Stampa
PDF
 
Rock Recensioni BOB DYLAN - Love and Theft (Columbia 2001)
 

BOB DYLAN - Love and Theft (Columbia 2001) Hot

ImageQuando si ha un nome che giganteggia nella storia della canzone contemporanea e un’indole schiva, imprevedibile, incurante della propria immagine, ci si può permettere di giocare. E questo è esattamente ciò che ha fatto Bob Dylan in un album spiazzante, colorato e ludico eppure terribilmente rigoroso come Love And Theft. Varcata la fatidica soglia dei sessant’anni, un artista può avere la tentazione di vivere di rendita, utilizzando tutte le strategie possibili per catturare la benevolenza del pubblico. Questo vale per molti, ma non per Mr Zimmerman.
Al contrario, lui fa coscientemente a brandelli l’aura mitologica che, volente o nolente, lo circonda e sembra che questo lo diverta molto. Con la voce profonda e ruvida come il punto più oscuro di una caverna, l’espressione beffarda e un talento incommensurabile, Dylan si impadronisce di vari decenni di storia della musica americana e li reinventa da par suo. Dopo aver rinunciato alla collaborazione quanto mai positiva ma fortemente condizionante di Daniel Lanois, Dylan si affida ad un produttore dotato di maggiore discrezione, Jack Frost, e a un gruppo di eccellenti musicisti, tra cui il grande tastierista texano Augie Mayers, i chitarristi Larry Campbell e Charlie Sexton e l’ottima sezione ritmica formata da Tony Garnier e David Kemper. Con questi compagni di strada, Bob Dylan intraprende un viaggio sonoro e culturale che parte dall’old time music, imbocca i sentieri del blues, del ragtime, delle sonorità care ai fratelli Gershwin. Certo non mancano in questo lavoro impossibile da catalogare e troppo sorprendente per essere definito bello, alcune ballate ”alla Dylan” come Mississippi, già incisa da Sheryl Crow, e Sugar Baby, una canzone talmente intensa e appassionata da catturare fin dal primo ascolto. Eppure, quando scorrono le note di Bye and Bye (ma non ricorda Blue Moon?) o del bell’omaggio a Charley Patton High Water ci si rende conto che Bob Dylan, così indifferente al proprio personaggio, così avulso dalle pressioni esterne, sa mostrare un assoluto rispetto per chi ama la sua musica. Anche quando, come in Love And Theft, gioca a scappare da se stesso e a rincorrere, per una volta, i suoi miti. Quelli che hanno trasformato un piccolo studente del Minnesota di nome Robert Zimmerman in una leggenda moderna di nome Bob Dylan. (Ida Tiberio)

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Giudizio complessivo 
 
60  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
BOB DYLAN - Love and Theft (Columbia 2001) 2010-02-09 12:41:03 Andrea Vincenti
Giudizio complessivo 
 
60
Andrea Vincenti Opinione inserita da Andrea Vincenti    09 Febbraio, 2010
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

BOB DYLAN - Love and Theft (Columbia 2001)

“Love and Theft” discreto Album suonato in modo esemplare, da musicisti che da anni accompagnano Bob Dylan.
Rock-blues, folk con qualche accenno elettronico ci portano ad atmosfere passate, grazie anche alle composizioni insolite di Dylan.

Andrea V

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 
Powered by JReviews

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
88
Valutazione Utenti
 
0 (0)
2.
Valutazione Autore
 
82
Valutazione Utenti
 
0 (0)
3.
Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)