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BO DIDDLEY - Bo Diddley’s Beach Party

E’ la ristampa rimasterizzata del leggendario album “Bo Diddley’s Beach Party”, il primo album inciso dal vivo della storia del Rock, un rude e selvaggio esempio di furioso Rock’n’Roll registrato al Myrtle Beach Club il 5 e 6 Luglio del 1963. La leggenda del Rock’n’Roll BO DIDDLEY si esibisce presentando 9 sue composizioni + la versione strumentale di “Memphis” di Chuck Berry: ci sono tutti i suoi hit, “Gunslinger”, “Hey Bo Diddley”, “Road Runner” e “Crackin’ Up” (reintitolata per l’occasione, “What’s Buggin’ You”).

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 29 marzo 2011 al prezzo di 18,90 €

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IAN NORTH – My Girlfriend’s Dead

Il 1979 fu l’anno zero del synth-punk: in Inghilterra i Tubeway Army di Gary Numan erano n. 1 in classifica ed esordivano gli Human League; in Francia furoreggiavano i Metal Urbain di Tokyo Airport; in America – a parte i mitici Screamers di San Francisco, che non arrivarono mai a incidere su vinile – si segnalò Ian North, responsabile di un album, da lui interamente scritto, suonato e prodotto. Avvalendosi solo di un Korg MS20, rigorosamente monofonico, North costruì le dieci canzoni di My Girlfriend’s Dead, dominate da voce gelida, batteria elettronica e sintetizzatore. Nomi di raffronto, all’epoca peraltro all’esordio o quasi, possono essere i Normal, i Cabaret Voltaire, gli Ultravox, naturalmente i Kraftwerk e soprattutto gli OMD. Impressionanti, in effetti, le similitudini con il gruppo di Liverpool, specie sul piano vocale e ritmico. Dal punto di vista invece melodico, il gusto di North era senz’altro più statunitense. Qua e là, fra le sue tracce, si preannunciano i Wall of Woodoo. Al disco di debutto di North la RPM ha aggiunto il mini Rape of Orchids (del 1981), nello stesso stile ultra-minimale, freddo e tecnologico. L’artista di Brooklyn fa oggi il pittore. Da (ri)scoprire. (Davide Arecco )

