Non è certo per campanilismo che segnaliamo questa uscita del pianista genovese Andrea Pozza, tanto bravo quanto schivo: il fatto è che nella marea montante di dischi di "jazz italiano" che di rado invogliano al riascolto, risultando il più delle volte educati e composti compitini pleonastici, spicca un lavoro come questo. Il "pesce rosso dal Bosforo" che oltre a dar titolo è anche l'eccellente e lunga seconda traccia non è né velleitariamente sporto a caccia di un "inaudito" che difficilmente ascolteremo prima di qualche decennio (in tutte le musiche, sia chiaro) né mera ricapitolazione della ricapitolazione. Diciamo invece che qui si percepisce un gusto quasi sensuale per il suono, sia esso trina melodica raffinatissima, alla Bill Evans, sia tocco che diviene all'improvviso dirompente forza ritmica pura. Aldo Zunino al basso e Shane Forbes alla batteria costruiscono attorno a Pozza un reticolo di accenti e sottolineature prezioso: e alla fine vince la piacevolezza della musica. (Guido Festinese)






