazione in Italia del nuovo disco internazionale della storica band genovese: ‘Winter’s Come and Gone’, uscito in America nello scorso autunno. Il Teatro della Gioventù di via Cesarea registra un tutto esaurito forse inaspettato e l’atmosfera è assai calda (in tutti i sensi, visto l’affollamento). Anche sul palco, corrono buone vibrazioni, Martino Coppo e Silvio Ferretti, duettano sia con le battute che con gli strumenti. Lo spettacolo, diviso in due parti, con l’intervallo dedicato giustamente alla promozione del nuovo disco, è stato caratterizzato da una prima parte più marcatamente bluegrass, con il virtuosistico interscambio tra gli strumenti solisti, (mandolino, banjo, chitarra,) tipico del genere e ha confermato il notevole affiatamento della band. Un divertente montaggio video sulle tournée americane ha aperto la seconda parte, maggiormente celebrativa e contrassegnata dall’aumento degli ospiti sul palco. Il prodigioso Beppe Gambetta si è riunito ai vecchi compagni di viaggio per un lungo set nel quale è stato introdotto anche il chitarrista blues Paolo Bonfanti, ottimo solista e già collaboratore occasionale del gruppo.