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FLYING LIZARDS – Same / The Fourth Wall
Irlandese di nascita, il polistrumentista David Cunningham si trasferì a Londra, sul finire degli anni Settanta, in pieno clima post punk – new wave. Vi produsse i This Heat (1976-1978), antesignani di noise e industrial. Fondò quindi con la cantante Deborah Evans il progetto Flying Lizards. In questa raccolta troviamo tutte le registrazioni effettuate, per la Virgin, tra il 1978 ed il 1981. Fantasioso e beffardo, colto e stravangate, ironico e paradossale, Conningham sottopose classici rock, orchestrali e brani di sua composizione a una sorta di terapia d'urto con le nuove macchine elettroniche. Quelli che ne vennero fuori erano paesaggi sonori intriganti e inusuali, fra techno-pop e avanguardia rock, fra tribalismo kraut ed inflessioni robotiche. In The Fourth Wall, appena meno obliquo dell'esordio omonimo, sono ospiti Robert Fripp e Gareth Sager (allora nel Pop Group). Questa doppia riedizione è un'eccellente occasione per riscoprire un autentico genio musicale d'oltremanica. (Davide Arecco)
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MOEBIUS – Material / Strange Music / Double Cut / Zero Set / Tonspuren / Blue Moon
Anima e fondatore di Cluster e Harmonia, Dieter Moebius è stato uno dei padri del moderno rock elettronico made in Germany. L'amburghese Bureau B ne ristampa ora i lavori meno noti, successivi al classico Rasta Kraut Pasta (1980). Material, inciso nel 1981 con il fedele Conny Plank, è un disco di dark noise con echi di ascendenza cosmico-spaziale e talvolta quasi hard, smontati ed incollati con la tecnica del dub. Un album dal suono distante rispetto all'elettronica anni Settanta, moderno e contiguo piuttosto alla Neue Deutsche Welle allora in auge a Berlino e sul suolo tedesco. Strange Music e Double Cut, realizzati in coppia con il bassista Gerd Beerbohm tra il 1982 e l'anno successivo, sono invece dischi di post-punk sperimentale dalle timbriche oscure e metalliche, non lontani dalle ambientazioni industriali dei Cabaret Voltaire o dal kraut wave di area Neu. Zero Set è senz'altro il disco più rock: al consueto campionario di tastiere e sintetizzatori si affianca la batteria muscolare del grande Mani Neumaier (Globe Unity Orchestra, Peter Brotzmann, Guru Guru). Uscito nel 1983, con le sue strutture matematiche e le sue melodie angolari, Zero Set prefigura sotto molto aspetti il post rock. Sempre risalente al 1983, Tonspuren è in apparenza il lavoro più accessibile di Moebius. Si tratta di una personalissima ed intrigante rielaborazione delle atmosfere synth-pop allora in voga, sposate qui con il tradizionale approccio del kraut rock. Infine, Blue Moon (1986), colonna sonora dell'omonimo thriller diretto da Karsten Wichniarz, si muove sotto le insegne di un minimalismo che sposa la lezione di Eno con ritmi e tessiture armoniche d'eccezionale trasparenza. Il risultato finale è un ambient computeristico zeppo di effetti, costruiti e cesellati, da Moebius, con precisione metronomica. In definitiva, una bella ed interessante serie di riedizioni, che permette di rivalutare un periodo poco conosciuto della carriera di un eccellente artista. Hans-Joachim Roedelius, suo compagno nei Cluster e negli Harmonia, ha beneficiato pure lui delle riproposizioni laser da parte della Bureau B: ottimo lo space rock dell'esordio Durch Die Wuste, registrato tra il 1976 ed il 1978 (al quale collaborò proprio Moebius, insieme all'onnipresente e indimenticato Plank), poi scivolò verso la new age. (Davide Arecco)
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KINKS - Kinks/Kinda Kinks/The Kink Kontroversy (ristampe deluxe edition)

I primi tre album dei KINKS vengono ristampati in versione DeLuxe: l’esordio “KINKS”, il seguito “KINDA KINKS” e il terzo album “THE KINK KONTROVERSY”. Le BONUS TRACKS sono tratte da outtake di studio, versioni alternate, demos e registrazioni per la BBC.

“KINKS” è il primo album della band uscito nel 1964, contiene ora 28 BONUS TRACKS.

“KINDA KINKS”, secondo album uscito nel 1965, contiene 23 BONUS TRACKS.

“THE KINK KONTROVERSY” sempre del 1965 contiene 17 BONUS TRACKS.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 5 aprile 2011 al prezzo di 24,90 €
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GIANT SAND - Swerve

Ha persino vinto un ambito trofeo “Disco(club) dell’anno” (nel 2003). E’ quindi doveroso dare conto della seconda ondata di ristampe per i Giant Sand di Mr Howe Gelb. Dopo gli esordi, arrivano The Love Songs, Long Stem Rant e Swerve (1988, 89 e 90). Entra in scena qui, accanto ad Howe (che era e rimane il padre/padrone del gruppo), il batterista John Convertino (poi protagonista nei Calexico) e prosegue il cammino sbilenco delle Sabbie Giganti attraverso il deserto della musica USA. Le canzoni dei GS alternano attimi di disordine assoluto (rumore, distorsione, scherzi e dissonanze) a melodie impeccabili e passaggi mozzafiato. Swerve, il migliore del lotto, è il punto d’incontro perfetto tra le spinte del rock alternativo (Sonic Youth, Pixies) e il suono della Vecchia America (quella country e folk). Un ripasso più che benvenuto. (Marco Sideri)

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