Se in un comunicato stampa si legge “musica per il corpo e per la mente” e che il disco in questione è stato registrato a Koh Samui in Thailandia, come se fosse un valore aggiunto, è lecito insospettirsi. E se Mike Milosh, canadese al suo terzo cd, scrive che ha iniziato a suonare il violoncello a tre anni e ha sempre avuto un’intensa attrazione per le canzoni tristi, soft e meravigliose, il sospetto diventa certezza. Ciò nonostante ascoltiamo “iii” come se non cercassimo conferme, ma sorprese. Invece le nove canzoni sono tristi e soft, ma per niente meravigliose e noiosamente tutte uguali. Una via di mezzo tra gli Everything but the girl rallentati e Laurie Anderson che abbandona New York e Lou Reed per rifugiarsi in una clinica Messegué. E lasciamo stare i paragoni con i Radiohead per favore! (Danilo Di Termini)
{mos_sb_discuss:11}





