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Jazz Recensioni KEITH JARRETT - A Multitude Of Angels
 

KEITH JARRETT - A Multitude Of Angels KEITH JARRETT - A Multitude Of Angels

KEITH JARRETT - A Multitude Of Angels

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Titolo
Multitude of Angels
Anno
Casa discografica

Il primo disco in piano solo di Keith Jarrett è del 1971, “Facing You”. Due anni dopo con “Bremen/Lausanne” inizia la lunga teoria di live che oggi arriva al suo quattordicesimo capitolo con questo quadruplo album che raggruppa i concerti dell’ottobre 1996 in Italia, a Modena, Ferrara, Torino e Genova. Da tempo ormai, la produzione jazzistica del pianista di Allentown si sviluppa in questa forma o nella registrazione delle esibizioni con lo ‘Standard’ trio con Gary Peacock e Jack De Johnette (unica eccezione i dischi con Charlie Haden del 2007). Al di là di un’intenzione celebratoria ed enciclopedica (ma questa è una tendenza discografica della nostra epoca, basti pensare alla “Bootleg Series” di Dylan o a Springsteen che rende disponibili tutti i live dei suoi tour sul sito), per Jarrett il jazz, perlomeno il suo, è possibile esclusivamente in queste due forme, in una tensione improvvisativa che diventa composizione in tempo reale, in un flusso senza soluzione di continuità.

Questi concerti, gli ultimi che Jarrett avrebbe eseguito prima di fermarsi per due anni a causa di una Sindrome da Fatica Cronica da cui sarebbe emerso gradualmente (con un disco in studio in solo, ma di standards, lo splendido “The Melody At Night With You”, poi con una serie di concerti in trio intervallati da due isolate esibizioni nel 1999 e infine con il ritorno stabile al piano solo dal 2002), sono emblematici della sua riflessione musicale, del suo tentativo di instaurare con il pubblico una relazione che diventa essa stessa parte del concerto. E di cui gli spettatori devono essere partecipi e consapevoli, pena l’esclusione dalla cerimonia (nel senso della sua incomprensibilità). In sintesi ad un concerto di Keith Jarrett lo scambio tra l’officiante e l’uditorio deve essere totale, all’intensità del musicista deve corrispondere la dedizione dello spettatore. Quanto detto vale inevitabilmente anche per la fruizione ‘privata’: impossibile ascoltare le due parti in cui sono divise le singole esibizioni di questo disco, in sottofondo a un buon libro o peggio con le cuffiette di un qualunque lettore mp3. Jarrett, per farvi entrare nel suo universo, chiede l’esclusiva: decidete voi se ne vale la pena. Ma forse durante le prossime feste un tentativo si può fare. (Danilo Di Termini)

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KEITH JARRETT - A Multitude Of Angels 2016-12-05 21:05:44 Danilo Di Termini
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78
Danilo Di Termini Opinione inserita da Danilo Di Termini    05 Dicembre, 2016
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