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ASHLEY KAHN - The House That Trane Built (Saggiatore 340 pp., 20,00 €)
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Ray Charles, Genius + Soul = Jazz, 1961, Impulse A 2
Charles nelle vesti di musicista jazz. Ma con “One Mint julep” è impossibile restare fermi mentre intona “just a little bit of soul now”.

Oliver Nelson, The Blues and the Abstract Truth, 1961, Impulse A 5
Un settetto (con Eric Dolphy, Bill Evans, Freddie Hubbard, Roy Haynes) che suona come un orchestra. Raffinato e inarrivabile.

Benny Carter, Further Definitions, 1961 Impulse A 12
Il rifacimento di una storica sessione parigina del 1937: Carter e Coleman Hawkins per uno dei più bei dischi di tutti i tempi.

Shelly Manne, 2-3-4, 1962, Impulse A 20
Pensare la batteria in funzione della melodia: in duo, trio e quartetto con Coleman Hawkins, Hank Jones, George Duvivier.

Duke Ellington, Meets John Coltrane, 1963, Impulse A 30
Troppo facile definirlo un incontro al vertice: per Trane fu il disco della consapevolezza e per l’ascoltatore pura gioia.

Charles Mingus, The Black Saint and the Sinner Lady, 1963, Impulse A 35
“Il mio epitaffio vivente dalla nascita fino al giorno in cui ascoltai Bird and Diz”: esemplare autoritratto in forma di suite.

Earl Hines, Once upon a time, 1966, Impulse, AS 9108
Il pianista di “West end blues” (Armstrong, 1928) riscoperto e riunito ai migliori superstiti dell’era swing: commovente.

Sonny Rollins, East Broadway run down, 1967, Impulse AS 9121
La sezione ritmica di Coltrane, Freddie Hubbard alla tromba e l’imponenza del tenore di Rollins: solenne e monumentale.

Pharoah Sanders - Karma , 1969, Impulse AS 9181
Un disco segnato dalla voce del grande Leon Thomas e dalla memorabile, intensa spiritualità di “The creator has a master plan”.

Charlie Haden - Liberation Music Orchestra, 1969, Impulse AS 9183
Le canzoni della guerra civile spagnole riarrangiate mentre Nixon bombardava la Cambogia. Consapevolezza e impegno politico.

Gato Barbieri - Chapter One: Latin America , 1973, Impulse AS 9248
L’energia e il furore del tenore di Gato registrato con musicisti locali tra Argentina e Brasile: world music ante litteram.

Keith Jarrett - Treasure Island, 1973, Impulse AS 9274
Dal vivo al Vanguard: i famosi mugolii del pianista e un quartetto (Haden, Motian, Redman) semplicemente immenso.

John Coltrane
Ricorda Creed Taylor che “Coltrane anche se non avesse mai firmato quel contratto, sarebbe sempre e comunque rimasto inequivocabilmente John Coltrane”. Per riassumere l’importanza del sassofonista di Philadelphia basterebbe elencare i trenta e più titoli, raccolte escluse, che l’Impulse continua regolarmente a ristampare e a vendere. Ne segnaliamo cinque: il primo, Africa/Brass, il più commerciale, “Ballads”, il misconosciuto “Crescent”, il capolavoro, “A love supreme”, l’intenso “Interstellar space”. Ma l’influenza di Trane si riflette in tutto il catalogo dell’etichetta: Archie Sheep vi arrivò grazie a una sua telefonata e così McCoy Tyner, Elvin Jones, Pharoah Sanders. Alice McLeod sposata Coltrane, la pianista che prese il posto di Tyner nello storico quartetto, nel 2004, dopo ventisei anni, è tornata in sala d’incisione (per l’ultima volta, è scomparsa nello scorso gennaio): il cd “Translinear light” porta il numero di catalogo B-0002191-02. Impulse ovviamente.

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